Città di Otranto


1480 

La città vive la Battaglia di Otranto, scatenata dai Turchi di Maometto II, che sbarcati dalle coste dell'Impero ottomano, arrivano in città con lo scopo di conquistare Otranto.  

I Turchi sfondano il portone del Duomo dove sono venuti a sapere che molte persone hanno trovato riparo. Urla e grida si diffondono nella chiesa, mentre madri con abbracciati i propri figli tentano di scappare, avviene una prima carneficina: rimangono uccisi molti cittadini. I turchi inveiscono contro i simboli cristiani, distruggendo le icone e danneggiando le statue. 

Radunano i prigionieri catturati e portati sul vicino colle della Minerva. Tra i prigionieri vi è anche il vescovo della città Stefano Pendinelli, molti prelati e altre 800 persone circa. Proprio qui sul colle, secondo le cronache, il comandante turco Achmed Pascià impartisce l'ordine di esecuzione di massa: vengono barbaramente uccisi tutti gli 800 prigionieri (al nostro secolo saranno ricordati come gli "800 martiri" di Otranto).

Le guarnigioni Turche si dirigono verso il Monastero di San Nicola di Casole, non molto lontano dalla città in direzione sud a circa un'ora di marcia, dove vi trovano centinaia di giovani, tutti studenti provenienti da tutta Europa per studiare in quella che in questo periodo storico è senza dubbio, la prima completa biblioteca dei territori d'Occidente.

All'interno, inoltre, vi sono i monaci basiliani che vengono imprigionati e molti costretti alla fuga. Non si sa esattamente cosa è accaduto degli studenti presenti, si parla di una uccisione di massa, ma nulla di tutto ciò è da considerarsi provato. I Turchi, dopo 15 giorni di messa a ferro e fuoco della città, dopo aver perpetrato eccidi di massa, distruzione e violenze inaudite, prendono possesso di Otranto.

Abbazia parte esterna sud-est 

Abbazia parte di accesso verso la parte sinistra

L’Abbazia di San Nicola di Casole 

Nasce come casale donato ai monaci brasiliani da Beomondo.


1098 

Viene edificata l'abbazia e nel tempo diviene un'importante centro letterario per lo studio della poesia e della lingua e della letteratura greca e tra questi, lo studio filosofico dei trattati di Aristotele e Platone.


1480

Viene distrutta l'Abbazia durante l’assedio dei Turchi. 

Dopo l’assedio dei Turchi, Papa Clemente VII procede nella ricostruzione parziale dell’Abbazia, in quanto solo la chiesa e l'adiacente canonica viene portata a termine.  


1502

Non esiste un documento ufficiale che attesta la presenza di Leonardo a Otranto, come non esiste la certezza che ci sia la ‘mano’ di Leonardo da Vinci sui progetti per le fortificazioni di Otranto (Lecce) è un tema di ricerca sul genio del ‘500 di cui da tempo si occupano gli studiosi e oggi se ne parlerà nella cittadina pugliese in occasione dell’apertura della mostra ‘Il mito di Leonardo a Otranto’.
I contatti con l’architetto senese Francesco di Giorgio Martini, gli studi di Leonardo nel suo ‘Codice di Madrid’, un testo (“Siamo ingannati dai desideri, e siamo traditi dal tempo, e la morte deride gli affanni; la vita ansiosa svanisce”) che si legge nell’epigrafe della tomba dell’arcivescovo Serafino da Squillace nella cattedrale di Otranto uguale a un manoscritto di Leonardo, il ‘Taccuino dei due mari’, conservato all’Istituto di Francia a Parigi. Questo testo nel 1908 fece dire allo studio Edmondo Solmi che Leonardo era stato a Otranto.


1535 

Gli Ottomani con una flotta navale tentano lo sbarco al porto di Otranto, ma vengono duramente respinti e affondati in mare. Don Pedro di Toledo, aumenta le opere di fortificazione, cercando di evitare nuovi assalti. 


1537 

Gli Ottomani, non paghi della perdita con i cittadini di Otranto avvenuta solo due anni prima, ritentano l'assalto alla città che, anche questa volta, resiste assiduamente allo sbarco scongiurando la presa della città.


1539

La città risorge lentamente con l'impegno e la dedizione dei suoi soli 3.200 abitanti. Iniziano però le contese sulla città da parte dei Veneziani che vogliono la città in quanto un punto di osservazione verso il vicino e instabile Oriente, ma anche dagli Aragonesi, interessati ad espandere la loro presenza nella Puglia.



Torre Alfonsina

Dedicata al suo liberatore, Alfonso, duca di Calabria, che si scontrò con l'esercito Turco nel 1481, la torre prende il suo nome.

Liberatore della città dai Turchi nel 1481. Lungo la cortina del fossato si possono scorgere le torri Ippolita e Duchesca.  

Il Duca di Urbino invia ad Otranto Ciro Ciri, detto Ciro di Castel Durante, è il suo progettista col compito di innalzare la Porta Alfonsina, che costituisce oggi l’ingresso al centro storico.

Dalla torre, attraverso una piccola apertura posta in alto, si gettavano liquidi come pece bollente sulle scale degli invasori che tentavano l'approccio da terra.  



Si nota il castello sulla destra e le mura di cinta sulla sinistra  immagine di Federico Protopapa


Il Castello viene ricostruito su ordine di Alfonso d'Aragona duca di Calabria. Attraverso i Veneziani, il castello viene fornito di migliorie militari, quali l'inserimento di batterie di artiglieria pesante posta vicino alle sue torri e le quadriglie di bombarde mobili, in grado di spostarsi velocemente sulla superficie alta del castello, tra una torre e l'altra.
Con l'avvento degli spagnoli e ai suoi Viceré spagnoli, vengono potenziate le strutture militari e difensive.


1535

Su ordine di Don Pedro di Toledo, le opere di fortificazione continuano facendolo divenire una vera e propria fortezza militare adatta per i respingimenti dei nemici. 


1578 

Nella parte verso il mare viene rafforzato e inserito all'interno della cinta muraria di difesa anche il bastione aragonese.

Mappa interna ed esterna del castello Aragonese di Otranto

Castello Aragonese

Il castello ha una forma pentagonale con tre torri ed è circondato per una metà del suo perimetro da un fossato, in origine, pieno d'acqua.  Sul portone d'ingresso lo stemma di Carlo V.  

I Bizantini copiarono in parte il progetto di costruzione di Teodoro e Giustiniano, inserendo l’edificazione delle mura alternate a torri e la posizione del castello di fonte al mare.

I materiali utilizzati per la sua costruzione risalgono all'epoca romana e greca, lavorate secondo le tecniche di costruzione spagnola.