Vite di Archimede


Leonardo approfondisce lo studio della coclea archimedea, inserendo un motore idraulico con due viti di Archimede, automatizzando di fatto, il riempimento di un serbatoio (torre), riuscendo ad avere la disponibilità continua di una considerevole scorta d’acqua da utilizzare non solo pr sollevare ma anche pre produrre forza idraulica in grado di "spingere" gli ingranaggi.


Leonardo riprende i principi meccanici di Archimede da Siracusa, migliorandone le parti meccaniche.