Città di Varese


922

Secondo una pergamena datata poco prima dell'anno mille, vi è  traccia di un piccolo insediamento religioso con presenza di torrione militare di epoca tardo-romana, costruita all'interno delle cinta medioevali sul Sacro Monte di Varese e che le indagini portarono ad identificarlo come il luogo  del Santuario di Santa Maria del Monte. 


1287

Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, con le proprie truppe partecipa direttamente alla conquista di Castelseprio il borgo fortificato che fu capoluogo del Contado del Seprio. Le truppe milanesi misero a fuoco e fiamme la roccaforte difensiva e tutto il borgo,tranne le costruzioni religiose che, epr ordine dello stesso ottone, non furono minimamente toccate. Alla fine della distruzione, lo stesso Ottone Visconti promise che il borgo non avrebbe mai più avuto una sua roccaforte.   


1407

Il condottiero Facino Cane, mercenario avido e spietato al soldo del marchese Teodoro II  Paleologo (1364 – 26 aprile 1418),  marchese del Monferrato, figlio terzogenito del marchese Giovanni II e di Elisabetta di Maiorca, scorrazzava con quasi 400 uomini al suo seguito in tutti i territori, dal Piemonte alla Lombardia, saccheggiando e invadendo le contee sino ad arrivare a Varese, proprio dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, si proclamò l'assoluto Signore di Varese.


1410

Giovanni Maria Visconti, figlio di Gian Galeazzo Visconti e di Caterina Visconti (a sua volta figlia di Bernabò Visconti) e fratello di Filippo Maria che gli succedette al titolo, con i suoi soldati marcia verso Varese e in pochi giorni affronta i mercenari di Teodoro II, costringendoli alla resa e , molti di loro, si diedero alla fuga attraverso le valli per non essere catturati dai soldati ducali. La contea di Varese dunque, viene restituita ai cittadini , sotto il controllo del ducato milanese.

Iniziò un periodo di sviluppo della contea che, grazie agli Sforza, potè sviluppare floridi commerci in tutti i territori lombardi e veneti. per la prima volta venne istituzionalizzato il grande mercato cittadino dei cavalli, apprezzato anche dagli svizzeri che spesso si segnalarono con la loro presenza. lIl successivo periodo sforzesco assicurò a Varese un certo sviluppo economico, con il potenziamento del locale mercato, scelto come sede di un'importante fiera per la vendita di cavalli provenienti da oltralpe. Con la successiva invasione di mercenari svizzeri, l'inizio della dominazione spagnola e lo scoppio di numerose epidemie, la località scivolò in un'epoca di decadenza, da cui si sarebbe ripresa solo con il passaggio al nuovo secolo.


1472

Viene avviato un grande lavoro di ristrutturazione e parziale fortificazione del complesso a cura del duca di Milano, Galeazzo Maria Sforza, grande devoto mariano, in quanto era meta obbligata di molti pellegrini che provenienti dalla bassa lombardia. Il duca commissionò diversi lavori all'interno della cappella del Santuario, chiamando sul luogo i migliori decoratori del ducato.  

Sacro Monte di Varese - il Santuario di Santa Maria del Monte

 

Il suo presbiterio della Basilica, ovvero  lo spazio normalmente riservato al vescovo e al clero, in fondo alla navata centrale, venne ridefinito insieme  al corpo delle navate dall' architetto e pittore lombardo Pellegrino Tibaldi intorno al 1580.


1510

La città fu chiusa in una morsa dai soldati Svizzeri che si impossessarono di bestiame e di ori presente nelle chiese e successivamente diedero fuoco alle case chiedendo le vie di fuga, senza riuscirvici.


1530 c.a.

Nella ricostruzione in atto in città, si comincia a progettare la nuova struttura religiosa chiamata la Basilica di San Vittore, che fu realizzata al affiancata dal battistero di San Giovanni Battista. La basilica fu edificata sopra una preesistente struttura architettonica posata nel '300.

Ingresso Basilica di San Vittore di Varese


1567
 Carlo Borromeo arcivescovo di Milano,  in qualità di rappresentante ecclesiastico della  diocesi milanese, fece una grande campagna di rinnovamento e promozione del culto cattolico, dando il via alla costruzione di molte chiese, come ad esempio il Santuario  della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta, ma, soprattutto il Santuario del Sacro Monte di Varese. 

Proprio a Varese, la sua visita e le sue idee, furono incisive per rinnovare l'ordinamento ecclesiastico,  creando un nuovo vigore e stimoli verso il culto Mariano e, proprio per questo, decise di occuparsi personalmente del rilancio del monastero di Santa Maria del Monte, che da lì a poco avrebbe visto aprirsi una delle più importanti imprese artistiche della Lombardia.


1593

L'architetto Giuseppe Bernascone, detto il Mancino (Varese, 1565 – Varese, 1627), che svolse la sua arte prevalentemente nel varesotto ed in particolare nel Sacro Monte di Varese, progettò l'ampliamento della preesistente cappella della civica Confraternita di Sant'Antonio (di cui venne preservata una parte del pavimento, riconoscibile dal colore più chiaro rispetto al cotto lombardo che connota il resto della superficie calpestabile). 

Il progetto dovette tener conto della pendenza del terreno collinare della piazza, tale da impedire di orientare la navata nella consueta direzione ovest-est: si optò pertanto per rivolgere la facciata verso nord, edificando l'altare principale in posizione meridionale. La tradizione venne comunque nominalmente rispettata attribuendo il titolo di altare maggiore non al suddetto, ma a quello ubicato nel lato orientale della navata.

La Chiesa di Sant'Antonio, situata nell'antica Piazza della Motta dove sin dall'anno 1000 si teneva il mercato e al suo interno sono presenti opere di  Giuseppe Baroffio, pittore svizzerò che si occupò anche del rifacimento esterno,   e affreschi di Bussola, Dionigi, e statue in terracotta.

Chiesa di sant'Antonio - Piazza della Motta