Roberto Daolio




Roberto Daolio

  • data di nascita: Correggio, 16 giugno 1948 
  • data di morte:   Bologna, 29 giugno 2013

il critico e storico d’arte formatosi a Bologna negli anni ‘70, diventò docente di antropologia e studioso delle nove forme di comunicazione artistica.
Ritenne Leonardo da Vinci il punto di riferimento di un nuovo pensiero che dal Rinascimento avrebbe dovuto portare la consapevolezza dell'uomo verso il futuro prossimo.



Nasce e cresce a Correggio, dove frequenta l'Istituto tecnico Luigi Einaudi, alternando agli studi lavori saltuari presso piccole gallerie locali. Dopo il diploma, nel 1971 si trasferisce a Bologna per studiare al DAMS; 


1976

Si laurea in Storia dell'arte contemporanea con una tesi sull'arte del comportamento, molto apprezzata dai suoi insegnanti quali,  Umberto Eco, Flavio Caroli, Andrea Emiliani e Renato Barilli.  Nel corso degli studi universitari Roberto Daolio convive con l'artista Marcello Jori e la sua compagna e il loro appartamento diventa un fondamentale crocevia delle personalità più originali del panorama artistico e letterario emiliano (e non solo), da Andrea Pazienza a Pier Vittorio Tondelli.


1978 

Diventa docente di Antropologia culturale presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, cattedra che ha tenuto fino al 2012. In parallelo alla sua attività di professore porta avanti un'intensa attività di critico e curatore. Come talent-scout ha scoperto e sostenuto numerosi giovani artisti prima che facessero il loro ingresso nel mercato dell'arte. 

Ha curato numerose mostre nazionali e internazionali collaborando con:

  • il MoMA PS1, 
  • la Biennale di Venezia, 
  • la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, 
  • la Fondazione Antonio Ratti il MAMbo, 
  • Via Farini, Careof. 

1979

Inizia la sua collaborazione con Renato Barilli; in questi anni stringe un forte rapporto professionale e amicale con Francesca Alinovi. Fra il 1977 e il 1982 cura con entrambi e insieme a Marilena Pasquali e Franco Solmi la Settimana Internazionale della Performance, che apre le porte della GAM - Galleria Comunale di Arte Moderna di Bologna a questo nuovo linguaggio dell'arte e vede la partecipazione di numerosi artisti italiani e stranieri, fra i primi a sperimentare la body art e la performance. Fra questi Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Hermann Nitsch, Luigi Ontani, Marina Abramovic e Ulay.


1980

Barilli si concentra sulle dinamiche del pensiero concettuale e performativi che dalla fine degli anni Sessanta, con l'attenuarsi della spinta dell'Informale, stavano prendendo piede attraverso movimenti vari e diversificati. Sempre attento a ogni forma di espressione artistica, cura sempre una forte passione per cinema e teatro, seguendo le attività, tra le altre, della Compagnia degli Associati (in cui lavoravano artisti come Piera degli Esposti) e de La Ribalta di Leo de Berardinis.


1983
 Daolio condivide l'appartamento proprio con lo scrittore suo conterraneo, vivendo in prima persona la genesi del suo lavoro (Daolio sarà il primo nel 1980 a leggere la bozza del controverso Altri libertini).