Città di Matera


1043

Dopo l'insediamento dei Normanni, Matera è retta dal conte Guglielmo d'Altavilla, chiamato Guglielmo Braccio di Ferro un cavaliere normanno, il maggiore dei figli di Tancredi d'Altavilla venuti in Italia, e omonimo del fratellastro.

La città, costituita allora dalla rupe della Civita, è cinta di mura da un lato, mentre dall'altro lato è protetta dal burrone della Gravina.   


1093

Matera conosce un periodo di relativa prosperità: infatti, papa Urbano II visita Matera, la vivacità anche culturale della città è testimoniata dalla presenza monastica basiliana e bizantina, nonché dalla figura di San Giovanni da Matera.


1200

 arrivano nella zona delle Murge, ed in particolare a Matera, monaci eremiti e comunità monastiche che si stabiliscono nelle grotte della Gravina trasformandole in Chiese rupestri (ce ne sono circa 150), impreziosite da affreschi di stile bizantino.

Matera diventa così punto di incontro tra Oriente ed Occidente della cosiddetta civiltà rupestre, tra arte bizantina degli anacoreti ( religiosi che abbandonarono la società per condurre una vita solitaria con al preghiera ) e l'arte dei pastori locali. 

I Normanni, seguaci della Chiesa Romana, tendono ad affermare la loro religione, cosa che avviene in maniera netta nel XIII secolo, quando viene costruita costruita in stile romanico pugliese la Cattedrale  della Madonna della Bruna e di Sant'Eustachio , oggi, chiesa madre dell'arcidiocesi di Matera-Irsina.

cattedrale di Matera

1400 e 1500

La città vive un positivo periodo di rinascita sociale ed economica, dove prosperano i commerci e si sviluppano progetti formativi, come quello  dell’istituzione dell’Università, 


1540

Vennero avviati i lavori per la costruzione del Palazzo del sedile destinato alla funzione di sede delle adunanze municipali dell’università cittadina. La facciata è caratterizzata da un grande arco d’ingresso fiancheggiato simmetricamente da due torri campanarie, l’una con meridiana e l’altra con l’orologio.

L’amministrazione comunale riuscì così a trovare spazio tra nobiltà locale, clero e feudatari e permise lo sviluppo e il consolidamento di un certo ceto medio artigianale. Profonde riforme caratterizzarono l’evoluzione sociale della città: la riorganizzazione della fiera ,il riconoscimento giuridico di alcune associazioni artigianali le franchigie ottenute in alcuni mercati che permisero ai commercianti materani di avere rapporti di scambi commerciali con i veneziani e con varie regioni del Regno e erano presenti in città anche botteghe qualificate.

Tutto ciò, però, mal si sposava con le limitazioni imposte dal potere feudale e quando la città si trovò sottomessa ad un feudatario che la vessò in maniera esosa e che diventò diretto concorrente del ceto medio locale, il conte Tramontano, di cui si è già parlato in un precedente articolo, reagì unitamente eliminandolo. 


1577

I feudatari Orsini del Balzo,  famiglia nobiliare fondata da Raimondo "Raimondello" Orsini, che per eredità del conte di Soleto, Raimondo del Balzo, fratello dell'ava Sveva del Balzo, lasciarono  la gestione politica e amministrativa della città ad alcune famiglie nobili del posto, conosciute ed apprezzate dalla popolazione.

purtroppo l'aumento delle tasse richieste ai cittadini volute dalla corte di Spagna per la conferma dei privilegi reali, il potere del clero e dei nobili e i loro interessi sempre dominanti rispetto a quelli della classe artigiana colpirono soprattutto le classi più deboli. 

Iniziarono cosi congiure e lotte interne limitarono lo sviluppo della città a discapito delle fascie più deboli, allora i lavoratori delle terre ai quali furono espropriati i terreni.  

 Sotto il regno di suo figlio, Ferdinando I re di Napoli, Matera gode di speciali privilegi e diventa il centro strategico delle operazioni militari organizzate dal sovrano contro i turchi i quali, dopo la presa di Costantinopoli, avevano saccheggiato Otranto. 

