Città di Imola


Tra le famiglie più potenti vi sono quella di Maghinardo Pagano, i Manfredi e Alidosi, tutte interessate a prendere il governo della città, dapprima con i Manfredi che falliscono.


1341

Sono gli Alidosi che iniziano a governare.


1424 

Filippo M. Visconti fa arrestare Lodovico Alidosi e viene trasferito lontano dalle sue terre, nella cittadina di Monza. 


1426 

La città passa sotto la giurisdizione papale.


1438 

I Visconti, che da sempre hanno saputo tessere ottime relazioni con molte signorie italiane, riescono, di volta in volta, a trarre condizioni a loro favorevoli: in questo anno infatti la città torna in mano ai Visconti che decidono di non governarla direttamente, ma di farlo per "interposta persona" attraverso Guidantonio Manfredi, già signore di Faenza.


1448 

A seguito di una malattia, Guidantonio è costretto a ritirarsi, lasciando il potere della città nelle mani del figlio Taddeo.


1499 

Con l'assedio e la conquista della rocca imolese di Caterina Sforza da parte del Valentino, il fortilizio è semi distrutto. La parte interna aveva subito notevoli danni e aveva bisogno di rafforzamenti. Leonardo si interessò al problema e fece alcuni disegni che, a giudizio dello studioso Carlo Pedretti, dell'Università di Los Angeles, riguardavano la sistemazione interna della rocca.


1502 

Cesare Borgia invita Leonardo da Vinci a Imola. In questo momento si trova in città anche Macchiavelli.



Mappa della città di Imola disegnata nel 1473 da Danesio Maineri, ingegnere degli Sforza impegnato in lavori di adattamento della Rocca di Imola, 

completata nel 1502 da Leonardo da Vinci .