Raffaello Sanzio


Raffaello Sanzio, ritratto di Bindo Altoviti (1515). 
Olio su tavola, 59,7 cm x 43,8 cm.



Raffaello Sanzio 

  • data di nascita: Urbino, 28 marzo? 6 aprile? 1483 
  • data di morte: Roma, 6 aprile 1520 

Grande uomo del rinascimento italiano, pittore sopraffino e profondo conoscitore degli stili artistici e architettonici, è stato un grande architetto visionario e capace di cogliere il senso del cambiamento. E' stato un abile ritrattista in grado, con il suo tratto derivato dalla scuola del Perugino, di far emergere, dai dettagli, l'anima e la forza dell'immagine. Ha ritenuto Leonardo da Vinci, il più grande tra i grandi geni della sua epoca. 




attribuzione della data di nascita:

1483, 28 marzo: 1^ ipotesi - Raffaello nasce  alle tre di notte ( stesso orario di nascita di Leonardo ad Vinci) come riporta nei suoi scritti il Vasari.

1483,  6 aprile: 2^ ipotesi -  secondo una lettera scritta da  Marcantonio Michiel e indirizzata a Marcantonio Michiel ad Antonio Marsilio, proprio Michiel afferma che il 6 aprile è il giorno di"passaggio a miglior vita" ( data di morte) di Raffaello, è lo stesso giorno nel quale muore Jesus Cristhi, il venerdi antecedente la SS. Pasqua Cristiana ( questa lettera è confermata dall'epitaffio attribuito al poeta Antonio Tebaldeo)**

** In entrambi i casi, anche se compresi di documentazione ( spesso nelle trascrizioni del Vasari, sono apparse incongruenze anche in riferimento allo stesso Leonardo da Vinci), consigliamo prudenza nell'affermare la certezza della data di nascita.  

Primo e unico figlio di Giovanni Santi e di Maria di Battista di Nicola Ciarla. Il cognome "Sanzio" infatti non è che una delle possibili declinazioni di "Santi", in particolare derivata dal latino "Sancti" con cui Raffaello sarà poi solito, nella maturità, firmare le sue opere. 

1491, 7 ottobre - muore la madre. 

Il padre convoglia a nuove nozze con dama Berardina di Piero di Parte, diventando padre di Elisabetta. 

Cresce ad Urbino, che in questo momento storico è considerata al centro dell'arte rinascimentale. Si reca spesso, grazie all'autorizzazione del padre che ha modo di insegnargli le basi della tecnica dell'affresco , alle sale del Palazzo Ducale della città, e ha modo di vedere e di studiare le tecniche e le opere esposte dei più grandi maestri, quali:

  • Melozzo da Forlì
  • Francesco di Giorgio Martini
  • Piero della Francesca
  • Luciano Laurana
  • Pedro Berruguete
  • Giusto di Gand
  • Antonio del Pollaiolo

Nella bottega del padre, il giovanissimo Raffaello apprese le nozioni di base delle tecniche artistiche, tra cui probabilmente anche la tecnica dell'affresco: una delle primissime opere a lui attribuite è infatti la Madonna di Casa Santi, delicata pittura murale nella casa familiare.

1494, 1 agosto - muore il padre. 

prende in mano i lavori della bottega del padre ( non lavora quindi in bottega dal Perugino, con il quale però ha rapporti) insieme ad un allievo dello stesso padre che già lavora in bottega, un certo Evangelista da Pian di Meleto, insieme a Timoteo Viti da Urbino, che conosceva Francesco Francia.

1497 - vi è traccia su una tavoletta della Natività della Madonna nella predella della Pala di Fano, commissionata al Perugino, dove Raffaello è stato chiamato proprio da lui, per intervenire su alcuni dettagli.

1498, ottobre - a Perugia, interviene anche sulle figure degli affreschi del Collegio del Cambio a Perugia, lavorando sulle cromìe, in particolare sulle ombre e sulle luci, segnandone in modo marcato i perimetri.

1498 - la sua prima opera completa è l'affresco della Madonna col Bambino, presente proprio nella stanza della sua casa di nascita, casa Santi a Urbino.

1499 - Città di Castello, gli viene commissionata dalla confraternita della cittadina, la sua prima vera opera, detta stendardo della Santissima Trinità 

1500, 10 dicembre - Raffaello ed Evangelista da Pian di Meleto sottoscrivono il contratto per dipingere insieme la Pala del beato Nicola da Tolentino, su commissione diretta delle monache del monastero di Sant'Agostino. Il contratto Raffaello viene indicato in qualità di magister Rafael Johannis Santis de Urbino. Questo è un passaggio importante, in quanto denota che Raffaello viene considerato maestro d'arte. 

