Città di Roma



1377 

Ritorna a Roma Gregorio XI e l'impatto che ha è notevole! Innanzi a lui una città caduta completamente nel caos, dove scorribande di anarchici senza Dio e senza padrone depredano le bellezze. Un vero e proprio disordine dove anche i nobili rimasti, sono costretti a fronteggiare orde di disperati che li accusano del loro stato di privilegiati.


1390

In questo momento la città non è considerata alla stregua di altre città, come ad esempio Napoli, Firenze, Milano, Venezia che sono di gran lunga più attrattive, ma anche per il fatto che Roma ha circa 100.000 abitanti, mentre le altre città che da tempo hanno sviluppato un forte incremento di mercanti e artisti, conta almeno sia per la presenza di grandi artisti che ne avevano almeno il doppio della popolazione.


1450

In città si iniziano a respirare i segnali di un nuovo cambiamento, dovuti senz'altro ai nuovi processi di urbanizzazione della città. Il nuovo pontefice, Sisto IV, da il via alla costruzione dell'imponente via Sistina. Insieme ad Alessandro VI Borgia, decide la costruzione anche della via Alessandrina.  

Roma accoglie il giubileo dove vennero avviati numerosi lavori e gli introiti che garantirono le celebrazioni permisero di richiamare in città un gran numero di artisti anche molto diversi tra loro. Al Papa non interessava l'omogeneità stilistica, infatti chiamò a lavorare per lui i veneziani Vivarini, gli umbri Bartolomeo di Tommaso e Benedetto Bonfigli, i toscani Andrea del Castagno e Piero della Francesca, un Luca detto "tedesco", e forse il fiammingo Rogier van der Weyden. Questa ricchezza di spunti preparò il terreno a quella sintesi che, verso la fine del secolo, sfociò nella creazione di un linguaggio propriamente "alla romana".


1459

Vengono ristrutturate molte chiese e consolidate le mura antiche della cinta della città.


1475 

Papa Sisto IV da il via alla costruzione di ponte Sisto. Questo è considerato il primo vero ponte edificato in grado di collegare la città dalla zona del Laterano sino al Campidoglio e alcune statue antiche.


1483, 15 Agosto

Viene inaugurata e dedicata alla Vergine Assunta in Cielo. La volta viene dipinta da Pier Matteo d'Amelia solo con un cielo stellato.


1487

A questa data i giardini si chiamano "palazzetto" voluti dall'attuale pontefice Papa Innocenzo VIII. Il Cortile del Belvedere o giardini vaticani, sono posti all'interno di un quadrilatero posto a nord della Basilica di San Pietro in Vaticano.


Illustrazione a matita di anonimo del'500 - veduta del tevere e della borgata


1500

Papa Gilio II su progetto presentato dal Bramante, decide di dar seguito ai lavori, creando il belvedere definitivo. Oggi è parte dei Musei Vaticani.


1501 

Michelangelo realizza "la Pietà". 


1503

Papa Giulio II della Rovere commissiona a Michelangelo l'opera di rifacimento del cielo, cambiandone di fatto l'attuale aspetto.


1505 

Michelangelo riceve l'incarico dal papa Giulio II, di occuparsi della creazione della sua tomba.


1514, 24 settembre 

Leonardo è in viaggio in direzione Roma e ha deciso di portare con se anche i suoi allievi, Gian Giacomo Caprotti e Francesco Melzi. A Roma Leonardo è ospite a palazzo Belvedere in Vaticano, in un appartamento papale messogli a disposizione da papa Leone X, fratello di Lorenzo dè Medici, il quale ha raccomandato di garantire il soggiorno a Leonardo. Il suo appartamento è all'interno della corte e affaccia sulla fontana interna, nei giardini del belvedere. 

Spesso si intrattiene a parlare con Papa Leone X nei camminamenti interni il palazzo, a disquisire sulle sue ricerche e sulle sue visioni della pittura in particolare sui temi religiosi. Papa Leone X è considerato dai cittadini romani un uomo di grande capacità diplomatica e dal carattere affabile, ma anche attratto dal potere e sopratutto dal danaro. Ama mettersi in mostra e indossare i paramenti dorati (ma questo è parte del protocollo papale), indossare gioielli vistosi e organizzare cene opulente intrattenendosi con gli ospiti, spesso nobili di signorie, e sfoggiare la sua cultura artistico-letteraria. 

