Città di Vigevano



1347 

Luchino Visconti da ordine di costruire la Strada Coperta, collegando il Castello alla Rocca. 


1379 

Fuori le mura della città viene costruito il convento dei Frati Minori. 


1418 

Papa Martino V tornando dal Concilio di Costanza, decide di fermarsi e raccogliersi in preghiera presso la chiesa di Santa Maria Intus Vineas, costruita nel 1200, diventando da qui in poi, luogo di pellegrinaggio dei fedeli lombardi. 


1447 

Muore Filippo Maria Visconti senza indicare nessun erede legittimo. A Milano si proclama l'Aurea Repubblica Ambrosiana, che assorbe nella propria giurisdizione i territori di Vigevano.


1449, aprile 

La città si ribella alle mire di Francesco Sforza che vuole impadronirsi di Vigevano. Gli scontri sono violenti e alla fine il popolo con l'aiuto di mercenari al soldo di alcune famiglie possidenti,  espellano dalla città il podestà e gli uomini di potere a lui collegati, proclamando Vigevano "libero comune" e avviando l'alleanza con Milano.   

1449, 6 giugno 

Dopo due mesi di intense battaglie quotidiane ingaggiate dall'esercito di Francesco Sforza per espugnare la città, si registra da parte dei vigevanesi, una estenuante azione difensiva che, da dentro le mura e attraverso sabotaggi all'esercito di Milano, mette in grandi difficoltà le strategie dei Milanesi. 

A capo della resistenza vigevanese è una donna, Camilla Rodolfi, capace di motivare i suoi concittadini fino allo stremo delle sue forze. La Rodolfi, visto la situazione oramai disperata e al fine di evitare ulteriori vittime, decide di accettare la resa proposta dagli ufficiali dell'esercito degli Sforza, in cambio di piccoli vantaggi commerciali e amministrativi (azzeramento delle tasse). 

In seguito Francesco Sforza scelse il castello di Vigevano come dimora estiva e riserva di caccia della sua corte, rendendo de facto il borgo una seconda capitale del Ducato di Milano fino al XVI secolo inoltrato.

Dopo la morte di Galeazzo Maria Sforza, ricordato a Vigevano per aver realizzato alcune scuderie nel castello e allevamenti di cani da caccia, gli succedette il giovane figlio Gian Galeazzo Maria. 


1480 

Attraverso manovre oscure, Ludovico il Moro riesce ad ottenere la reggenza di Vigevano. Durante il periodo visconteo-sforzesco Vigevano, detta anche "vigevìgne", vive un periodo storico molto interessante in quanto diviene la residenza ducale scelta dalla famiglia Sforza.

Il suo impegno nel rinnovare la cittadina risulta essere intenso: dapprima si occupa, in accordo con i suoi architetti e ingegneri di corte, di dare vita alla prima grande bonifica del territorio (va ricordato che in questo periodo Vigevano ha un suo porto fluviale, attrezzato per le imbarcazioni che vi attraccavano già dal 1026), poi potenzia il sistema fognario e idrico e costruendo quello che è il progetto di una grande azienda agricola autonoma in grado di non dipendere dall'esterno. Questa "fattoria" si trova a sud della città e si chiama Sforzesca.

Nel Castello dove il genio toscano soggiornò a lungo in qualità di sovrintendente alle acque su incarico di Ludovico il Moro". Leonardo non soggiornò mai a lungo a Vigevano ma solo per pochi brevi periodi, principalmente nella campagna della Sforzesca, inoltre non venne mai incaricato di sovrintendere alle acque nel territorio di Vigevano, in merito a ciò non vi è alcun documento o lettera o notizia di fonti dell'epoca che ne possano dare credito. Per contro, come ampiamente documentato da documenti dell'epoca, l'ingegnere idraulico della corte sforzesca per il sistema delle acque della zona era Giuliano Guasconi. 


