Città di Crotone


1284

Fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro. Alla morte nel 1434 di don Niccolò, figlio di Antonello e ultimo marchese di Crotone, gli successe la figlia Giovannella, assassinata nella sua dimora un anno dopo. Indi le successe la sorella Enrichetta, che sposò in seconde nozze il nobile spagnolo Don Antonio Centelles, conte di Collesano e principe di Santa Severina, senza eredi.

Durante il periodo svevo Crotone, detto anche Cotrona, è una città demaniale e commerciale importante specie per l'estrazione di vettovaglie. L'imperatore Federico II oltre a prestare particolare cura ai castelli, fece costruire due porti uno sul Tirreno a "Bivona" e l'altro sull'Ionio a "Cotrona". 


1239, 5 ottobre

Nell'ordinamento dei nuovi porti "ad extrahenda victualia" ,viene indicatro  il nome del custode e del notaio del nuovo porto di Crotone: "In Cotrona novus portus / Custos Nicolaus Barbatus de Cotrona / Notarius Bencivinius de Cotrona" . Sempre nello stesso mese a sicurezza della città nominava castellano del castrum di Crotone Petro Rufo. 


1240, 3 maggio 

Un ordine dell'imperatore a Johannes Cioffus di vigilare sul nuovo porto ("Mandata ad Johannem Cioffum magistrum camerarium a porta Roseti usque Farum ut novos portus in Cotrona et Bivona statutos et alios jurisdictionis ejus bene custodiat ..." Huillard–Breholles J.L.A., Historia, t. V, I , 409, 419; II, 953-954).

1259 

il re  Manfredi di Hohenstaufe stipula con i commercianti della Repubblica Serenissimi di Venezia il contratto, chiamato "estedio" che comprendeva i territori conferma ai Veneziani un contratto commerciale e lo estende anche a Ragusa e Zara, colonie veneziane (Spremic M., Scambi commerciali tra la repubblica slava di Ragusa, i Balcani e la Calabria nel basso Medioevo, in Calabria Sconosciuta, n. 7/8, 1979)

Il commercio è soprattutto attivato da Amalfitani, Pisani, Genovesi, Fiorentini e Veneziani, che imbarcano legname della Sila e generi alimentari.