Leonardo ama Roma e coglie ogni occasione per poterla visitare e osserva le sue chiese e monumenti, talvolta accompagnato dai segretari papali. 

Sicuramente visita la fabbrica di San Pietro, dove i suoi due amici il Bramante e Giuliano da Sangallo, sono impegnati in lavori come lo sono molti altri pittori e architetti fatti venire a Roma proprio dal Papa.

Nel belvedere ha modo di incontrare il suo grande amico Raffaello Sanzio, che ha ricevuto il compito dal Papa di occuparsi di affrescare gli appartamenti in Vaticano.


Cortile del Belvedere nel progetto originale del Bramante

Giardini del Belvedere oggi - indicati in rosso


Descrizione del Monte Mario

Leonardo durante la sua permanenza a Roma, ha modo di occuparsi anche di fossili, ed è per questo che vuole vedere Monte Mario, il colle nel centro della città. Per certo si reca diverse volte e disegna alcuni schizzi relativi ai fossili.

Mappale di colle di Monte Mario nel 1568

Veduta di Monte Mario oggi

 

Monte Mario 

In questo momento è un colle che misura poco più di 100 metri di altezza e si trova sulla riva destra del Tevere, nella zona nord-ovest della città. Al suo interno, nel 1500, vi si trova un parco coltivato a orzo, gelsi e frutteti ad uso privato. Vi è presente un piccolo laghetto, probabilmente un grande stagno non bonificato, e vi sono cinghiali e lupi allo stato selvatico. Malgrado vi sia tracciata più di una strada, si consigliava l'accesso al monte muniti di armi, anche per evitare, in quanto area piuttosto isolata, eventuali aggressioni. 


Leonardo e l'ospedale di Santo Spirito
Leonardo chiede a Lorenzo dè Medici di intercedere col Papa affinché possa continuare i suoi studi sull'anatomia umana presso l'Ospedale di Santo Spirito. Il suo intento è quello di utilizzare cadaveri "di giornata", al fine di studiarne le composizioni anatomiche attraverso la loro sezione: Lorenzo dè Medici, ma molto più probabilmente il Papa, che aveva in passato autorizzato Leonardo a questo tipo di pratica, lo richiama all'ordine, impedendogli di procedere a questo tipo di pratica.
Leonardo è molto seccato, in quanto si attende che Lorenzo faccia cambiare idea al pontefice, ma cosi non è
.

Ospedale di Santo Spirito ieri


Durante il Rinascimento, l'ospedale Santo Spirito è tra i centri di cura più rinomati della città. Vi sono i migliori medici e anche gli apparati della segreteria del vaticano, in caso di bisogno, ne fanno uso. Si ha notizia che il papa Leone X, si reca spesso per fare visita ai malati e aiutare l'amministrazione ospedaliera attraverso donazioni e raccolte presso i fedeli. 


Ospedale di Santo Spirito oggi



"La donna con figliuolo" di Leonardo

Il Vasari afferma che Leonardo, nel suo periodo di permanenza a Roma, ha dipinto un piccolo quadro su legno, che ha come soggetto una donna che stringe sul braccio destro un infante. Riferisce inoltre che il dipinto è stato commissionato da messer Baldassare Turini di Pescia. 

Giorgio Vasari parla del disegno di Leonardo

Scrive a proposito di questo: 

«per messer Baldassarre Turini da Pescia, che era datario di Leone, un quadretto di una Nostra Donna col figliuolo in braccio con infinita diligenza e arte» 

e parlando del bambino lo descrive: 

«un fanciulletto che è bello e grazioso a maraviglia, che sono tutti e due a Pescia»

Molte sono le ipotesi che si fanno su questo disegno: probabilmente è stato sottratto dai francesi giunti a Milano, al comando di Napoleone Bonaparte, che durante la loro permanenza, hanno saccheggiato buona parte delle opere presenti in Italia e riportate a Parigi. Tra queste opere infatti vi erano preparativi molto simili a Leda col cigno di Leonardo e, molto probabilmente, questi preparativi, sono stati sottratti in quel momento.

