Città di Gradisca


Leonardo da Vinci visitò un’unica volta il Friuli Venezia Giulia e la sua unica sosta fu alla fortezza di Gradisca d’Isonzo, ma secondo alcuni storici, sembrerebbe che lo stesso Leonardo non sia mai arrivato in Friuli.

non vi sono infatti documentazioni che affermino la sua presenza sul territorio, se non alcuni disegni relativi alla fortificazione del fiume Isonzo. 


1150

Viene costruita la città- fortezza di Gradisca, che sorge a Gradisca d'Isonzo. 


1420

La repubblica di Venezia annette il territorio del patriarcato di Aquileia, dichiarando la  fine del potere temporale dei patriarchi. Ma la pressione dei Turchi si esercitava anche verso la terraferma veneziana e in particolare verso il Friuli.  


1453 

il sultano Maometto II  Salito al trono, varò la cosiddetta legge del fratricidio, eliminando poi il fratello Ahmed, ancora neonato. Conquistò Costantinopoli provocando la caduta dell'Impero romano d'oriente e manifestando ben presto mire espansionistiche verso l'Europa, Tra le prime conseguenze ci furono gli assalti ai possedimenti veneziani nel Mediterraneo Orientale.


1454

I nobili di Gorizia (detti anche Mainardini) ereditarono le contee  tirolesi e carinziani e alcuni feudi isolati all'interno della Patria del Friuli. 


1463 

scoppiò la guerra tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano.


1473

In questo preciso momento tutto il corso del fiume Isonzo fu fortificato con opere  belliche difensiva al fine di scongiurare una possibile invasione dell'esercito turco.  Su una piccola altura una nuova fortezza stabile e potente, che per la sua massiccia costruzione e per l'importanza militare assegnatale divenne presto notissima. 

Fortezza di Gradisca

1472

l’imperatore d’Austria strinse un vero e proprio patto con il sultano turco, ove si impegnava, nel caso di invasione turca dei territori fiulani, a non opporre la benchè minima resistenza al passaggio del proprio esercito nella contea di Gorizia, ricevendo in cambio dal sultano stesso, la garanzia che la città non sarebbe stata in nessun modo attaccata o saccheggiata.  

Venezia venne a conoscenza del patto segreto e si vide costretta a mettere in campo molto velocemente un sistema difensivo non solo della città, ma di tutti i suoi territori, compresa la contea di Gorizia. 


1476

Hanno inizio i lavori della fortezza di Gradisca, fortezza che avrebbe dovuta risultare come il baluardo difensivo pesantemente armato da cannoni e bombarde, fortezza che controllava la linea di difesa tra i territori dalla Mainizza a Fogliano. Le mura di cinta, costruite con  particolare attenzione e senza risparmio di uomini mezzi e materiali, avrebbero dovuto scoraggiare qualsiasi tentativo di attacca non solo per la loro imponenza, piuttosto per la sua altezza che raggiungeva i 28 metri.

Questa costruzione militare, in effetti, ebbe un impatto notevole nell'esercito turco che alla vista della fortezza decise, tramite i capitani e i generali, di non tentare nemmeno un assalto che sarebbe risultato molto difficoltoso. La scelta turca dunque, fu presa ignorando una battaglia per la fortezza a favore di una diversa azione di attacco che prevedeva una deviazione delle truppe in direzione dei territori bassi del Friuli.


1477

Le truppe concentrate sul fiume Isonzo ven­nero subito accuratamente addestra­te e fornite di un congruo armamento ma quan­do, nell'ottobre 1477, i Turchi comparvero nuovamente e, aggirando l'osta­colo delle fortificazioni, sorpresero i Veneti alle spalle, si ebbe un'autentica strage, in cui morì anche uno dei comandanti, il conte veronese Gerolamo Novello.


1479

I progettisti incaricati dell’esecuzione erano Enrico Gallo e Giovanni Bo­rella, allora impegnati nella costruzione delle fortifi­cazioni di Brescia. Essi giunsero a Gradisca all'inizio del 1479, e iniziarono subito, sotto la guida di Giovanni Emo, di­venuto intanto Luogotenente del Friuli, i lavori per l’edificazione delle mura.

