I Piedi



Lo scheletro del piede 

E' molto simile allo scheletro della mano e questa somiglianza deriva dal fatto che entrambi hanno in comune quella che è chiamata l'origine delle strutture embrionali identiche. E' costituito dall'articolazione di 28 ossa incluse le ossa sesamoidi costanti del piede.

In medicina è suddiviso in tre gruppi do ossa:

  • Tarso: comprende il tallone e la caviglia;
  • Il metatarso: 5 ossa metatarsali;
  • Le falangi: 14 piccole ossa lunghe.

Lavaggio dei piedi

Nella Bibbia diventa segno di umiltà nell'episodio che vede protagonista Maria Maddalena di Magdala, discepola di Gesù che secondo il Nuovo Testamento e i Vangeli apocrifi, fu presente sia alla crocifissione di Cristo sofferente, sia alla sua resurrezione. Maria Maddalena durante un pranzo a Betania, cosi come  descritto nel Vangelo, massaggiò con l'unguento balsamico derivato dal nardo, che allora costava 1 libbra romana, pari a 300 denari,  i piedi del Cristo per poi asciugarli con i suoi lunghi capelli. Questo gesto della lavanda dei piedi riassume tutta la vita di Gesù, in quanto è un gesto simbolico di purificazione che Cristo chiederà a coloro che fanno parte di lui e che vivono in lui nella passione, morte e risurrezione, cosi come indicato nella Bibbia: "non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la Propria vita in riscatto per molti" (Mc 10,45).


2330 a. C.

Egitto

Le pratiche mediche di questo periodo sono testimonianza di una grande conoscenza del corpo umano e tra queste testimonianze tra le più importanti vi sono quelle di Sachmet , medico personale del faraone Sahura,  negli scritti di Imhotep, chirurgo del faraone Necherjet , cosi come nel papiro "Il papiro Edwin Smith" (datazione indicativa 1650 a.C.) dove vengono descritte le patologie le pratiche utilizzate. Vi sono le prime tracce a Saqqara, allora grande necropoli, all'interno di una grande tomba su un dipinto disegnato sul lato est della stanza, dove è rappresentato il massaggio del piede e della mano, chiamato riflessogeno. 


1600 -1100 a.C. 

I micenei della Grecia

La civiltà micenea, descritta già nei poemi di Omero del Tardo Elladico, prende il nome, Miceneo appunto, dall'area archeologica di Micene, attuale Grecia meridionale. Questi luoghi ritenuti sacri per il popolo, hanno dato vita ad una forma di sviluppo della cultura del corpo e la rappresentazione del piede, ritenuto all'epoca, il basamento della vita. 

In questo periodo si ha traccia dell’uso di calzature infradito che iniziarono ad essere utilizzate e mai dismesse, cosi come ritroviamo nelle statue classiche dove il piede appare sempre curato con l'utilizzo di unguento, frutto del fatto che nella vita le persone davano molta importanza all'estetica del piede e alla sua funzionalità, tanto da renderlo molti secoli più avanti, un mito "Achilliano", conosciuto come tallone di Achille. 


Dal 6 al 9 a.C.
Impero romano

I romani avevano un rapporto particolare con il piede e davano a esso significati molto diversi tra loro.

Poteva rappresentare, attraverso il lavaggio del piede in pubblico, un atto di sottomissione dovuto dai serventi o dagli schiavi nei confronti del loro dominante, il loro padrone, che li aveva acquistati per svolgere ogni tipo di lavoro. 

Lo schiavo quindi con il lavaggio dei piedi, si poneva al di sotto della vista del suo padrone e non poteva guardarlo negli occhi, ma dedicarsi a capo chino nel lavare i piedi del suo padrone che, in quanto tale, decideva della sua vita o della sua morte in qualsiasi momento. 

Per quanto riguarda invece l'esercito romano, il piede era considerato l'elemento più importante degli arti inferiori, in quanto doveva "saper condurre le legioni" in campi senza rallentamenti. 

Ecco allora che vi erano addetti al massaggio dei piedi dei legionari, che dopo intere giornate passate a camminare, potevano confidare su abili massaggiatori in grado di alleviare i dolori delle lunghe distanze percorse. A loro infatti viene  riconosciuta l'invenzione del plantare in cuoio che molti legionari utilizzavano.


