Città di Senigallia


1350 

Il cardinale spagnolo Albornoz viene incaricato dalla chiesa di sviluppare e consolidare la presenza del papato in tutta la regione. Da quindi ordine al progetto delle costruzioni che hanno il compito di "segnalare" la grandiosità della chiesa in quel territorio e soprattutto creare sistemi di protezione contro possibili invasori. Tra tutti questi progetti in essere, a Senigallia, decide di dar via ai lavori di quella che è chiamata la rocchetta di Senigallia. La rocchetta viene costruita su una precedente costruzione medioevale a base quadrata, costruita in pietra spugnosa lavorata in blocchi. 


1379 

La famiglia Malatesta acquisisce molti territori del comprensorio di Senigallia, portando avanti i lavori di fortificazione della rocchetta. 


1450 

La signoria di Sigismondo Pandolfo Malatesta, considerato un "voltagabbana" in quanto è deciso a spalleggiare una forza militare a discapito dell'altra senza avere una vera morale ideologica, solo per ottenere più privilegi economici, in grado di soddisfare la sua sete di avidità. Ma si ricorda il suo nome anche per il fatto di essere stato un grande amante delle arti in grado di portare nella città, molteplici artisti che hanno dato saggio delle loro capacità, rendendo la cittadina un punto di riferimento importante.  E' stata guardata con interesse dalle altre città d'arte come Firenze e Perugia.

E' un periodo piuttosto difficile per Sigismondo Pandolfo Malatesta che è in costante guerra con Federico da Montefeltro,  governatore della città di Urbino e che mira a conquistare anche Pesaro, un' importante roccaforte che potrebbe consentirgli di fare da perno di congiunzione tra i suoi territori presenti nelle Marche e nell'Emilia. 

Ma nulla di tutto questo riesce a realizzare: viene fatto oggetto della scomunica di papa Pio II, e inizia quindi il suo declino inesorabile, sia come capitano che come condottiero, perdendo di fatto ogni potere sulle sue precedenti conquiste dei territori che, lentamente, gli vengono sottratti.


1474 

Giovanni Della Rovere, figlio di Raffaello e di Teodora Manirolo  è il nipote prediletto di papa Sisto IV, Francesco Della Rovere,  lo nomina signore di Senigallia e del vicario di Mondavio. Sempre a lui viene affidata dallo zio il comando supremo delle truppe delegate alla difesa della città di Roma. Da ordine di progettare ed eseguire la costruzione della rocca roveresca di Senigallia e di Mondavio.

Giovanni Della Rovere con Giovanna da Montefeltro, figlia di Federico da Montefeltro che il papa nomina in duca di Urbino,  concedendogli il territorio di Senigallia, il ducato di Sora e di Arce.


1479 

Si ha la notizia di un suo progetto affidato a Christoforo De Mantua per la bonifica dei territori con la creazione del “fosso grando per seccare l'acqua”.