Emo ebbe parte molto importante in quest'impre­sa tanto che uno dei due architetti propose per la nuova fortezza il no­me di “Emopoli”, come ricorda un’altra delle epigrafi tuttora conservate: 

ANNO SAL MCCCCLXXIX IOANNI MOCE PRINCIPE IOAN HEMUS IULIENSIUM PRAETOR M,

E­RITISS GRADISCAE TUMULUM CONSENSU PATRUM MURO ET FOSSA MUNIENDUM CURAVIT HENRICUS GALLUS ARCHITECTUS AB AUCTORE HEMOPOLIUM AUSPICATISSI­ME NOMINAT. 

La denomina­zione in suo onore inventata dall'architet­to però non entrò mai in uso e la località continuò ad essere chiamata Gra­disca.


1500

Leonardo da Vinci, che era giunto a Venezia, ma secondo alcuni storici la sua presenza non fu mai supportata da  prove documentali ( esistono disegni che riproducono la valle dell'Isonzo, disegni che altrimenti non potevano essere fatti se non vedendo personalmente la valle), e si occupò di studi sul territorio e cercò di trovare una delle sue soluzioni per risolvere il problema.  La fortezza era appena stata completata e Leonardo ebbe quindi  modo di visionarla e di studiarne un sistema di ulteriore potenziamento sul fiume Isonzo, che avrebbe costituito una ulteriore barriera di difesa, progettando un sistema di chiuse per allagare il campo nemico in caso di invasione. 

Secondo quanto affermò Marco Pozzetto in un articolo del 1976 (Fabiani architetto del Carso. Il canale di Vipacco, in "Critica d'arte", Firenze, 1976).

Leonardo sviluppò un sistema ingegnoso per bloccare qualsiasi velleità militare dell'esercito turco. Qui sono riprodotti gli schizzi della diga mobile e del corso del Vipacco che si trovano nel "Codice Atlantico" (Biblioteca Ambrosiana, Milano).

Secondo altri studiosi la presenza in a Gradisca sarebbe testimoniata  quando nel marzo 1500 era a Venezia, per poi recarsi a Gradisca  (Bordonali, 2007, p. 120).   

"Leonardo, si occupa approfonditamente dello studio geologico del territorio e ipotizza la creazione di una diga mobile che, chiusa, avrebbe permesso l'allagamento della piana di Gorizia, la sola via praticabile per un esercito, destinando le difese precedenti, compresa la fortezza di Gradisca, alle postazioni di artiglieria.

E' probabile che lo stesso Leonardo abbia fatto valutazioni precedente sulla valle dell'Isonzo, forse proprio durante ,lo studio eseguito per il fiume della Loira in francia. Questo si può dedurre proprio dai sui scritti sulla regolazione dei flussi dell'acqua:

 ... e facciasi il serraglio mobile c'io ordinai in Frigholi (cioè Friuli).... 

 Leonardo tentò di chiudere una naturale via militare Est-Ovest, sarebbe forse meglio dire l'unica via naturale esistente in questa parte dell'Europa. Il suo tentativo riguardava l'uscita occidentale del passo e, con i mezzi di allora, il solo sbarramento valido poteva essere rappresentato da una distesa d'acqua.


1509 

Massimiliano d’Asburgo si scontrò con Venezia nella famosa guerra della Lega di Cambrai, (formata dalle maggiori potenze europee come la Francia, il Sacro Romano Impero e il potente esercito Spagnolo), con lo scopo di combattere la Repubblica di Venezia.


1511

Lo scontro portò al possesso della città di Gradisca da parte di Massimiliano d’Asburgo, malgradio gli innumwerevoli tentativi da parte della Repubblica di Venezia di riconquistarla nella famosa ”Guerra di Gradisca”, avvenuta un secolo dopo.

NB. sono in corso altre valutazioni e verifiche da parte della redazione circa altri luoghi adiacenti a Gradisca dove risulterebbero  altri 3 disegni in sanguigna di Leonardo.