Città di Arezzo


1328

Muore Guido Tarlati, a capo del governo cittadino e per nomina diretta, assumono il potere. I fratelli Pier Saccone e Tarlato, che sono dello schieramento politico opposto di Buoso degli Ubertini nominato vescovo da Giovanni XXII


1337

Pier Saccone lascia che i fiorentini "occupino " benevolmente la città, e concede numerose licenze mercantili ai commercianti giunti in gran quantità nella città. Questa "benevolenza" è frutto molto probabilmente di un pagamento che lo stesso Pier Saccone, uno dei fratelli, ha ricevuto proprio dai fiorentini che vedono in Arezzo, un possibile grande sviluppo economico secondo solo a Firenze.  


1343

Il Duca di Atene viene cacciato da Firenze durante una rivolta cittadina e le genti di Arezzo, venuti a conoscenza dei tumulti a Firenze, si rivoltano verso i propri governatori chiedendo di ottenere la propria autonomia, che oramai da tempo era decisa dagli stessi fratelli Saccone, oramai non più benvoluti. 


1384

A Firenze vi è una lotta interna tra le fazioni che spalleggiano Carlo di Durazzo e quelle di Luigi d'Angiò. Lo scopo di questa diatriba è la conquista dell'ambito trono di Napoli, che consente anche l'occupazione della città di Arezzo. Si conclude con l'insediamento di Carlo di Durazzo che invia un suo ambasciatore ad Arezzo, con l'incarico di governare la città e riportarla all'ordine. 


1384, settembre

Il comandante dell'esercito francese Enguerrand de Coucy a capo delle truppe che hanno il compito di posizionarsi nel centro della penisola Italiana, si propone a Luigi d'Angiò come suo alleato. Questo è un tranello: nessun aiuto viene dal comandante francese che coglie l'occasione, oramai arrivato con le sue truppe alle porte di Arezzo, per sfondare le linee difensive della città ed entrare saccheggiandola e depredandola delle sue riserve di cibo, oro, metalli e quadri.