Tecnica del tonalismo


Il tonalismo, detto anche pittura tonale, è una tecnica artistica che si è sviluppata introno al '500 nell'area nord-est della penisola italiana. 

La tecnica prevede la stesura leggera del colore in diversi strati che si sovrappongono andando a formare una specie di sfumatura più o meno accentuata a seconda della "carica del colore" che si vuole dare durante il passaggio col pennello, ottenendo in questo modo un effetto plastico che si unisce e amalgama perfettamente a tutto l'ambiente dipinto dall'artista attraverso tutto lo spazio prospettico. 

Uno degli esponenti di questa tecnica fu Giorgione di Castelfranco Veneto che tra i suoi capolavori si trovano alcune opere di pittura che influenzeranno in futuro numerosi artisti diventati celebri come per esempio il Tiziano.  

Il grande biografo degli artisti Giorgio Vasari scriveva del Giorgione “...venuto poi l'anno 1507, Giorgione cominciò a dare alle sue opere più morbidezza e maggiore rilievo... senza far disegno, tenendo per fermo che il dipingere solo con i colori stessi... fusse il vero e miglior modo si fare il vero disegno

Giorgione. Pala di castelfranco. 1500-1504. Olio su tela. Castelfranco Veneto, Duomo.

Pala di castelfranco. 1500-1504. Olio su tela                particolare del volto


La pittura tonale

Questa tecnica, conosciuta molto bene da Leonardo, prevede una particolare attenzione alla luce: infatti si basa sulla capacità che una fonte luminosa è in grado di sviluppare in termini di intensità su un oggetto colpito.

  • Fonte diretta: luce intensa che colpisce il particolare
  • Fonte indiretta: luce debole che crea la penombra sul particolare

Questo tipo di illuminazione consente quindi la creazione di tonalità calde e fredde, intense e tenui creando nell'occhio umano una gamma cromatica detta intensità di luce, intensità che è in grado di riconoscere in quelli che si chiamano i "piani di profondità visiva". 

Il nostro occhio non è in grado di valutare e dividere l'insieme di colori miscelati su una superficie piana, e tanto meno le gradazioni di tonalità del colore, come ad esempio i toni chiari da quelli scuri, ma soprattutto non è in grado di farlo contemporaneamente, ma è in grado di stabilirne le differenze se questi piani sono sovrapposti l'uno all'altro.

 

Effetto tridimensionale

Questa tecnica crea una sua profondità, accentuando la prospettiva cromatica, senza per questo ricorrere alla sua progettazione nel disegno. 

Il tonalismo veneto offre una nuova dinamica nelle figure che hanno un proprio movimento che legato allo sfumato leonardesco, offre la profondità in evidenza. 

L'effetto cromatico sovrapposto

Prevede anche l'accostamento tra i colori complementari che uniti offrono una scala cromatica e visiva dagli effetti particolari o ad una prima teoria dei contrasti tonali tra i colori complementari. 

  • verde + rosso: aumenta la brillantezza di entrambi.
  • verde + viola: diminuisce la lucentezza creando opacità.

Alla base della scuola veneta che utilizzava questa tecnica, vi è stata grande sperimentazione sull'intensità visiva che era il frutto tra la pittura e la luce che colpiva le superfici. 

Queste tecniche furono direttamente sperimentate nei quadri, prima ancora che venissero teorizzate, e furono alla base del notevole fascino esercitato dalla pittura veneta: una pittura fatta di luce e di colore, ma soprattutto di intensità visiva.