Città di Teramo



1353

il governatore d'Abruzzo Filippo Principe di Taranto, fratello del Re Carlo III di Napoli diede ilvia ad un grande progetto di ricostruzione della città, compreso le fortificazioni. Un grande terremoto infatti, colpì duramente le città di Lanciano, Oetona e vasto. Venne costruita anche una grande mura a cinta della città

1363

La città rientra nel  vescovato di Pietro Della Valle. Vi furono diverse liti e sommosse tra la popolazione ed in particolare tra Termo e la cittadina di  Campli a acusa del feudo Melatino. La chiesa alimentò la sommossa facendo battere i rintocchi alla campana grande della Cattedrale di San Berardo, dando il segnale di "presa delle armi" alla popolazione che, nel giro di poche ore, iniziò  a saccheggiare le campagne camplesi, costoro di rimando chiesero la protezione di Giovanna, la quale promosse una transazione. Questa non riuscì a conciliare le parti, benché Giovanna richiedesse la pace immediata tra le due città, e che Teramo rinunciasse al feudo di Melatino, e ai colli di Santa Vittoria. La pace fu siglata dai due sindaci nella chiesa di Sant'Angelo in Castrogna.

1381 

fu incoronato re Carlo III di Durazzo, il quale promosse immediatamente il suo servitore militare Antonio Acquaviva come giustiziere d'Abruzzo, promuovendo poi a contea il castello di San Flaviano. 

1388

 a Campli era capitano Andrillo Mormile, vice-reggente d'Abruzzo a causa della giovane età di Ladislao, che alloggiava nella casa detta "di Santa Margherita". A causa di un incidente la casa prese fuoco, e venne saccheggiata dai cittadini, facendo fuggire Andrillo, che si appellò a Margherita; a causa di questo incidente, le complicazione per Campli si ingrandirono quando il suo feudo Civitella del Tronto fece lega con Ascoli, arrogandosi il diritto di cittadinanza.
Entrato in maggiore età Ladislao, e riconosciuto sovrano di Napoli, Errico Melatino esule offrì i suoi servigi ad Antonio Acquaviva, nella speranza di potersi vendicare contro Antonello, cedendogli inoltre il governo dell'Università di Teramo. 


1390, 22 novembre 

il Conte Acquaviva  con le proprie truppe composte da mercenari e irregolari, marciò su Teramo,  senza che nessuno alle porte della città, si opponesse al suo ingresso ( in realtà le guardie alle porte della città, vennero corrotte con molti danari per lasciare aperto il varco).

1393, l 6 maggio 

 Antonio Acquaviva acquista al città di Teramo dal Gran Connestabile Conte Alberico Di Balbiano  35.000 ducati. 


1400-1401 

Inizio delle lotte tra i De Melatino (Roberto) e i De Valle
Nei primi anni del Quattrocento viene ucciso il tiranno Antonello De Valle. Il suo castello, ubicato nei pressi dell'attuale piazza Garibaldi, fu demolito a furor di popolo. Del castello del tiranno, della vita sfarzosa che questi conduceva, delle grandiose naumachie riferisce ampiamente il Muzii nella sua storia. I resti del castello sono ben visibili nel sottopassaggio di piazza Garibaldi;

1407 

congiura dei Melatino che portò all'uccisione del signore di Teramo Andrea Matteo Acquaviva, a seguito della quale vennero ritenuti colpevoli ed esiliati i figli di Errico Melatino e i fratelli Tommaso e Berardo Paladini, figli di Giovanni di Cola.

1410 circa 

Su committenza degli agostiniani, il pittore veneziano Jacobello del Fiore dipinge il Polittico, alla cui base raffigura una veduta di Teramo che, per quanto si conosce, è la più antica esistente;

1420-24 

per conto della regina Giovanna II, Braccio da Montone è signore di Teramo, riporta un poco di ordine nella città. (Giacinto Pannella nella sua Guida illustrata di Teramoafferma 1421-1424)

1440 

in un momento di calma il Parlamento teramano lavorò agli Statuti cittadini, che il canonico della Cattedrale Giacomo di Bartolomeo di Leonardo da Teramo trascrisse con cura amorevole.
Teramo dal 1436 al 1442 fu governata da Francesco Sforza, la città si caratterizza come Città comunale (precisare circostanze) (Pannella nella sua Guida afferma che Francesco Sforza soggiornò a Teramo dal 1438 al 1443)

Dal 1433 al 1448 

Nicola da Guardiagrele realizza il grande Paliotto per il Duomo di Teramo

1442, Giugno

il regno di Napoli oramai è indebolito e viene conquistato dalle truppe  degli spagnoli Aragonesi.


1456 

Forti scosse di terremoto si verificarono negli Apruzzi, specialmente il Citeriore, con rovine di edifici e con la morte di alcuni abitanti. La prima scossa avvenne nella notte tra il 4 e 5 il dicembre e altre ne seguirono nei giorni successivi. In Teramo (scrive lo storico Muzio Muzj)," ... gettò a terra molte case, con morte di ducento, e più persone. Rovinarono la chiesa di San Francesco, San Domenico e San Berardino.

1458

Morte di Alfonso V d'Aragona: confermati i privilegi delle città demaniali: Lanciano, Teramo, Chieti.


1461

Un violentissimo terremoto si abbatte sulla città, facendo crollare la chiesa di San Domenico cosi come la chiesa di San Bernardino e la chiesa di San Francesco (oggi Sant'Antonio) appena riedificata dopo il terremoto del 1456. I