- Rinascimento: superstizioni



Credenze popolari: l'ancora di salvezza dell'uomo 

In questa generale situazione di precarietà e di incertezza, solo la fede dava conforto e speranza, anche se si trattava di un sentimento religioso estremamente semplice ed ingenuo, pieno di superstizioni e false credenze visto che la religione cristiana era penetrata solo parzialmente nella cultura popolare a causa di un'evangelizzazione troppo affrettata e superficiale.
Quando la gente non sapeva affrontare qualcosa di conosciuto, si rivolgeva alla magia
e questo non accadeva solo alle persone ignoranti, ma a tutta la popolazione.

Ad esempio, poiché una delle malattie dell'epoca più temute era la peste, i medici, non essendo in grado di combatterla, si rivolgevano alla magia, e alcuni tra i più celebri medici dell'epoca, arrivarono ad attribuire un grande potere protettivo a determinati amuleti. 

Sempre secondo le cronache del tempo, i fedeli scrutavano il cielo e osservavano gli eventi naturali per trovarvi i segni premonitori della punizione divina.
Il passaggio di una cometa, di un'eclissi, una moria di bestiame, una siccità prolungata o un inverno troppo rigido, sembravano conferme del pauroso evento, ogni minimo fenomeno, era considerato il “segno della fine”.
Nonostante la fede cristiana avesse spazzato via quasi totalmente gli Dei pagani, la mentalità collettiva continuava ad essere dominata dalla superstizione, con la differenza che i mostri e gli dèi malvagi pagani furono sostituiti dagli emissari dell’Anticristo o da quest’ultimo.


Le streghe

E' in questo periodo che nacque la paura delle streghe (la fobia comincia in questo periodo per concludersi nel XVII secolo). 

E questa fobia nacque dal timore generale per i “diversi”. I contadini erano convinti che le eclissi fossero causate da parole magiche pronunciate da streghe cattive; queste parole avevano il potere di “ipnotizzare” la Luna, obbligandola ad avvicinarsi alla terra per deporre una sorta di rugiada schiumosa sulle erbe che poi sarebbero servite alle fattucchiere per compiere ogni sorta di sortilegi.

Il sole invece, sempre avvicinandosi alla terra, avrebbe bruciato non solo piante e coltivazioni, ma anche il cervello degli uomini facendoli diventare matti. 

Per impedire che la Luna o il Sole udissero le parole delle streghe, all'inizio delle eclissi, tutti gli abitanti dei villaggi si mettevano a correre sui campi facendo un fracasso infernale, agitando campanacci da mucca, martellando lastre di rame e di bronzo, percuotendo incudini e urlando come pazzi.
Per comprendere il significato del termine “superstizione” e il legame fra questo e l’Alto Medioevo, è necessario partire dagli albori di questo interessante vocabolo.
Il termine superstitio deriva dal latino, più precisamente dal verbo super-stare (essere superiori a, essere al di sopra di), che indica la condizione del testimone (superstes), che è colui che può testimoniare che un evento è avvenuto, perché è “sopravvissuto” a un dato avvenimento.


Inizialmente, il significato del termine superstizione non era religioso 
In epoca romana erano chiamati superstiziosi da Cicerone, (citato spesso durante l’Alto Medioevo da Isidoro di Siviglia), coloro che pregavano o immolavano tutti i giorni perché la loro prole sopravvivesse.
Il termine “superstitio” iniziò ad assumere una connotazione negativa sempre nell’antica Roma, quando fu messo in contrapposizione al vocabolo “religio”, che indicava la volontà dell’uomo
di adempiere ai riti sacri secondo le precise regole religiose.
La “superstitio” venne considerata come la forma “viziata” della “religio”.
Il prefisso “super” indica, infatti, ciò che è superfluo, che è inutile o estraneo.
Il diavolo è un’invenzione tardiva e, in larga misura, cristiana.
Questa figura si presenta solo poco a poco e in modo imperfetto nell’Antico Testamento: il serpente della Genesi è solo una delle creazioni di Dio.
L’interpretazione diabolica di questo animale e creatura di Dio, compare soltanto nel libro della Sapienza (2, 24), nel I secolo dell’era volgare, prima di prevaricare nell’Apocalisse e nella tradizione cristiana.
Nei libri più antichi della Bibbia non esiste un Signore del Male.
Nel libro di Giobbe, che risale al V secolo a.C., è Dio a decidere di mettere alla prova il suo fedele servitore e “satana” è solo il suo mezzo.
Nelle Cronache (I, 21), nel III secolo a.C., Satana (che significa il Nemico), viene utilizzato per la prima volta come nome proprio.


