Storia del Molise


1420

E' la data di riferimento nella quale la cultura gotica lascia spazio alle nuove forme greco-romane, e ad una architettura più equilibrata nella forma: è il Rinascimento.

Da questo periodo si sviluppa una vera e propria trasformazione delle piccole città molisane e delle dimore dei signori: i castelli, austeri e rigidi costruzioni atte all'azione difensiva contro il nemico, diventano sempre di più dimore accoglienti che sembrano cancellare i fasti delle battaglie medioevali, lasciando il posto ad un senso più armonioso del vivere. Le stanze cominciano a vedere le proprie mura dipinte da colori chiarissimi che illuminano i soffitti, i chiari come l'azzurro, il giallo e il rosa, predominano la cultura della pittura.  

Ecco allora che i castelli di Ferrazzano, di Bagnoli del Trigno, di Carpinone, di Riccia, di Pescolanciano, di Carpinone, di Venafro, di Macchiavalfortore, di Ripabottoni, di Cercemaggiore e di Monteroduni, assumono chi più chi meno, un nuovo splendore..

Molti anche i palazzi come i Santangelo, Nuonno, D'Onofrio e Apollonio ad Agnone, vengono ricostruiti nelle forme e caratterizzati con il nuovo vento del rinascimento. Cosi anche la dimora vescovile di Antonio Attilio a Sepino.


1442

La regione passa insieme al Regno di Napoli sotto il dominio degli Aragonesi. A Jesi il palazzo Carafa è in località Fornelli, il palazzo del marchesato dell'omonima famiglia.


1500

Viene costruita la chiesa di S. Maria delle Grazie, sulle rovine della chiesa precedente andata distrutta. Nell'interno vi sono le tombe dei De Capoa e di Costanza Chiaramonte. Anche in queste tombe la linea architettonica è prettamente rinascimentale. Gli archi, probabilmente concepiti da Leon Battista Alberti, rappresentano un nuovo modo di vedere l'architettura.

Di questo periodo sono le prime pitture su tela e su tavola a carattere sacro, come la pregevole pittura su tavola, raffigurante la "Dormitio Virginis", che si trova nella parrocchiale di Riccia.

In questo periodo, nei territori della costa adriatica, si segnala la produzione pittorica di Michele Greco da Valona, pittore Dalmata.   


1543 

Nella chiesa di Lucino, viene eseguito l'altare in pietra.