Attacco delle truppe romane colpite dagli specchi


Il progetto degli specchi ustori

Si parla per la prima volta nella storia degli specchi ustori legati all'assedio di Siracusa dalle truppe romane di Marcello che, giunte con diverse imbarcazioni armate, sono state colpite da enormi specchi che riflettevano sul legno delle imbarcazioni, il fascio di luce convogliato dal sole, a tal punto da creare a bordo delle navi stesse, incendi da far affondare tutta la forza navale romana. L'artefice di tutto questo progetto offensivo, sembra sia stato ideato dal matematico Siracusano Archimede. 

E' vero? Possibile?

Non vi sono testimonianze storiche di contemporanei di Archimede che attestino questo episodio, però si può fare un analisi logica del ragionamento:

1. Per colpire e creare un principio di incendio su legno utilizzato normalmente dalle imbarcazioni dell'epoca, occorreva sviluppare una temperatura di impatto di superficie non inferiore ai 315° e per fare ciò occorrevano specchi, almeno 35, con un diametro di non meno di 16 metri l'uno. 

2. Gli specchi ustori avrebbero dovuto avere un argano con paranco di movimento per spostarsi alla velocità delle imbarcazioni in arrivo verso la costa, perdendo il punto di fuoco e approssimando quindi il raggio, non dando il tempo alla temperatura di concentrarsi per molti minuti in un punto unico e provocare una fonte di surriscaldamento.

Leonardo ha studiato alcuni testi di Archimede, dove lo stesso matematico spiega i principi degli specchi ustori, e ne rimane affascinato. Convinto che nel progetto di Archimede vi siano "teorie sbagliate", inizia a riprendere in mano i suoi progetti sugli specchi, iniziati un ventennio prima e messi da parte, per studiare la soluzione migliore alla loto applicazione.

Già da quando era in bottega a Firenze presso Andrea Cioni, detto il Verrocchio, ha avuto modo di apprendere anche le tecniche di fusione e di saldatura o "saldamento" dei metalli, in quanto lo stesso Verrocchio era abile forgiatore e rifinitore di metalli.  Proprio dal Verrocchio Leonardo ha appreso alcune tecniche che gli ricordano vagamente la fusione dei metalli attraverso il calore, come quella volta che dal Verrocchio, una grande sfera di rame era stata saldata. Quella sfera decorata aveva lo scopo di essere inserita al di sopra della cupola del Duomo di Firenze.

Ecco allora il desiderio di migliorare i principi di termocalorici e approfondire le sue teorie sugli specchi ustori. 



Leonardo da Vinci, Codice Arundel, 87v
Studi sugli specchi concavi.

Leonardo da Vinci, Codice Arundel, 87v

Leonardo da Vinci - Cod. Arundel, 87v-86r (P65v)
reperibile presso London, The British Library


Questi specchi hanno il compito di accentrare i raggi del sole al fine di creare una fonte di riscaldamento per aumentare la temperatura dei gradi dell'acqua presente in cisterne fatte in metallo. Il riscaldamento dell'acqua quindi, deve diventare, secondo Leonardo, un "propulsore" in grado, data la temperatura elevata, di passare dallo stato liquido allo stato gassoso e produrre, di conseguenza, vapore in grado di produrre energia termica.

Al progetto partecipano anche alcuni specialisti di specchi provenienti dalla Germania, specialisti con i quali Leonardo si trovava molto spesso in disaccordo, a tal punto da dover rifiutare la loro collaborazione e continuare da solo il progetto applicando le sue teorie, ritenendo quelle tedesche del tutto inutili.   

Passa poco tempo e Leonardo viene a sapere di una lettera anonima, arrivata presso la segreteria papale, che lo accusa di stregoneria e di incapacità. Di questa lettera non si conosce il mittente, forse gli stessi specialisti tedeschi che Leonardo stesso aveva accusato di incapacità.

