Ritratti del duca di Milano con figli


SCHEDA TECNICA

  • titolo dell'opera: ritratto dei Duchi di Milano con figli
  • attribuzione: LDV
  • età di Leonardo: 45 anni
  • committente: Ludovico il Moro
  • supporto utilizzato: intonaco
  • dimensioni: ( tre) cm 73,75,73,9 x 78,76,81
  • tecnica: tempera ad olio
  • datazione: 1497
  • stato di conservazione: discreto
  • interventi di restauro: non conosciuto
  • opera portata a termine: si
  • attualmente si trova: Milano, Santa Maria delle grazie - refettorio

DESCRIZIONE E ANALISI

Dell'intervento originario restano oggi pochi frammenti, anche a causa del bombardamento dell'agosto 1943, in cui la volta crollò lasciando esposti gli affreschi alle intemperie (solo sul Cenacolo erano stati posti sacchi di sabbia a protezione). 

In ogni caso la tecnica a secco aveva già notevolmente compromesso l'opera. Gian Giacomo Gattico scrisse a proposito: «Queste [figure] sono infarcite per essere dipinte a olio, ed egli [Leonardo] contro il suo volere lo fece perché così onninamente volse il duca Ludovico».

La critica, a causa dell'esiguità dei frammenti, ha spesso sottovalutato lo studio della loro autenticità, ma studi recenti, basati su esami scientifici, ribadiscono la piena autografia leonardesca confermando le fonti.


STORIA 

Giorgio Vasari ricordò nelle Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori nel 1568, Vita di Lionardo da Vinci,  la pittura a secco del duca di Milano e dei suoi familiari da parte di Leonardo, sulla parete della Crocifissione:


«Nel medesimo refettorio, mentre che lavorava il Cenacolo, nella testa dove è una Passione di maniera vecchia, ritrasse il detto Lodovico, con Massimiliano suo primogenito, e dall’altra parte la duchessa Beatrice, con Francesco altro suo figliuolo, che poi furono amendue duchi di Milano, che sono ritratti divinamente.»


Anche il Lomazzo, padre Gattico e una lettera di Ludovico il Moro a Marchesino Stanga citano l'opera. La lettera in particolare, datata 29 giugno 1497, invita a sollecitare Leonardo che finisca il Cenacolo "per attendere poi ad altra fazada d'esso refitorio".