Sottomarino


Tra sommergibile e sottomarino esiste una differenza chiara anche se spesso le due parole vengono usate come sinonimi. 

  • Sommergibile:  in grado di immergersi ma ottimizzato per la navigazione in superficie. 
  • Sottomarino:  utilizzato per la navigazione in immersione. 


1622-1625

L'olandese Cornelius van Drebbel Famoso per aver costruito il primo sottomarino della storia. I suoi contributi spaziano dalla metrologia ai sistemi di controllo, dall'ottica alla chimica. Il primo a percorrere un breve tratto in immersione  mise a punto un battello subacqueo con il quale percorse, immerso a una profondità di 3-4 metri, un breve tratto del Tamigi alla presenza del re Giacomo I d'Inghilterra.


1680

Lo sviluppo tecnologico dei battelli subacquei presenta varie similitudini con quello che molto più tardi avrebbe interessato gli aeroplani. I primi studi teorici sulla costruzione di un sommergibile risalgono al 1680, quando Giovanni Alfonso Borelli nella sua opera De Motu Animalium illustrò per la prima volta la possibilità della costruzione di un veicolo che potesse esplorare gli abissi marini. Sulla costruzione di un primo sommergibile le fonti storiche si dividono e non possono pertanto essere ritenute attendibili.


1774, 20 giugno

John Day fece il primo tentativo di immersione con un mezzo subacqueo abbastanza simile al concetto di sommergibile, di  John Day, si immerse nelle acque del porto di Plymoutha bordo di un rudimentale battello battezzato Maria, pesante alcune tonnellate e lungo circa 15 metri.

Con il sostegno finanziario di Christopher Blake, un giocatore inglese, Day costruì una "camera da sub" in legno senza motore. Ha attaccato la sua invenzione sul ponte di uno sloop di 50 tonnellate chiamato Maria, che Blake aveva acquistato per £. 340.

La stiva dello sloop conteneva 10 tonnellate di zavorra e due pesi da 10 tonnellate erano attaccati sotto la chiglia che potevano essere rilasciati dall'interno della camera di immersione. Altre 20 tonnellate di zavorra sarebbero state caricate su Maria dopo che il giorno era stato bloccato all'interno della camera di immersione. 

La scommessa di Blake era quella che lui e la sua barca potevano scendere a una profondità di 130 piedi (40 m) e rimanere sott'acqua per 12 ore. Il 22 giugno 1774, Maria fu rimorchiata in una località a nord dell'isola di Drake a Plymouth Sound, al largo di Plymouth, in Inghilterra. 

La barca era equipaggiata con un'amaca per il passeggero. Dopo che la barca fu bloccata, i pesi furono caricati e la barca affondò per sempre nelle profondità. Il giorno aveva il calcolo del trim completamente sbagliato. 

Si è ipotizzato che Day possa essere morto per asfissia, ipotermia o catastrofico fallimento strutturale della Maria e/o della camera di immersione a causa della pressione dell'acqua.  Questo incidente è stato il primo incidente mortale registrato che coinvolge un sottomarino.

L'impresa fallì tragicamente: il battello si inabissò a una profondità di oltre 50 metri senza più riemergere e Day divenne la prima vittima a bordo di un sommergibile.


1776

L'americano David Bushnell che progettò e costruì un piccolo sommergibile, il Turtle, lungo appena 2 metri e armato con una carica esplosiva, con la quale il sergente Ezra Lee soldato coloniale americano, meglio conosciuto per aver comandato il sottomarino Turtle, tentò di affondare la nave ammiraglia della flotta inglese, ancorata nel porto di New York. L'attacco fallì ma Lee riuscì ad allontanarsi incolume con il sommergibile.



È progettato per essere nascosto e agganciato al di sotto di un’imbarcazione apparentemente innocua. Funziona tramite un motore a pedali. Il palombaro nascosto al suo interno lo impiega per raggiungere sott'acqua la nave nemica e sabotarla con l’impiego di congegni a vite. Un’arma segreta, diabolica, crudele ed efficace, scoperta solo dopo avere restaurato digitalmente il foglio 881v del Codice Atlantico di Leonardo. La ricostruzione del modello è stata esposta in anteprima mondiale a Milano in occasione della mostra interattiva Leonardo.