1486

A quattro chilometri dalla città di Vigevano, sulla strada che porta a Pavia, viene edificata “La Sforzesca”, cosi come indica la scritta incisa in una lapide inserita nel muro esterno rivolto a nord del Colombarone di nord/ovest..

Sforzesca deve rappresentare il primo progetto di produzione in autonomia delle ricche risorse territoriali come i frutteti, gli orti, l'avvio sperimentale della coltivazioni per bachi da seta, molto richiesti per la fabbricazione di tessuti pregiati destinate ai nobili non solo Lombardi ma di tutta Europa, e la coltivazione dei gelsi, fiori molto utilizzati per le cerimonie di corte e feste. Il progetto prevede anche enormi giardini con allevamenti di animali per garantire l'approvvigionamento di carne da vendere nei mercati e nelle fiere. 

Unico insediamento agricolo del XV secolo a ricavare il proprio nome dal nobile casato del suo fondatore; Ludovico Maria Sforza detto il Moro. 

L'intervento di ristrutturazione voluto da Ludovico il Moro prevede l'inserimento di diverse abitazioni ognuna con acqua corrente, destinate agli artigiani che lavorano a corte: maniscalchi, panettieri, sarti, fabbri, addetti alle manutenzioni, agricoltori, e nella parte sud, stalle per cavalli e animali ed infine alloggi destinati i nobili.

Ad ogni angolo del quadrilatero sono previste delle torri angolari, dette "torrioni", con ognuna i cosiddetti "colombaroni" (padiglioni di residenza o residenziali), costruiti su tre livelli.

Cascina sforzesca vista dall'alto


1494, 2 gennaio 

Con un atto di cessione, Sforzesca viene ceduta da Ludovico il Moro alla sua giovane consorte, Beatrice d'Este. 

I lavori affidati in precedenza a Donato Bramante per la ristrutturazione e la creazione della Loggia delle dame presso il castello, nonché la costruzione della torre principale e della falconeria, si concludono, cosi come la maestosa piazza Ducale.  

In quest'anno si ha la certezza della presenza di Loenardo da Vinci, cosi come lui stesso indica sul manoscritto H, al foglio 65 v. 


Adì 2 di febraio 1494 alla Sforzesca ritrassi scalini 25 di 2/3 di braccio l’uno largo braccia 8”.


La scala d’acqua ivi, tuttora esistente nei prati della Villa Sforzesca di Vigevano, è testimonianza incontestabile del suo interesse verso le introduzioni idrauliche ed irrigue che, durante la signoria del Moro, hanno caratterizzato questa terra in grande evoluzione e fermento creativo.


1494, 2 gennaio

Leonardo si trova a cascina sforzesca e ritrae le scale che portano l'acqua nei prati. Leonardo da Vinci viene spesso inviato a Vigevano proprio da Ludovico il Moro, con lo scopo di "mappare" il territorio e trovare soluzioni e nuove tecniche applicabili all'agricoltura e bonifica dell'area (in questo periodo la lomellina è un grande acquitrino, composto da golene e isolotti collegati da ponti fissi e mobili che consentono i camminamenti degli uomini e dei carri). 


1497, 29 gennaio 

Beatrice d'Este muore durante il parto a soli 23 anni, dando alla luce suo figlio. Viene sepolta in Milano, nella Chiesa dei Padri Domenicani di S.Maria delle Grazie.


1498, 3 dicembre 

Con atto di cessione Ludovico il Moro offre Sforzesca ai religiosi Domenicani, chiedendo in cambio che vi siano preghiere e suffragi perenni alla memoria della moglie tanto amata.


1500 

L'esercito francese, in avanzata verso Milano, cattura Ludovico il Moro e lo trasferisce nelle carceri di Novara.


1530, marzo 

Francesco II Sforza, ultimo Duca di Milano, ottiene da Papa Clemente VII che Vigevano assurga al ruolo di sede vescovile.


1532 

La città di Vigevano diventa capoluogo del Vigevanasco, con gestione autonoma di alcuni territori. 