1501, il 13 settembre - viene terminata  Pala del beato Nicola da Tolentino,   

1502 -  a Città di Castello termina la Crocifissione Gavari . Il vasari annota sul suo taccuino le considerazioni dopo aver visto quest'opera e scrive:  

"...Crucifisso, la quale, se non vi fusse il suo nome scritto, 

nessuno la crederebbe opera di Raffaello, ma sì bene di Pietro..."

 
il Vasari ovviamente parlando di Pietro, fa riferimento esplicito alo stile pittorico del Perugino

1503 - a città di Castello termina  Sposalizio della Vergine
1503, settembre -  - riceve l'incarico, dalle monache del convento di Sant'Antonio a Perugia, di una pala d'altare, chiamata la Pala Colonna. 

1503 - si ha testimonianza di viaggi a Firenze, dove ha modo, con buona probabilità di conoscere o vedere le opere di Leonardo da Vinci, poi Siena presso la bottega dell'amico Pinturicchio, oramai malato e quasi isolato, con il quale lavora ai preparatori ( cartoni di impostazione ) per gli affreschi della Libreria Piccolomini.

15011505 -  svolge personalmente alcune opere importanti, tra le quali:

  • tre pale d'altare: la Pala Colonna, per la chiesa delle monache di Sant'Antonio
  • la Pala degli Oddi, per San Francesco al Prato 
  • L'Assunzione della Vergine per le clarisse di Monteluce, conclusa da Berto di Giovanni
  • Nella Resurrezione di San Paolo del Brasile Roberto Longhi 
  •  Madonna Solly
  • la Madonna Diotallevi
  • la Madonna col Bambino tra i santi Girolamo e Francesco].


1504 - dipinge lo Sposalizio della Vergine, presente nella chiesa di San Francesco di Città di Castello.

1504 - si trova a Perugia e si occupa della Pala Ansidei, una Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Nicola da collocare in una cappella della chiesa di San Fiorenzo.

1504, 1 ottobre -  Viene a conoscenza della presenza a Firenze del grande Leonardo da Vinci che stà affrescando la sala dei cinquecento con la battaglia di Anghiari.

Si mette immediatamente in contatto con la moglie del duca di Senigallia, nonchè sorella del duca di Urbino,Giovanna Feltria, alla quale chiede una lettera di presentazione da indirizzare al gonfaloniere a vita Pier Soderini, uomo molto potente in questo momento nella cittadina toscana. La lettera è una vera e propria raccomandazione dove viene indicato che:


"...Raffaello, figliolo di Giovanni Santi il quale avendo buono ingegno nel suo esercizio, ha deliberato stare qualche tempo in Fiorenza per imparar d'arte e di mestiere. [...] lo raccomando alla Signoria Vostra».



La lettera giunge a destinazione e viene letta dal Pier Soderini, ma non vi è nessun seguito.

Raffaello molto probabilmente ha avuto modo di vedere i lavori, presso la sala del consiglio, in fase di esecuzione sia di Leonardo da Vinci, che di Michelangelo.

Nello stesso periodo, acquisisce commesse da:

  • Lorenzo Nasi, dipingendo la Madonna del Cardellino,
  • dal cognato di Lorenzo Nasi, dipingendo la Sacra Famiglia Canigiani),
  • dalla famiglia Tempi esegue la madonna Tempi
  • lavora per i coniugi Agnolo 
  • lavora per Maddalena Doni.

Raffaello è in questo momento a Firenze, città che ama per il suo fermento artistico: frequenta molte botteghe, si confronta, passa molto tempo ad osservare le opere presenti presso le chiese e conventi della città, come le opere di Masaccio, Donatello, Leonardo e Michelangelo, al fine di vedere e conoscere i diversi stili pittorici, delle nuove tecniche.

Raffaello conosce personalmente alcuni importanti artisti di quest'epoca, tra i quali:

  • Antonio da Sangallo,
  • Fra' Bartolomeo,
  • Aristotile da Sangallo,
  • Baccio d'Agnolo,
  • Andrea Sansovino,
  • Ridolfo del Ghirlandaio,
  • Francesco Granacci.
  • Taddeo Taddei 
1505 - a Perugia depone la firma sull'affresco con la Trinità e santi nella chiesa del monastero di San Severo, completata in seguito nella parte inferiore dal Perugino.

1506 - esegue per Taddeo Taddei, col quale diventa un grande amico, la Madonna del Prato di Vienna.  

