Storia del Friuli-Venezia Giulia



1350

Viene ucciso il Patriarca Bertrando di San Genesio da una congiura costituita dai goriziani.


1351

Il duca d'Austria interviene con le truppe militari e riporta l'ordine nella città. A Udine i Savorgnan, nota e potente famiglia che vuole ottenere il potere e il controllo della città, appoggia apertamente Venezia, interessata al governo della città. 


1420, 16 giugno 

Tristano di Savorgnan entra a Udine col il vessillo di San Marco e anche il conte di Gorizia si piega alle volontà veneziane.


1445

Viene riconosciuto dal Papa il nuovo assetto geopolitico della regione, decretandone il nuovo stato autonomo di Venezia. A Udine viene istituito una sorta di "governariato", in sostanza un rappresentante del senato della Repubblica di San Marco. Al parlamento Friulano viene concesso il lavoro di consulta e di legislatura, ma i diritti esecutivi e le applicazioni dei decreti sono, di fatto, controllati direttamente da Venezia.


1508

Nel Codice Atlantico al foglio 822 v, dove ricorda certi suoi studi fatti in passato: parla di un sistema per il trasporto delle artiglierie studiato per Gradisca del Friuli:


Bombarde da Lion a Vinegia col modo ch’io detti a Gradisca in Frigoli e in Ovinhie .


Poi continua scrivendo:


Il ponte di Goritia” e “Vilpago (Wippach).”


Possiamo farcene un’idea dal foglio 638° V del Codice Atlantico conservato presso la biblioteca Ambrosiana di Milano e noto come Memorandum Ligny. E’ una pagina che mostra di essere stata più volte ripiegata e forse nascosta in una tasca, con un frammento mancante. 

Vi troviamo sopra due abbozzi di lettere scritte di pugno di Leonardo e che paiono dirette al Senato Veneto. Riguardano degli studi per difendere il Friuli dagli assalti dei turchi. Infatti vi si parla di difese da costruire sull’Isonzo per contrastarli, ed è notevole il fatto che Leonardo avesse capito che la linea per contenerli era proprio quel fiume, infatti vi si dice, fra l’altro: 


“Illustrissimi signori, avendo io esaminato la qualità del fiume l’Isonzio, e da’ paesani inteso come per qualunque parte di terraferma…”.


Leonardo deve aver condotto un’ispezione sulle rive dell' Isonzo e parlato a chi ci abitava. Forse proponeva di farlo straripare per allagare il contado e impedire alla cavalleria turca di passare, poi passa a discutere di possibili sbarramenti fatti con delle palificazioni.

1511, 27 febbraio

Joibe grasse del 1511, detto giovedì grasso del 1511, segna un momento storico: la rivolta a Udine dei contadini facente parte delle classi meno abbienti, che chiedono a gran voce l'ottenimento del cibo per le proprie famiglie, cibo che scarseggia e al mercato non controllato, viene venduto a costi spropositati. Ai contadini si unisce il popolo fino a far giungere la protesta anche nelle piccole e sperdute cittadine della Patria del Friuli. 


1511, 1° marzo

La repubblica di Venezia interviene inviando circa 400 uomini, appartenenti alla cavalleria della legione veneta, che dopo duri scontri con la popolazione, riporta l'ordine.  

A seguito di questo episodio, la repubblica di Venezia, forse per mantenere calme le acque ed evitare in futuro altre situazioni di rivolta, decide di concedere a quei contadini che non si sono espressamente schierati contro i propri padroni feudali, una forma di riconoscimento, offrendo loro l'istituzione dei sindacati della contadinanza, organo di tutela del lavoro.

1550, 13 marzo

Pietro Moro e il Barozzi rientravano a Venezia, dove presentavano le loro raccomandazioni al Senato della Serenissima. E’ possibile che Pietro Moro dev’essersi portato dietro Leonardo per avere un parere tecnico alternativo a quello del Barozzi, che passava per essere un uomo testardo e dal carattere difficile.