Città di Asti


1041

La diocesi di Asti, come risulta dal diploma dell'imperatore Enrico III d, comprendeva gran parte del Piemonte meridionale  giungendo fino alle valli dell'Ellero, del Pesio, del Gesso, fino ai valichi del col di Tenda e delle Finestre; ad est, parte del territorio di Casale e Alessandria; a nord molte parrocchie di Torino comprendendo Poirino, Buttigliera e Cerreto.


1206, gennaio

Papa Innocenzo III lo rimuoveva dalla cattedra episcopale, confinandolo nell'Abbazia di Valleombrosa (Certosa di Valmanera), ma ormai il processo di laicizzazione, che porterà al trionfo dell'autonomia comunale, era inarrestabile.


1095, 28 maggio

l vescovo Oddone III,  investì il Comune di Asti, nella figura dei suoi consoli, del Castello e del villaggio di Annone, con tutti i diritti ad esso pertinenti, cosi come indicato nel Codex Astensis. 


1140 

il prestigio del Comune accrebbe con il privilegio dato dall'imperatore Corrado II di battere moneta.
Il Comune di Asti cominciò subito sia una politica espansionistica economica, con i propri mercanti che avevano banchi in tutta Europa, che territoriale, con continui sconfinamenti nelle terre vescovili o nella marca Aleramica, nei territori di potenti famiglie feudatarie quali per esempio i marchesi Del Carretto, di Incisa, di Busca o i conti di Loreto.

1183
Viene firmata la Pace di Costanza tra Federico Barbarossa ed i rappresentanti della Lega Lombarda in seguito agli avvenimenti collegati alla battaglia di Legnano. Agli albesi e al suo comune vengono riconosciute ampie libertà comunali: elezione dei propri magistrati, fortificazione delle città, formulazione di leggi locali.


1255

Per la città ha inizio un grande sviluppo culturale e commerciale  


1259

Gli astigiani strinsero alleanze con Pavia, Genova e Guglielmo VII del Monferrato per timore di azioni di guerra di Carlo I d'Angiò sull'Italia settentrionale.


1257

Ha inizio il periodo bellico che, nella battaglia di Roccavione, le truppe dell'Angioino furono decimate. Questa fu l'occasione della nascita del palio che vollero proprio gli astigiani, palio che viene corso sotto le mura della nemica città di Alba.


1290 

Guglielmo VII del Monferrato cercò invano di catturare la città, ma gli astigiani tramarono alle sue spalle di concerto con gli alessandrini che lo fecero prigioniero e lo tennero segregato fino alla sua morte.
In questo periodo vennero costruite le mura di protezione alla cittadina e costruite torri di avvistamento e lo sviluppo sociale portato avanti grazie all'intervento di nobili e potenti famiglie benestanti, consentì di creare e sviluppare rapporti commerciali con i sovrani francesi 

1342, 14 agosto

Asti viene governata da Luchino Visconti mettendo fine al periodo del libero comune. Alcuni anni dopo, la città venne compresa nella dote di nozze di Valentina Visconti in sposa a Luigi di Valois duca di Orléans. Da questo matrimonio nacquero cinque figli, di cui due diventarono re di Francia.

Sotto gli Orléans, la città ebbe un nuovo periodo di rifioritura e ripresa economica. Luigi di Valois lasciò gli astesi relativamente liberi di amministrare la città.
Ampliò e modificò l'antica “bealera”, un canale per deviare le acque dal fiume Borbore alla zona sud di Asti, ricca di manifatture tessili.


1495, 9 settembre
Carlo VIII, figlio di Luigi XI, entrò in Asti, agli ossequi di Ludovico il Moro, nel tentativo di estendere i propri domini ma alcuni stati italiani però cominciarono a preoccuparsi.
Non riuscì a raggiungere il suo scopo, morì a 36 anni e con lui il ramo dei Valois.
Gli succedette allora Luigi XII, duca e figlio di Carlo d'Orléans, deciso dove Carlo VIII non lo fu: stretta un'alleanza con Venezia e con il papa, cercò guerra con il Moro, che temeva ora di perdere il Ducato per la discendenza tra Luigi XII e Valentina Visconti.
Allora formarono una Lega Antifrancese a cui si unirono anche Ferdinando il Cattolico e l'imperatore Massimiliano I.


1499 

Le truppe francesi sostarono in forze  attorno ad Asti. Il Moro, già impegnato contro Venezia, inviò un esiguo esercito sperando nell'arrivo dell'imperatore Massimiliano, ma sconfitto, i suoi possedimenti passarono sotto il dominio francese.

1515 

Fu sconfitta dalle truppe del re Francesco I e tornò alla Francia. 

Durante la guerra fra Francesco I e Carlo V, Asti mutò spesso padrone, ma nel 1531 Carlo V la donò a sua cognata e cugina Beatrice del Portogallo (1504-1538), moglie del duca Carlo III di Savoia.
Gli succedette il figlio Emanuele Filiberto che concesse alla città i vecchi privilegi tra cui la corsa del Palio, che nell'occasione venne regolamentata, e le fiere di San Secondo.