In ogni caso, monta in lui un forte disagio in quanto, ritenuto oramai da anni un grande uomo di scienza e dopo aver sempre dimostrato grande acume e capacità non comuni riconosciute dalle più prestigiose signorie della penisola, da sempre stimato e ben voluto da tutti gli artisti suoi contemporanei, questa lettera sembra una calunnia, una ulteriore calunnia come quella già vissuta in passato con il caso di Jacopo Santarelli e l'accusa di sodomia dalla quale Leonardo ne esce senza nessun capo d'accusa, e questa volta non è più disposto a passaci sopra.

Forse ne parla proprio con l'amico di sempre, Lorenzo dè Medici, e a lui comunica il suo disagio nel continuare a ricercare le risposte dell'uomo, a continuare i suoi studi e che forse, questa potrebbe essere la possibile ipotesi, è troppo stanco per lottare ancora e che è giunto il momento di cercare una maggior tranquillità, tranquillità che afferma di trovare solo lontano da tutto, da Roma, ma addirittura dl suo paese: L'Italia. Forse è proprio in questo momento, a Roma, che inizia a prendere in considerazione l'offerta fatta qualche tempo prima dal re di Francia di trasferirsi in questo nuovo Paese.

Continua in quest'anno a sviluppare i suoi studi sulla meccanica ed in particolare la geometria e l'analisi ottica.


Leonardo e la misurazione della Basilica 


1516, agosto 

Leonardo si occupa della misurazione e dello studio dei volumi della basilica di San Paolo fuori le mura. Insieme a Francesco Melzi e Gian Giacomo Caprotti, procede alle misurazioni delle volte e dell'arcata centrale, definendo in alcuni disegni, le proporzioni e le prospettive. Probabilmente questo lavoro gli serve per capire ancora meglio lo sviluppo della prospettiva dai punti di fuga legata ai principi dell'illuminazione e dei colori.    

Navate all'interno della Basilica di San Paolo fuori le mura, oggi

Basilica di San Paolo fuori le mura, oggi


Breve storia della Basilica

Costruita sopra un cimitero intorno al I secolo a.C. 

342 a.C. 

Il pontefice Silvestro I, la consacra a Basilica. In questo periodo sembra essere la più grande basilica romana.

Basilica San Paolo fuori le Mura, ieri



Leonardo e la cappella Sistina

Leonardo ha certamente visto la cappella sistina e forse, in questo periodo, ha incontrato anche Michelangelo. Secondo i contemporanei dell'epoca, si dice che Leonardo alla vista della volta alla quale lavora Michelangelo, sia rimasto piacevolmente sorpreso dal suo tratto e abbia, in qualche modo, riconsiderato le capacità del suo "rivale".

Veduta del palco centrale della Cappella Sistina in Roma


Breve storia della cappella Sistina

La Cappella Sistina prende il nome da papa Sisto IV della Rovere (1471-1484). E' stata costruita tra il 1475 ed il 1481 da Giovanni de' Dolci su progetto dell''architetto Baccio Pontelli.



Roma nel 1577 - pianta urbanistica della città


visita alla Cappella Sistina


Bibliografia

R. De Fusco. L'architettura del Cinquecento. UTET Torino 1981
N. Pevsner. Storia dell'architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
P. F. Bagatti falsecchi e S. Langé. La villa. in Storia dell'arte italiana. Forme e modelli. Giulio Einaudi Editore, Torino 1982
R. Bartalini. Le occasioni del Sodoma. Dalla Milano di Leonardo alla Roma di Raffaello. Donzelli Editore, Roma, 1996
S. J. Freedberg. La pittura in Italia dal 1500 al 1600. Nuova Alfa Editoriale. Bologna, 1988
R e M. Wittkower. Nati sotto Saturno. La figura dell'artista dall'antichità alla Rivoluzione francese. Giulio Einaudi Editore, Torino 1996
N. Frapiccini, N. Giustozzi. La geografia dell'arte. Da Giotto al Rococò. Hoepli editore. Milano, 2009
Roma. Touring Club Italiano. Touring Editore, Milano 2004
M. Sennato (a cura di) Dizionario Larousse della pittura italiana. Gremese editore, Roma 1993
La Nuova Enciclopedia dell'Arte Garzanti.