Anche Leonardo da Vinci soggiornò presso la Sforzesca collaborando al miglioramento del territorio con progetti idraulici per permettere una migliore irrigazione dei campi. 

Nel codice Leicester sono presenti disegni che ritraggono il "molino della Scala", una struttura a scalini dove scorreva l'acqua, ancora presente ai giorni nostri.

<<Vigne di Vigevine a dì 20 di marzo 1494, e ‘lla vernata si sotterrano>>

    [MS.H, ff.37v.e38r.]


Probabilmente assiste a gennaio a questa procedura e a marzo al loro disseppellimento. Contemporaneamente si mette a studiare un mulino e pone mano al progetto di un padiglione mobile in legno da installare nel giardino della Sforzesca, da usare come studiolo mobile.


Manoscritto H

In questo manoscritto, composto di 142 fogli di 10,5 x 8 cm, si trova la traccia di molti disegni, alcuni semplicemente abbozzati, che Leonardo produce durante la sua frequentazione dei territori vigevanensi, raccogliendo veloci impressioni riportate su carta circa alcuni meccanismi idraulici di spinta dell'acqua, delle deviazione dei corsi e addirittura ipotesi progettuali di ingranaggi a molla elastica e meccanica. 

Vi sono anche dei preventivi di lavori e indicazione dei costi di spesa per gli scavi di canalizzazione he prevede un sistema smontabile e trasportabile di tubazioni sospese dal terreno, dette anche tubazione per irrigazione aerea 


(sistema di tubi forati che con la spinta dell'acqua sono in grado di rilasciare il fluido costante molto simile agli innaffiatoi automatici utilizzati al nostro secolo per l'irrigazione dei campi).


Un altro preventivo, più impegnativo riguarda lo scavo di un canale lungo trenta miglia, che potrebbe essere il Naviglio della Martesana.
Il manoscritto H contiene anche una grande quantità di schizzi, disegni di manufatti idraulici, ideali per la regolazione della velocità dell’acqua.


Sono le famose scale in granito che Leonardo ritrae a sanguigna e che si sofferma a studiare, vedendone l’importante utilizzo sia per la regolazione della velocità dell’acqua che da essi scende, sia per l’opera di bonifica. 

Infatti l’acqua reca in sospensione una buona quantità di terra che, operando una sorta di drenaggio, può essere convogliata nelle paludi, ancora esistenti, per colmarle e prosciugarle. Inoltre Leonardo arricchisce i disegni dando dettagli di misure e portate.


<<quanto più cade, più balza Adí 2 febbraio 1494 alla Sforzesca ritrassi 25 scalini 

di 2/3 di braccio l’uno larghi braccia 8 braccia 4-ghiara.

 La somma profondità dell’'acqua sarà tra la percussione e i bollori d’essa resultanti>>

                                                                                

       [MS.H 2, 65v.]

                                                                   


Fin dal XII secolo, nel territorio della Sforzesca, fu iniziata l’opera di bonifica da parte dei Monaci Benedettini Cistercensi e fu creata la pratica di coltivazione a marcita, grazie alla presenza di risorgive con le quali sono stati realizzati i fontanili, per garantire un’abbondante portata d’acqua a temperatura costante a campi coltivati. 

Per migliorare la canalizzazione dell’acqua, si ipotizza la collaborazione di Leonardo con altri esperti ingegneri idraulici, in quella zona piena di dislivelli per cui difficile da irrigare.
Leonardo lascia disegni di particolari manufatti e di incastri resistenti, importanti per far arrivare l’acqua nei punti alti di questa zona, convogliandola nella direzione opposta al suo normale corso.

<Nessun incastro dee esser più stretto che il suo universal canale, perché l’acqua fa retrosi e rompe l’argine>>

  [Leonardo da Vinci, MS.H, 28v].