In questo periodo la città entra nel Regio Demanio, assiste al rafforzamento dei gruppi imprenditoriali locali e comincia ad eleggere il sindaco e l'assemblea comunale. Tuttavia, nel passaggio dagli angioini agli aragonesi, Matera si era inserita nel sistema di un regno caratterizzato da rapporti economico-politici di chiaro stampo feudale che perpetuava l'arretratezza e subalternità della popolazione. Nonostante alcuni sforzi della dinastia aragonese, il regno versava in una situazione di grave crisi economica, che fu ulteriormente aggravata dal temporaneo ritorno dei francesi con Carlo VIII.

I materani ancora una volta accolsero con gioia il ritorno degli aragonesi, ma Ferdinando II sottopose la città al giogo feudale, affidandone il governo a Giovan Carlo Tramontano.


1514 ,29 dicembre
L'ascesa al potere di quest'ultimo e il suo dominio opprimente per la popolazione e la nascente borghesia della città causò un diffuso malcontento, sfociato il 29 dicembre del 1514 nell'assassinio del conte Giovan Carlo Tramontano. nei pressi della cattedrale, in una stradina laterale che da quel momento è stata ribattezzata “via Riscatto”. 

1590

Sino alle fine del 1500 la città fu soggetta alla signoria feudale, anche se i signori, forse preoccupati di nuove insurrezioni come quella che era costata la vita al conte Tramontano, non si intromisero nella vita cittadina e il loro dominio fu quasi esclusivamente formale. Tra la fine del '500 e l'inizio del '600, la città fu caratterizzata da un certo dinamismo economico ma nel corso del '600 i mali cronici del Regno di Napoli si aggravarono e fenomeni quali povertà, vagabondaggio e formazione di bande armate divennero molto comuni. Questa situazione di instabilità sfociò presto in una serie di rivolte antispagnole (come quella di Masaniello), che presto furono soffocate nel sangue.

1481

la città, che ha partecipato alla difesa di Otranto dall'assalto dei Turchi, ospita il Re di Napoli Ferdinando I  d'Aragona, ramo di Napoli, meglio conosciuto come Ferrante I  l'unico figlio maschio, illegittimo, di Alfonso I di Napoli, fu re di Napoli dal 1458 al 1494. (detto anche Ferrante), che la sceglie come sua residenza provvisoria e come base della sua controffensiva.

Re di Napoli Ferdinando I  d'Aragona

1514

la popolazione inferocita dalle ingiustizie subite ed oppressa dalle tasse insorge e uccide il conte Giovan Carlo Tramontano  (Sant'Anastasia, 20 ottobre 1450 – Matera, 29 dicembre 1514) . Singolare è la storia della città che per godere il privilegio di città libera ad autonomo reggimento, dipendente cioè non da un barone ma direttamente dal re di Napoli, è costretta a riscattarsi l'autonomia più volte con grandi sacrifici.

In questi anni Matera e i suoi territori vedono svilupparsi una massiccia immigrazione degli degli Schiavoni, popolazioni di origine serbo-croata ed albanese, che nei territori medesimi nonchè nei"sassi", antichi alloggi scavati nella pietra della montagna, vedono la creazione di intere comunità conosciuta col nome di  Casalnuovo.

abitazioni di Casalnuovo dei sassi

 

1663 

in epoca spagnola, Matera esce dalla provincia di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante, diventando capoluogo della Basilicata e sede di Regia Udienza, un'antica istituzione giuridica corrispondente all'attuale Corte d'appello, con competenze giurisdizionali . La presenza del Tribunale della Regia Udienza favorisce il formarsi di una classe di giurisperiti, impegnati nelle contese che vedono contrapporsi le Università e i baroni. La città vive quindi un periodo di sviluppo edilizio e demografico, favorito anche dai vivaci contatti commerciali con i porti pugliesi e da un'attiva vita culturale.