Tecnica della pittura a tempera


Si ha traccia dei primi manufatti colorati a tempera nella civiltà dei Maya, popolazione dell'America centrale, mentre nel bacino del mediterraneo in Egitto, e nel basso Oriente nel sud dell'India, Cina, Giappone.


Etruschi

La loro presenza in Italia si colloca tra il 'VIII al II secolo a.C. e la loro pittura a tempera è ben riportata nelle decorazioni funerarie all'interno delle tombe e nelle zone del basso Lazio sono ancora presenti le decorazioni pittoriche.
Abili nella lavorazione delle ceramiche che importavano dai paesi nel bacino del mediterraneo, hanno creato la pittura dell'arte funeraria, considerata per il suo tipo di tratto e di lavorazione, un modello pittorico di alto contenuto tecnico. 

Interno della tomba dei Leopardi di Tarquinia, pittura a tempera


Medioevo

In Europa si comincia a verificare un cambiamento sostanziale nell'utilizzo dei colori e la tecnica della colorazione a tempera viene richiesta per l'illustrazione degli antichi manoscritti medievali, considerati di grande importanza e che proprio per le loro caratteristiche interne nell'avere da fogli di pergamena o di pellame sui quali scrivere, gli stessi materiali risultavano ottimali per ricevere la pittura a tempera, senza modificare la consistenza dei fogli rendendoli più vivaci nelle immagini ne nelle raffigurazioni.

Manoscritti miniati datati 1395, pittura a tempera


La tecnica pittorica nel Rinascimento

Per tempera si intende la tecnica pittorica che utilizza l'acqua per sciogliere i pigmenti naturali  preparati in polvere e composti da resine vegetali, pietre e terre di diverso colore (bruna, rossa, marrone, etc.. ) e viene amalgamata mescolando albume d'uovo, colla di pesce e spesso gomma arabica, il tutto per consentire di creare una vera e propria amalgama emulsionata con acqua. 

Questa tecnica consente di ottenere un impasto liquido o semiliquido a seconda delle necessità dell'artista e in funzione del supporto sul quale si intende dipingere, se su carta, pietra legno o tela.

In diversi casi l'artista procedeva con con una imprimitura su entrambi i lati della tavola o della tela che utilizza, questo per evitare che l'umidità della parte dipinta e non dell'altra lasciata bianca, possa deformare la base e creare differenze di tenuta tra le due superfici.

Gli strati di pittura sono molto leggeri e vengono preparati con una emulsione composta generalmente dal rapporto 1:10, che equivale ad una parte di albume con dieci parti d'acqua che garantiscono una amalgama in grado di essere "stesa" senza difficoltà. 

Una volta stesa, il processo di asciugatura è immediato, e la pittura deve essere continua per evitare l'asciugatura del colore. Nei casi di una maggiore intensità del colore, veniva ridotta la quantità di acqua e si passava una seconda volta sul dettaglio che doveva risaltare rispetto all'intero disegno.
Il passaggio col colore fatto con pennello, doveva essere preciso evitando incertezze o rallentamenti, al fine di evitarne increspature o errori di tonalità.

In teoria non c'è limite al numero di strati applicabili. Per eseguire una velatura, è meglio inumidire da prima la superficie, in modo da far scorrere il colore con scioltezza e senza striature.

Le superfici a tempera morbide e delicate, non si scuriscono col tempo come avviene per gli olii, sebbene l'emulsione olio-uovo lo faccia.  


Leonardo da Vinci e la tecnica su tempera

Delle opere dipinte da Leonardo ve ne sono alcune più di altre che meritano di essere approfondite propri perché lo stesso Leonardo ha utilizzato la tecnica che abbiamo appena descritto.
Normalmente utilizzava diverse tecniche e diversi materiali come olio e tempera, solo olio, gesso e inchiostro, sanguigna e gessetto giallo, terra ombra, ambra inverdita e biacca.
Sotto sono elencate le opere di Leonardo che si riferiscono solamente a questa tecnica, cioè alla tecnica della pittura a tempera.


Bibliografia:

  • Max Doerner - Malmaterial und seine Verwendung im Bilde, achzente Auflage, F. Enke Verlag, Stuttgart 1994. ISBN 3-432-81048-2
  • Markus Stegmann, Renè Zey - Lexikon der Modernen Kunst, Techniken und Stile, Verlag Gruner+Jahr AG & Co., 2001. ISBN 3-570-19274-1
  • Rutherford J. Gettens, George L. Stout - Painting Materials, A short Encyclopedia, Dover Publications, Inc., New York 1966. ISBN 0-486-21597-
  • Ranuccio Bianchi Bandinelli, Antonio Giuliano, Etruschi e Italici prima del dominio di Roma, Milano, Rizzoli, 1976.