Nel territorio della Sforzesca è possibile vedere ancora oggi i manufatti, disegnati da Leonardo: il manufatto “tre incastri” che regola l’afflusso dell’acqua della roggia ai campi coltivati, è una struttura ad arco trapezio che risponde perfettamente alle necessità d’acqua del campo adiacente in cui viene praticata la rotazione delle coltivazioni.    
Inoltre esamina i canali e le chiuse e ne perfeziona il funzionamento, e scrive a proposito:

<<Queste porte sono state per me molto istruttive>>

[MS.H]  


Osserva e studia i fontanili (vedi Cod. Atlantico).


Il Mulino di Morra bassa 

Mulino di Mora bassa - progettato da Leonardo da Vinci nel 1400


Si trova in Strada Mora bassa 34 a Vigevano, risale al 1400 progettato da Leonardo da Vinci.
La struttura da martedì 6 settembre è convenzionata con Leonardiana.
Il biglietto intero del Mulino di Mora Bassa dà il diritto al ridotto (€ 8.50) per Leonardiana.
Beatrice d’Este lo ricevette in dono da Ludovico al Moro in occasione delle loro nozze. 

Anche se la leggenda vuole che proprio nelle sue stanze il Moro usasse incontrare la sua amante Cecilia Gallerani “ la Dama con l’Ermellino” ritratta da Leonardo. 

Oggi il Mulino ospita una mostra permanente di modelli perfettamente funzionanti che riproducono fedelmente le macchine di Leonardo.


A cura di Leonardiana - un museo nuovo - esposte presso il Castello di Vigevano


A Vigevano Leonardo passa l’inverno dedicandosi a studiare i lavori di ristrutturazione del Colombarone alla Sforzesca. [MS.H,ff.123v.e124]

Esamina anche il movimento dei Mulini di Vigevano e osserva:

<<Se una ruota mette in moto una macchina, non ne può mettere in
moto due senza impegnare maggior tempo; così la medesima ruota può
ben far girare un numero infinito di macchine, ma ci metterà più
tempo, e quelle macchine tutte insieme non faranno più lavoro che la prima macchina in un’ ora>>.

[MS.H,f.30r]



E ancora:
<< Più la forza si estende di ruota in ruota, di leva in leva, di
vite in vite e più essa è potente e lenta>>.

MS.H,f.35v.]



<<Mulina da Vigievine.Moggia 5 a bon grano a...umida4 tra dì e notte..>>
[MS.H, f. 94 v.]



Il ponte-canale, presso il Mulino di Mora Alta, è il manufatto che permette il sovrappasso di un canale su di un altro. Esso è formato da tre lastre di granito fissate insieme da un sistema di incastri e, nella parte superiore, da due traversine che con quattro incastri a coda di rondine assicurano la stabilità. Il manufatto “sette incastri” è situato nella zona piana, allo stesso livello del Ticino tra il laghetto di Santa Martretta e il Mulino della Croce. Questo manufatto ha la funzione di raccogliere e ridistribuire l’acqua.

Manoscritto B
Nell’'Archivio di Milano è custodita la pianta nitida e particolareggiata degli edifici di Vigevano in seguito ai lavori fatti eseguire da Ludovico Maria Sforza.
“Nobile corridore” appariva già agli occhi di Leonardo la strada coperta del castello di Vigevano; nel Manoscritto B Leonardo traccia disegni forse sulla strada coperta che viene proposta a miglioramento difensivo in uno studio di disposizione interna nella ghirlanda del Castello di Milano.[MS.B,f.36v].
(Ignazio Calvi sull’' “Architettura militare di Leonardo”).

Inoltre, può essere confrontata con il disegno della stalla ideale,detta “Polita stalla”, appartenente al MS.B,f.39r di Leonardo, la terza scuderia voluta da Ludovico il Moro nel Castello di Vigevano nel 1490, incaricando i maestri Giovanni da Mandello e Antonio della Porta di cavare dove ritenessero opportuno  il marmo e ..condurre le colonne necessarie de preda alla fabrica delle stalle nostre principiata ad Milano et ad Vigevano. Sempre nel 1490 scultori della fabbrica del Duomo di Milano, sono inviati a lavorare per un mese a Vigevano per intagliare capitelli e decorare le stalle in costruzione. 