1506 - risulta essere ad Urbino, presso la corte di Guidobaldo da Montefeltro per dipingere alcune tavolette.

probabilmente si sposta a Mantova per dipingere anche ritratti di Guidobaldo e di Elisabetta Gonzaga, sua moglie.
Si sposta a firenze dove è chiamato da influenti famiglie fiorentine, dove dipinge una serie di madonne, tra le quali:  

  • la madonna col Bambino e san Giovannino
  • la Bella giardiniera 
  • la Madonna del Cardellino
  • la Madonna del Belvedere

Le composizioni divengono via via più complesse e articolate, senza però mai rompere quel senso di idilliaca armonia che, unita alla perfetta padronanza dei mezzi pittorici, fanno di ciascuna opera un autentico capolavoro. 

1507 - dipinge la Sacra Famiglia Canigiani 
In questo momneto Raffaello si trova certamente a Firenze, dove rapito dalle opere di Leonardo da Vinci, ne riproduce nelle esecuzioni di commesse riguardanti ritratti, una marcata influenza Leonardesca, come:

  • la Donna gravida
  • Agnolo Doni 
  • Maddalena Strozzi, ( derivazione della Gioconda)
  • la Dama col liocorno 
  • la Muta 

1507 - si dedica alla Pala Baglioni su commissione di Atalanta Baglioni, destinata a un altare nella chiesa di San Francesco al Prato a Perugia, anche se dipinta interamente a Firenze.  
1508 circa - la Madonna del Baldacchino. A seguito dell'invito a Roma da parte di Giulio II, l'opera non viene terminata. Papa Giulio II ha avviato un progetto di ricollocazione della città, con l'intento di rendere Roma il centro dell'arte religiosa. Per fare questo, oltre che chiamare Raffaello, su suggerimento di Donato Bramante come testimoniato dal Vasari, si ha notizia certa di altri artisti presenti nella città, tra i quali Michelangelo e il Ghirlandaio,  il Sodoma, Bramantino, Baldassarre Peruzzi, Lorenzo Lotto.

Il suo compito è quello, con altri artisti come il Sodoma, Bramantino, Baldassarre Peruzzi, Lorenzo Lotto, di occuparsi delle decorazioni all'interno degli appartamenti papali. Vista la sua capacità pittorica, Giulio II, gli affida i lavori presso la stanza della segnatura, quali,  

la Disputa del Sacramento e la Scuola di Atene.

1511 - si occupa dell'affresco del Trionfo di Galatea 

1512 - ritratto di papa Giulio II
1513 -  papa Giulio II muore a Roma. Gli succede, Leone X, discendente della famiglia dè Medici di Firenze, il quale convoca Raffaello per commissionargli altre opere, ritenendolo capace e di fine tratto artistico.

1513/14 - la Madonna Sistina 

1514 - la potente famiglia Chigi di Roma, gli commissiona un affresco, detto l'affresco delle Sibille e angeli  in Santa Maria della Pace. 

1514 - si occupa del progetto della Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo, dove è impegnato anche nella parte architettonica, nonchè per la creazione dei preparativi legati ai mosaici della cupola.

1514 -  la pala con l'Estasi di santa Cecilia
1514 - Il Ritratto di Baldassarre Castiglione  e quello di Fedra Inghirami, noto per l'accentuato strabismo.

1516 -  La Madonna del Divino amore

1518 - si occupa de alla Loggia di Psiche
1518/19 - Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi 
Si registrano collaborazioni con maestri incisori, ai quali affida realizzazioni di stampe, al fine di divulgare il più possibile la sua arte. Tra questi incisori, si è avvalso di:

  • Marcantonio Raimondi, 
  • Agostino Veneziano, 
  • Marco Dente 
  • Ugo da Carpi

1518 - si occupa delle decorazioni di Villa Madama alle pendici del Monte Mario, su incarico di Leone X e del cardinale Giulio de' Medici. L'opera si sospende con Clemente VII e danneggiata durante il Sacco di Roma.

1520, 6 aprile? - Raffaello muore a 37 anni, nel giorno di Venerdì Santo.

Il Vasari afferma che i quindici giorni che hanno preceduto la morte del maestro, sono cominciati con:

"... febbre "continua e acuta, causa d'essa e per eccessi amorosi..."

Il suo corpo viene sepolto nel Pantheon, come da suo testamento. il grande umanista Pietro Bembo compone l'epitaffio che viene inciso sulla sua tomba:


LA)
« ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI »

(IT)
« Qui sta quel Raffaello, mentre era vivo il quale, la gran madre delle cose temette d'esser vinta e, mentre moriva, di morire. »