Città di Sondrio


Il Medio Evo, si sa, fu segnato da spirito di fazione e rivalità: non stupisce, quindi, che nella stessa famiglia sia sorta la contrapposizione fra Capitanei bianchi di Sondrio e i neri di Berbenno e di Stazzona.

1040 

Enrico III di Enrico III , detto il Nero], riconosciuto anche con il nome di Arrigo III, discendente dell'antica dinastia  Salica, nominato Rex Romanorum  "re dei Romani" da un anno, decise di concedere la Pieve di Sondrio alla famiglia dei Capitanei originaria di Vizzola, Signori di Sondrio.

Nello stesso periodo iniziano i lavori di costruzione del castello di S. Giorgio (ora monastero di S. Lorenzo) 


1067

Su un atto appare la compravendita di un terreno  dove  Albizo del fu Bonifacio, abitante a Sondrio, cedeva una pezza di terra situata nel luogo di Ossuccio, si trova per la prima volta citato il toponimo.  


1309

la città fu messa a ferro e  fuoco tra le due fazioni contrapposte:  i Vittani,  (di parte guelfa) per i quali Sondrio parteggiava, e i Rusconi o Rusca(di parte ghibellina). 

Nel periodo delle lotte tra i comaschi Vittani (di parte guelfa) e i Rusca o Rusconi (ghibellini), Sondrio che era favorevole ai Vitani. fu devastata nel 1309.


1318 e il 1326

Nel frattempo Franchino Rusca diventa arbitro di Como, e per paura di una ulteriore invasione e presa di potere da parte dei Rusca, la popolazione  decise di chiudere il borgo cittadino con un perimetro di legno ( palizzata) che ostacolasse il più possibile l'avanzata eventuale della cavalleria e dei soldati .


1325

I cittadini, per garantirsi maggiore sicurezza, decisero di eliminare la palizzata costruita pochi anni prima per sostituirla, in modo definitivo, con un vero e proprio muro di cinta che difendesse la città. 


1329

Dopo un breve ma sanguinoso assedio della mura, la città venne presa  da Franchino Rusca il quale occupò tutti i posti di potere.


1335 

Sondrio cadde insieme a Como e a tutta la Valtellina nelle mani dei Visconti  signori di Milano dal 1277 al 1395, per poi passare successivamente nelle mani degli  Sforza.


1436
Il castel Masegra,  passò alla famiglia Beccaria e in seguito a quella grigiona dei Salis.


1512

Dopo un decennio di dominio assoluto dei francesi, tutti i territori delle cittadine facenti parte della giurisdizione di Sondrio compresa l'intera Valtellina, furono presi a piene mani  dalle truppe dipendenti dei Grigioni, che spostarono la sede del loro governo dalla città di  Tresivio,  situato sul versante retico della Valtellina alla destra dell'Adda, a Sondrio.


1620

La sanguinosa rivolta contro i Grigioni, scoppiata a Tirano e a Teglio il 20 luglio, si estese poi a Sondrio, riuscendo a cacciare i dominatori grazie anche all'aiuto degli spagnoli. 


1623, giugno

A Sondrio per volere di Alessandro Ludovisi,  diventato papa Gregorio XV, si decise di creare un comitato pontificio che si occupasse diplomaticamente di quietare le acque tra gli spagnoli e i francesi circa il controllo delle terre Valtellinesi, in particolare per le sue vie di collegamento ritenute da entrambe le parti strategiche per l'attraversamento del nord Italia:  "corridoio valtellinese".  Purtroppo gli sforzi diplomatici non ebbero successo.
I francesi, attraverso  Lega d'Avignone, promossa da Parigi e da Venezia, tentarono di recuperare con le armi la Valtellina agli alleati Grigioni.