Tecnica del chiaroscuro


Questa tecnica, non ancora definita come nel Rinascimento, viene usata sin dal Medioevo e ancor prima dai bizantini, dove la creazione delle profondità e degli spessori delle ombre non era particolareggiato e finemente curato, ma dava una idea approssimativa dello spazio.


1272

A Roma l'artista fiorentino Cimabue, pseudonimo di Cenni (Bencivieni) di Pepe è incaricato di realizzare un cartone per il mosaico del catino absidale del Duomo di Pisa dove questa tecnica inizia ad essere accennata con l'uso delle sfumature più delicate, riscoprendo il problema della luce e del modo in cui essa illumina in maniere diverse le differenti parti di un corpo, le materie e le superfici disparate. 

Il chiaroscuro è un effetto artistico basato sulla suggestione visiva che viene creato nel far risaltare delle immagini o figure dando ad esse una propria dimensionalità (profondità), attraverso la sovrapposizione di luce ed ombre al fine di creare le tonalità "chiare" e "scure". 

Attraverso questa tecnica Leonardo da Vinci è stato in grado di creare "l'ambiente volumetrico" dell'immagine, riportandola ad una visione prospettica dimensionale da riconoscerne le profondità.

Cartone di Sant'Anna - Leonardo da Vinci


Il chiaroscuro si ottiene stendendo sulla superficie le ombre sia con un colore che con più colori e lavorando non tanto sul soggetto del disegno, piuttosto sulle ombre che esso riproduce essendo colpito dalla luce.
Lo scuro quindi prende forma attraverso l'utilizzo del chiaro che lo esalta e da un senso alla profondità, accentua il dettaglio e allunga l'immagine in tutto il campo prospettico e visivo dell'occhio umano.

Alcuni estratti dei disegni preparatori di Leonardo da Vinci

San Girolamo - Leonardo da Vinci
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Adorazione dei magi di Leonardo da Vinci

In quest'opera del 1428 Leonardo fa bene attenzione a "caricare di colore", piuttosto ricercato, mantenendo lo stesso cromatismo, inoltre di lavorare molto sulla leggerezza dello sfumato che tende al monocromatico "ocrato", che oggi chiameremmo per definizione viraggio seppia.  

Adorazione dei magi - prima del restauro

Adorazione dei magi - dopo il restauro

Lo schema dei colori predominanti della Adorazione dei Magi. I cerchi indicano i punti dove è stata rilevata la codifica RGBa.
fonte: cultor college 
Evoluzione del colore nella pittura Parte I - XII - XVI secolo


La Gioconda

In quest'opera Leonardo da Vinci riassume tutti i suoi studi sulla dinamica delle acque e i suoi movimenti, nonché sintetizza lo studio della natura in forma generale e particolare come ad esempio gli effetti sovrapposti della luce a creare le profondità alle spalle della Gioconda: le ombre, lo sfumato dei cielo, le nuvole indefinite, le luci coordinate sia sul fondale che sulla Gioconda, senza creare disequilibrio cromatico.


Annunciazione di Cristo

In quest'opera Leonardo applica la prospettiva in senso puro: ogni dettaglio è rigidamente calcolato per dare l'effetto voluto.

In ogni angolo del quadro non vi è nulla di poco definito o di casuale, tutto è rigidamente riprodotto cosi come si trova in natura, ed è come se Leonardo stesso abbia voluto rappresentare il particolare in modo perfetto, quasi a compararlo con il soggetto principale della Madonna e del messaggio che lei riceve: l'Annunciazione. 
Riproduce le montagne sfumate, proprio per effetto della condensa e della rarefazione dell'aria, per poi miscelare un perfetto gioco d'ombre sul prato e definire il singolo dettaglio della flora.


Bibliografia

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  • C. Oleari (a cura di): Misurare il colore Hoepli 1998▪ 
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  • G. Wyszecki, W.S. Stiles: Color Science: Concepts and Methods, Quantitative Data and Formulae Wiley 1982 (II)