(fonte Vigevano città dinastica di Renata Codello).



Piazza Ducale di Vigevano

E' una delle più affascinanti piazze d'Italia. La sua ideazione e decorazione sono opera di Bramante. Leonardo da Vinci, anche se non partecipò direttamente ai lavori, lasciò disegni e testimonianze scritte nei suoi famosi codici d'appunti.

La volontà di realizzare la Piazza è del duca di Milano Ludovico il Moro che la pensò come anticamera nobile, regale cortile d'ingresso all'imponente Castello.

I lavori iniziarono nel 1492 e si conclusero nel 1494. Piazza Ducale rappresenta uno dei primi modelli di piazza rinascimentale sul modello del "forum" romano e uno dei migliori esempi dell'architettura lombarda del XV secolo. 

Si presenta come un rettangolo allungato di 134 metri di lunghezza e 48 di larghezza edificato su tre lati (il quarto è occupato dalla Chiesa cattedrale).


Il progetto della Piazza ducale con la rampa voluta dal Moro affinché “li gentili omini” accedessero direttamente al Castello senza scendere da cavallo si può confrontare col disegno della Città Ideale tracciato da Leonardo [MS.B,ff.15v.,16r.,36r.,37v.,38r.]. 

E' consentito un confronto in quanto quella è l'epoca in cui Ludovico vuole elevare il borgo di Vigevano a città dinastica, rendendo la residenza un delizioso soggiorno, come recita la dedica posta sopra l'arco di accesso al cortile del castello.

Motivi ornamentali della Piazza ducale di Vigevano si confrontano in alcuni fogli del Manoscritto H con disegni di affreschi e graffiti.
Tali fogli sono: [MS.H,ff.32,33,35,59,60].(Vedi Solmi in “Leonardo nel castello”). 


Durante i lavori di realizzazione della Piazza ducale, proseguono anche quelli di ampliamento del castello di Vigevano, di cui Cesare Nubilonio scrive nella sua Cronaca:  

Fece dunque Ludovico Sforza Duca di Bari gittar a terra molti edifizi del castello vecchio;

...E fece accomodare il castello con l'opera del Bramante Urbinate Ingegnere; perchè si dilettava molto abitar in Vigevano, sì per l'aria salubre, come per la caccia..; e perciò lo ridusse alla forma che si vede, opera molto lodata e di grandissima spesa...il castello ha molti alloggiamenti onorevoli  nei quali ha soggiornato la corte di Carlo V imperatore e del Duca di Milano.

1) Ha le cantine sotto terra, fatte in volta, in circuito del castello;

2) Di sopra esse cantine sono sale medesimamente fatte in volta, quali sono sotto terra sino alle finestre, per abitarvi alla estate; e sopra queste;

3) Altre sale ariose e onorevoli, quali sono eguali al pavimento del castello;

4) Sopra queste sono parimenti camere magnifiche; sono ancora tinelli per li cortigiani, molto ampli e capaci; tutte queste abitazioni sono dipinte;

Vi è un vago giardino con un bello e arioso portico, con molti altri alloggiamenti; quattro cucine grandi, vi è un salone posto in alto, molto lungo e spazioso, nel quale vi è un portico detto la Falconera, perchè ivi dall'alto si facevano volar alla campagna gli falconi e sparavieri....

Fonte La città dinastica di Renata Codello


Palazzo Ducale di Vigevano


L’avvento al potere degli Sforza impresse nuovo impulso alla città di Vigevano, ed anche il castello conobbe una nuova fase di sviluppo (che va dal 1473 al 1494 circa): per volontà prima di Galeazzo Maria Sforza e poi di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro, attorno al Maschio vennero costruiti nuovi edifici adibiti a scuderie capaci di contenere fino a quasi mille cavalli, mentre nella parte posteriore del maschio fu costruita una nuova ed elegante ala residenziale - detta “Loggia delle dame” - riservata alla sposa di Ludovico, Beatrice d’Este.