Pieno di sconvolgimenti e di incertezza, il Medioevo è uno dei periodi storici più controversi di sempre: una Chiesa corrotta che imponeva divieti “at random”, credenze popolari dai dubbi fondamenti e superstizioni il cui eco è giunto fino ai giorni nostri.

Ecco alcune strane curiosità legate a quell'epoca, che purtroppo non sono solo leggende.

1) Fino all'anno 1000 le case non avevano le finestre. Disponevano solo di una piccola fessura,
dalla quale era “garantito” il ricambio d’aria. Morire di asfissia a causa dei fumi della cucina o del caminetto, non era infatti una delle preoccupazioni principali, bensì era molto più importante assicurarsi che qualche estraneo non si intrufolasse nell'abitazione, riducendo al minimo i pertugi.

2) A proposito della cucina, la polenta di miglio era la pietanza più consumata nel medioevo. 

3) Forse non tutti sanno che nel XIII secolo si diffuse una nuova professione: quella del “barbiere-chirurgo“. Avete capito bene. Le stesse persone che sistemavano barba e capelli, si occupavano anche di alcuni interventi come l’estrazione dei calcoli dalla vescica, salassi, laringotomia per evitare il soffocamento, cura delle emorroidi. Insomma: si davano un bel da fare. Immancabili nel corredo professionale erano forbici, seghe, coltelli, aghi, cauteri…un vero film dell’orrore!

4) I canoni di bellezza femminili prevedevano figure esili e sottili come giunchi, flessibilità, altezza, capelli lisci e, che ve lo dico a fare, possibilmente biondi. Nulla di nuovo. L’unica morbidezza tollerata era quella del ventre che era indice di fertilità.

5) Per onorare la Quaresima il sesso era concesso solo durante il Carnevale, e ovviamente seguendo una serie di regole un po’ limitanti come, per esempio non fare l’amore nella posizione in cui “lo fanno i cani”,  non praticarlo durante i periodi di mestruo per evitare che il figlio nascesse infetto dal morbo della peste nera. In altre parole era concessa solo la “giusta copula”, cioè non lo faccio per me, ma per il volere di Dio. 


6) Secondo la Chiesa il corpo doveva essere mortificato, e mai assecondato nei suoi umori: proibita era la sregolatezza nel mangiare e nel bere, e anche il “ridere” veniva visto come un vezzo satanico. 

7) Durante i matrimoni, nel fatidico momento del “si”, gli invitati si scambiavano schiaffi e spintoni, per imprimersi nella memoria l’evento. Ma far firmare, invece, un paio di carte agli sposi per sancire il tutto? No?

8) Il trend nobile femminile del tardo Medioevo prevedeva il rasarsi dall'attaccatura dei capelli. Ciò per conferire una fronte più alta, simbolo di impeccabile eleganza.


9) Molte erano le usanze e tradizioni legate ai colori. Se il rosso era considerato una cromia virtuosa, tanto che le dame indossavano collane di corallo per allontanare le malattie, lo stesso non si poteva dire del giallo che, in quasi tutte le città italiane, era indossato dalle prostitute.


10) Allo stesso modo vigevano credenze mistiche sugli animali domestici e non. La civetta, per esempio non era vista di buon occhio: il suo canto, soprattutto se udito di notte, era considerato presagio di morte. Contrariamente gli asini che avevano una specie di croce sul petto erano ritenuti sacri e quindi andavano protetti.

Giulia Sollazzo