Città di Salerno


La fondazione della scuola fu fondata la Scuola Medica Salernitana che rappresentava la prima istituzione medica dell'Europa cristiana. risale all’Alto Medioevo e non vi è nessun documento che possa certificare con precisione una data di riferimento. La leggenda infatti vuole che la Scuola sia nata dall'incontro fortuito, durante un temporale, di quattro medici: un arabo, un ebreo, un latino e un greco (Adela, Elino, Salerno e Ponto).

Un testo fondamentale della Scuola fu il Regimen Sanitatis Salernitanum, è un trattato a carattere didattico-didascalico in versi latini che raccoglie 103 aforismi in versi che fu pubblicato nelle maggiori città europee, dalla invenzione della stampa a caratteri mobili e fino ad oggi, in oltre 200 edizioni.

La Scuola Medica Salernitana per tutto il Medioevo godette di grandissimo prestigio e Salerno fu il punto di riferimento per chiunque avesse bisogno di cure o volesse apprendere l'arte medica e fu anche la prima istituzione europea in cui le donne goderono di diritti pari a quelli degli uomini.

1000 

Nell'Italia meridionale è segnalata la presenza dei Normanni.

1076 

Roberto d'Altavilla, abile  condottiero normanno prese d'assediò Salerno, in questo momento storico retta dal cognato, il principe Gisulfo II. Le truppe d'Altavilla non condussero un vero e proprio attacco strategico alla città, piuttosto deciso di attuare una tattica di "mantenimento". Questa tattica consisteva nel bloccare gli accessi alla città con truppe di uomini che, formando una cinta intorno alla città, impedivano di fatto ai cittadini di portare all'interno i viveri: l'assedio di mantenimento durò circa otto mesi e la città venne espugnata per fame passando sotto il dominio normanno di  Roberto d'Altavilla.

Salerno divenne ben presto il punto di riferimento del territorio meridionale Italiano. le cronache del periodo riportano:

«Nel 1087 Amalfi, Gaeta, Genova, Pisa e Salerno, su invito di Papa Vittore III, occuparono molte zone dell'Africa rendendo i Re di Tripoli e Tunisi tributari della Santa Sede. Con 300 navi e 30.000 uomini occuparono Pantelleria; la flotta araba non uscì dal porto perché indebolita dalle sconfitte inflittegli da Ruggero d'Altavilla. L'8 agosto 1088 (S. Sisto) sbarcarono a Zawila, ruppero le catene di sbarramento al porto, devastarono la città e le navi ed occuparono la penisola di Mahdia.»


Vengono avviati i lavori per la costruzione del duomo in stile arabo-normanno dedicato all'Apostolo Matteo a seguito del ritrovamento sotto la precedente cattedrale delle spoglie mortali del santo. Il campanile è un esempio della fusione arabo-normanna del periodo, dove vi sono situate ben otto grandi campane. 

vista della cripta interna alla Cattedrale di San Matteo


1076-1080

Fu costruita la nuova reggia, ovvero Castel Terracena,  dal duca normanno Roberto il Guiscardo  con lo scopo di aumentare il sistema difensivo della città.  Il castello  è situato a ridosso a quelle che, al nostro secolo, sono le mura orientali della città, sulla sommità di un'altura, ad est del duomo.  

1261

Alla morte di papa Alessandro IV il castello viene fatto dono ai monaci benedettini come ringraziamento per aver concesso l suolo dove lo stesso castello fu edificato. 


1127

la capitale dei domini normanni, unificati da Ruggiero d'Altavilla, passò a Palermo, perché la dinastia normanna di Salerno si era estinta col duca Guglielmo; Salerno, comunque, continuò a mantenere un ruolo di rilievo tra le città del Regno di Sicilia.

1160

in seguito alla rivolta dei baroni, Guglielmo I decise di punire la città distruggendola, così come aveva già fatto per Bari. Malgrado le intercessioni dei salernitani Matteo d'Aiello e Romualdo Guarna, la flotta del sovrano salpò da Palermo alla volta del golfo di Salerno. Durante il viaggio però una provvidenziale tempesta respinse violentemente le navi: il popolo salernitano (per la prima volta) attribuì a San Matteo la salvezza della città.

1500 - 1530

Il XVI secolo fu un periodo funesto per la città. Già durante la prima metà del secolo l'ultimo discendente dei Sanseverino (Ferrante Sanseverino, contrario all'Inquisizione) entrò in conflitto con i governanti spagnoli, portando alla rovina l'intera famiglia. La loro caduta si ripercosse anche sulle popolazioni, poiché i loro beni furono confiscati, suddivisi e quindi donati o venduti a numerosi signori, segnando l'inizio di un lungo periodo di decadenza per la città di Salerno.

1544,27 giugno 

accadde un episodio leggendario che rimarrà nella memoria della città attraverso il suo stemma: il 27 giugno di quell'anno il pirata Kahir-Ad-Din entrò nel golfo di Salerno con le sue navi e rimase in rada davanti alle città di Salerno ed Amalfi, preparandosi ad attaccarle e saccheggiarle. Le due città si prepararono al peggio; molti abitanti corsero alle armi, altri fuggirono sulle colline, altri ancora si radunarono nel duomo di Salerno chiedendo protezione al santo patrono. Fu così che avvenne un avvenimento miracoloso: un'improvvisa e violenta tempesta ricacciò le navi dei pirati e salvò la città dal pericolo. I salernitani ringraziarono il loro santo patrono e ne inserirono l'effigie nello stemma della città.