Il padre Piero da Vinci


1427
Nasce Ser Piero d'Antonio di ser Piero di ser Guido da Vinci (
1427 – 9 luglio 1504) fu il padre di Leonardo da Vinci, oltre che notaio e uomo di cultura fiorentino.

E' il discendente di una grande famiglia di notai e contabili e si ha traccia a partire da ser Guido di Michele (dal 1312), che ebbe due figlioli:  ser Piero dal 1360 e ser Giovanni dal 1359, entrambi impegnati al servizio della Magistratura di Firenze.

Ser Piero è padre di Antonio, quest'ultimo unito in matrimonio con Lucia, la figlia del notaio  ser Piero Zosi. 


1448, marzo

i ha notizia che Ser Piero, padre di Leonardo, comincia  il suo lavoro di notaio nelle vicinanze della Badia Fiorentina. Abitò a Firenze nell'area poi occupata da palazzo Gondi, in piazza San Firenze e poi in via Ghibellina. Ebbe la bottega nella stessa strada, di fronte al fianco del Palazzo del Podestà


1452

Prende come moglie Albiera di Giovanni Amadori, dalla quale avrà mai figli. In questo stesso hanno nasce il suo primogenito, Leonardo.

1457, 19 agosto -  Borgo dei Greci

Ser Piero abita nel Popolo di San Firenze data di una liberatio sclavae rogata da Ser Piero 

"in Populo Sancti Florentii, in domo habitationis mei notarii infrascripti", al 4 ottobre 1462. L'identificazione della casa è possibile grazie a un documento del 7 febbraio 1462, in cui sono indicati i confini dello stabile: 

"in Populo Sancti Florentii, in domo habitationis mei Petri notarii infrascripti, posita in dicto populo, cui a primo via, a II Domine Darie vidue, uxoris olim Iohannis Zuccheri, a III Chiassolino ex parte posteriori […]". Lo confermano i testimoni: un Amadori e un Buti, il fratello di Ser Piero, Francesco, definito "calzaiuolo".

In base alle recenti ricerche di Elisabetta Ulivi, questa casa si trovava nel Popolo di San Firenze, in Borgo dei Greci, prossima a quella che era Via del Canestruccio e anche alla casa degli Amadori (la famiglia di Albiera, prima moglie di Ser Piero).
fonte: Alessandro Vezzosi con la collaborazione di Agnese Sabato

San Biagio (già Santa Maria Sopra Porta) - Piazza di Parte Guelfa (1462-1467).


Dal 29 ottobre 1462 al 29 marzo 1464

Ser Piero abitò con la moglie Albiera nel quartiere di Santa Maria Novella, Popolo di Santa Maria Sopra Porta, in prossimità della Piazza di Parte Guelfa (alla quale si accede da via Pellicceria, dal vicolo della Seta e dal chiasso di San Biagio). La casa confinava da un lato con la strada, da un altro con Mario dei Nobili e su due lati con l'Arte del Cambio, che ne era proprietaria.


1463, 16 giugno

In questa casa, nasce Antonia, figlia di Ser Piero e di Albiera.


1463, 21 luglio

Muore nello stesso anno Albiera. Viene sepellita nella chiesa di San Biagio (già chiesa di Santa Maria Sopra Porta). 


1463, 4 ottobre

Ser Piero subaffittò per 5 anni, a Donato Franceschi, una casa di proprietà di Leonardo di Guasparre o di Maria Infangati, prossima alla Loggia dei Cerchi nel quartiere di Santa Croce (Popolo di San Romolo), che probabilmente aveva preso in affitto dubitando di poter restare nella casa dell'Arte del Cambio in Santa Maria Sopra Porta.


1468 

Ser Piero insieme al suo collega notaio ser Piero di Carlo del Viva, prende in affitto dei locali di proprietà del monastero benedettino, locali per svolgere 'attività.  


1470, 7 settembre

Per la chiesa della Santissima Annunziata e su incarico del marchese di Mantova Ludovico Gonzaga, cura personalmente alcuni atti di patronato delle cappelle della tribuna.  


1475

Con la terza moglie, Margherita di Francesco di Jacopo di Guglielmo (1475), ebbe finalmente sei figli; altri sei ne ebbe con il quarto e ultimo matrimonio, con Francesca Lanfredini.


1477

Il suo collega ser Piero di Carlo del Viva, lascia lo studio che rimane in affitto solo a ser Piero.


1449

Tra i clienti di ser Piero risultano esserci i Medici di Firenze e il convento di San Pietro Martire.

Piero si sposò ben quattro volte. Escludendo Caterina, da cui ebbe Leonardo, . La coppia accudì comunque amorevolmente il piccolo Leonardo, come testimoniano alcune note lasciate dal nonno Antonio. Albiera morì appena ventottenne nel 1464, quando la famiglia risiedeva già a Firenze, e venne sepolta in San Biagio. Ser Piero si risposò allora con la quindicenne Francesca di ser Giuliano Manfredini (1464), che pure morì senza progenie.

I grossi volumi dei suoi protocolli sono conservati presso l'Archivio di Stato di Firenze e si chiudono con un atto del giugno 1504, che precede la morte. Sono largamente interessanti per la storia delle arti, la rilevanza dei personaggi che ne sono protagonisti, per la rarità del contenuto. Ser Piero da Vinci infatti fu anche un uomo di grande cultura artistica. Come testimonia l'aneddoto del Vasari sulla vendita con notevole profitto della famosa Medusa dipinta da Leonardo, capì il talento del figlio e scelse per lui la bottega del Verrocchio.


Leonardo ebbe così dodici tra fratellastri e sorellastre, tutti molto più giovani di lui (l'ultimo nacque quando Leonardo aveva quarantasei anni), con i quali ebbe pochissimi rapporti, ma che gli diedero molte grane dopo la morte del padre nella contesa sull'eredità.

Anche due altri suoi figli (legittimi) furono uomini di talento e cultura.

  • Lorenzo fu autore di un Confessionale, ora conservato presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze.
  • Giuliano esercitò come il padre l'arte del notaio (1478-1525), e fu l'ideatore dei costumi eseguiti in occasione del carnevale fiorentino del 1516, a cui fu presente Leone X.

Accuratissimo calligrafo, è ricordato anche come possessore ed esecutore di uno dei più belli e complessi segni notarili conosciuti - un intreccio di tre anelli diamantati con rami cosparsi di fogliami d'alloro - per il quale è stato fatto il nome, almeno come ispiratore, dello stesso Leonardo. Allo stesso modo, una lettera «I» apre l'unico suo protocollo superstite e in essa sono disegnati profili umani.


1504, 9 luglio

Muore ser Piero da Vinci. il giorno 9 luglio del 1504, l'evento è così annotato dal figlio Leonardo: 

"A dì 9 di luglio 1504, mercoledì a ore 7 morì Ser Piero da Vinci, notaio di Palazzo del Podestà, mio padre a ore 7...

Secondo gli ultimi studi effettuati da Gustavo Uzielli e Angelo Paratico, emerge un profilo del padre di Leonardo piuttosto duro. Un padre scostante e profittatore, cinico e addirittura un predatore sessuale, un disonesto e opportunista. Che considerazione aveva Leonardo del proprio padre? Lo disprezzava.


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