Sommergibile italiano Enrico Toti

Sottomarino Enrico Toti (S 506) | Varato il 12 marzo 1967
Il Toti è un SSK (Submarine-Submarine Killer), un sottomarino destinato a distruggere altri sottomarini, e in particolare i grandi lanciamissili a propulsione nucleare, una delle armi più temute del blocco sovietico.
La classe Toti era composta da battelli di piccole dimensioni, adatti al Mediterraneo, e caratterizzati da sistemi tecnici avanzati (siluri filoguidati con testata autocercante). Per un sottomarino cacciatore come il Toti, gli "occhi" erano indispensabili: un dispositivo capace di emettere e ricevere onde ultrasoniche (impianto idrofonico-ecogoniometrico) permetteva di localizzare gli oggetti subacquei.


I PIU' GRANDI SOTTOMARINI DEL MONDO


I sottomarini nucleari lanciamissili Progetto 941 Akula (in russo: Акула, squalo), meglio conosciuti in Occidente con il nome in codice NATO di classe Typhoon, sono allo stato attuale (2016) i più grandi sottomarini mai costruiti. Lunghi una volta e mezza un campo da calcio, hanno un dislocamento in immersione di 33.800 tonnellate. Per dare un'idea, si tratta della stessa lunghezza di un incrociatore statunitense di classe Ticonderoga. In tutto sono stati costruiti sei esemplari, entrati in servizio tra il 1981 ed il 1989. La classificazione russa per questo tipo di battelli è RPKSN (in russo: Ракетный подводный крейсер стратегического назначения, Raketnyj podvodnyj krejser strategičeskogo naznačenija, incrociatore lanciamissili sottomarino per compiti strategici).

Il sottomarino è dotato di soluzioni avanzate per la navigazione sotto il ghiaccio e l'emersione attraverso quest'ultimo. L'emersione, in particolare, è favorita da una "riserva di spinta" pari al 35% del dislocamento. In pratica, svuotando le casse di zavorra, i battelli dispongono in emersione di una spinta verso l'alto tale da frantumare spessori di ogni tipo.
La profondità massima operativa di questi battelli è di 400 metri, anche se esistono stime discordanti che vanno dai 300 ai 500. L'autonomia è di 120 giorni. La propulsione è garantita da due PWR da 190 MW (uno per ogni scafo pressurizzato), che attivano due turbine a vapore da 37 MW l'una. Per ridurre la traccia acustica, utilizza, oltre a particolari accorgimenti tecnici, un particolare rivestimento anecoico fatto di piastrelle in gomma incollate sullo scafo.
La comunicazione è garantita da un sistema satellitare che utilizza due antenne galleggianti, idonee a ricevere messaggi radio, informazioni sui bersagli e segnali di navigazione dal satellite, sia a grande profondità, sia sotto il ghiaccio. La vita operativa di questi mezzi è stimata in circa 20 o 30 anni, e la revisione deve essere effettuata ogni 7-8 anni.
Questi battelli furono costruiti per neutralizzare il vantaggio che avevano gli Americani a fine anni settanta con il nuovo SSBN della classe Ohio.

Il sottomarino di Leonardo


 

Come funziona il progetto di Leonardo?

Il Sottomarino meccanico è agganciato tramite corde a una normale barca non da guerralunga anche solo 4 metri, che subdolamente si può avvicinare al nemico indisturbata. La propulsione avviene tramite due pinne meccaniche. Il moto alternato è trasmesso da un ingranaggio che riceve la spinta dalle gambe del palombaro. Di nascosto il palombaro si sistema nel sottomarino e si sgancia per navigare sott’acqua fino allo scafo del nemico per affondarlo con astuti congegni di sabotaggio.

Una volta sganciato, il mezzo è autonomo e può essere pilotato in ogni direzione tramite sistemi meccanici e pinne mosse dai piedi. Una struttura “aperta” risolve ogni problema di tenuta stagna e consente al palombaro una maggiore libertà di movimento e una visione sottomarina a 360°

I due galleggianti possono servire sia da stabilizzatori di profondità, sia per l’approvvigionamento d’aria. I congegni di sabotaggio sono a disposizione nell’abitacolo, che è lungo 4 metri. Leonardo ha previsto e progettato anche una nutrita serie di accessori e sistemi utili alla missione: zavorre, corde, lance, respiratori, occhiali, salvagenti e numerosi congegni da sabotaggio navale.