Il battesimo di Cristo

SCHEDA TECNICA

  • titolo dell'opera: Battesimo di Cristo
  • attribuzione: Andrea Cioni, Leonardo e allievi
  • età di Leonardo: 13 - 16 anni
  • committente: sconosciuto
  • supporto utilizzato: tavola
  • dimensioni: cm 177 x 151
  • tecnica:  olio a tempera
  • datazione: 1475 - 1478
  • stato di conservazione: buono
  • interventi di restauro: non pervenuto
  • opera portata a termine: si
  • attualmente si trova: Firenze, Galleria degli Uffizi
 
 

DESCRIZIONE E ANALISI

L'opera è impostata su una composizione triangolare, con al vertice la ciotola (conchiglia) nella mano di san Giovanni Battista e come base la linea che collega il piede sinistro del Battista a quello dell'angelo inginocchiato; in essa è inscritta e funge da centro visivo la figura del Cristo stante, che dà alla scena anche un movimento rotatorio, accentuato dalla posizione di tre quarti dell'angelo sulla sinistra che volge le spalle all'osservatore. Lo sguardo dell'angelo inoltre guida lo spettatore verso il Cristo. La testa dell'angelo leonardesco è leggermente più bassa nella superficie: se ne deduce che il pittore dovette raschiare via una vecchia preparazione prima di ridipingerla.

L'intervento di Leonardo sul corpo di Cristo si riconosce bene in alcuni dettagli minuziosamente naturalistici, come i morbidi peli del pube, molto diversi ad esempio dal lucido e spigoloso perizoma rosso rigato. La mano di Leonardo intervenne anche nelle acque del fiume in primo piano (che con il tempo hanno assunto una colorazione più rossiccia), estese fino a immergere i piedi di Gesù e del Battista.

In alto le mani di Dio Padre, di scarsa fattura, inviano la Colomba dello Spirito Santo circondata da raggi divini.

Il paesaggio sullo sfondo è aperto su di un'ampia valle percorsa da un fiume ed è reso con valori atmosferici che ammorbidiscono e sfumano le forme, differenziandosi dalle rocce rozzamente squadrate. Vi sono due uccelli rappresentati: una colomba bianca e un uccello rapace nero che sono in netto contrasto, uno è simbolo della pace, l'altro rappresenta il male. Alcune figure a monocromo, pure attribuite a Leonardo, si trovano sul retro del dipinto. Sul lato posteriore si vede come la tavola sia stata composta da sei assi, escludendo l'ipotesi di uno scorcio sul lato dell'angelo leonardiano. Inoltre vi si leggono alcune cifre in una grafia quattrocentesca.

- storia dell'opera: L'opera è stata dipinta con certezza presso la bottega di Andrea Cioni di Firenze, maestro d'arte di Leonardo al quale insegnava la pittura e le tecniche di incesellatura, scultura e mescia dei colori. Fu Andrea Cioni a stabilire i criteri di raffigurazione, le figure, le prospettive e i fondali dell'opera stessa. Il maestro Verrocchio infatti impostò la composizione e dipinse in parte le due figure principali del Cristo e del Battista, con il suo stile lineare e nervoso derivato dalla specializzazione nell'oreficeria. In un secondo momento vennero coinvolti altri due collaboratori: uno di livello mediocre, responsabile della schematica palma a sinistra e del paesaggio roccioso a destra, e un altro responsabile del volto dell'angelo visto di fronte, forse il giovane Sandro Botticelli.   

- partecipazione all'opera: probabilmente diversi autori fanno parte dell'opera stessa, in quanto Andrea Cioni era solito sperimentare le singole capacità dei suoi allievi mettendoli a lavorare sulle opere a lui commissionate. In quel periodo il Ghirlandiao, Lorenzo di Credi e Botticelli, erano considerati tra i più promettenti artisti della sua bottega e molto probabilmente ad alcuni di ,loro vennero affidati alcuni fondali e ritocchi.

- chi dipinse il Battista e Cristo? certamente Andrea Cioni

- chi dipinse i fondali e la palma? non si conoscono i nomi, ma si pensa sia intervenuto in parte Lorenzo di Credi e un allievo del quale non si conosce il suo nome

- chi dipinse il secondo angelo frontale? viene attribuito a Sandro Botticelli
- chi dipinse il paesaggio roccioso sulla destra? forse un allievo

- messa alla prova di Leonardo: Andrea Cioni volle mettere alla prova Leonardo che sino ad allora si occupava di piccoli ritocchi e dettagli per commissioni minori in quanto ancora allievo, affidando a lui la figura dell'angelo posto sulla sinistra dell'opera.

A lui spetta il dolce volto dell'angelo di profilo, dove si nota il suo caratteristico stile sfumato, ma anche le velature trasparenti a olio che unificarono i piani del paesaggio in profondità e addolcirono il corpo del Cristo. Suo, inoltre, è il velato paesaggio sulla sinistra. Vasari riporta anche l'aneddoto secondo cui Verrocchio non avrebbe più toccato il pennello dopo aver visto l'allievo superarlo; in realtà non pare essere vero, ma dimostra il precoce talento e la fama di Leonardo.

- testimonianza del Vasari: [Per] Andrea del Verrocchio [...che stava] faccendo una tavola dove San Giovanni battezzava Cristo, Leonardo lavorò un Angelo, che teneva alcune vesti; e benché fosse giovanetto, lo condusse di tal maniera che molto meglio de le figure d'Andrea stava l'Angelo di Leonardo. Il che fu cagione ch'Andrea mai più non volle toccar colori, sdegnatosi che un fanciullo ne sapesse più di lui. Giorgio Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, Vita di Leonardo da Vinci pittore e scultore fiorentino (1568). »


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