960-1279

Cina

La dinastia Song nota per la diffusione della letteratura, gli studi avanzati delle scienze e della filosofia, ma anche per la creazione di modelli matematici, considerava il piede femminile quell'estremità del corpo dove regnava la bellezza e più il piede era di piccole dimensioni, più la donna era ben vista. Secondo questa tradizione, alle bambine che avevano tra i 2 agli 8 anni, venivano fasciati i piedi in modo molto stretto, con lo scopo di "deformarli" e fargli assumere una forma più piccola. Per fare ciò le fasciature erano molto strette e venivano tenute anche di notte, facendo calare alle bambine apposite scarpe, ritenute utili a creare la deformazione. Con la fasciatura il piede cambiava la sua forma, assumendo quella di mezzaluna a tal punto che durante il giorno, costringevano ad una camminata "innaturale", con il corpo inarcato all'indietro quasi a mantenere l'equilibrio per non cadere. La fasciatura doveva essere mantenuta per buona parte dell'età dello sviluppo, fino a far giungere la lunghezza del piede tra i 7 e i 12 centimetri, lunghezza che denotava il "lignaggio della famiglia" benestante. La pratica era diversa per i meno abbienti, cioè le classi allora definite "contadine", in quanto le figlie anche in tenera età, erano obbligate ad aiutare i genitori nel duro lavoro dei campi e questa pratica eseguita ad un età troppo acerba, non gli avrebbe consentito una corretta deambulazione. Solo intorno ai 15 anni e dopo aver prestato il loro aiuto alla famiglia, le figlie dei contadini potevano iniziare la pratica della fasciatura, in quanto a quell'età la crescita dell'osso non era ancora definitiva, quindi ancora malleabile nelle forme: solo a questo punto avevano il diritto di poter pensare al matrimonio.  


1700, Europa

In quest'epoca il piede assume connotazioni sociali completamente opposte dal mondo greco-romano, in quanto nella cultura del '700, il piede sia maschile che femminile è considerato come una parte meno nobile del corpo a tal punto che è preferibile nasconderlo dotto le lunghe vesti delle Dame o all'interno di calzature maschili piuttosto alte.


1517

Rinascimento italiano

Michelangelo Gerolamo Giovannini da Firenzuola, conosciuto come Agnolo Fiorenzuola, monaco di Vallombrosa, nel suo trattato “Sopra la bellezza della donna”  ha modo di descrivere i canoni tipici della bellezza femminile del periodo: 


“La donna, per essere definita bella, deve avere: capelli folti, lunghi e di un biondo caldo che si avvicini al bruno; la pelle deve essere lucente e chiara, gli occhi scuri, grandi ed espressivi, con un tocco di azzurro nel bianco della cornea; il naso non aquilino; bocca piccola, ma carnosa; mento rotondo con la fossetta; collo tornito e piuttosto lungo; spalle larghe, petto turgido dalle linee delicate; mani grandi, grassocce e morbide; gambe lunghe e piedi piccoli”.


Gli studi di Leonardo

Leonardo vede nel suo periodo che le donne, le dame, portano abiti molto lunghi fino a coprire i piedi ed è davvero difficile capire che tipo di calzatura indossino nei periodi freddi che nell'estate. Normalmente nel suo periodo le donne indossano delle calzature chiamate "pianelle", tipo delle pantofole di pelle molto sottile, e spesso sono fatte di raso o velluto resistente. 

Le donne più ricche possono permettersi calzature con ornamenti a filo d'orato e con incastonate delle piccole pietre preziose. 

Le più comuni sono scarpe con piccolo tacco a rientrare fatte in cuoio e tessuto morbido (in foto). Le scarpe con suole sono molto alte (circa 15 cm, molto simili ai classici "zatteroni", sono fatte di sughero rivestite in cuoio (questo tipo di scarpa è usata maggiormente dalle prostitute). Per gli uomini avere una scarpa lunga è fondamentale: poco importava il tessuto o il rivestimento, salvo non si trattasse di benestanti che avevano sino a dieci paia di scarpe, piuttosto occorreva una scarpa"quotidiana robusta.


Tra i sui tanti studi Leonardo, da molta importanza allo studio del piede in quanto lo ritiene il punto d'appoggio che divide i carichi del corpo.

Ogni piede scarica verso il basso la forza della metà del corpo e, immagina, quindi la sua struttura debba essere un prodigio di ingegneria naturale.

Si rende conto che il corpo umano, ed in particolare il piede, utilizza delle "protezioni" che cambiano in merito ad alcuni fattori:

  • Attrito: suola adeguata per camminare (cuoio, corda, pelle, legno);
  • Temperatura: scarpa rigida o morbida (tessuti caldi o tele);
  • Vezzo: colore o stile;
  • Protezione: scarpa aperta (sandalo) o chiusa.
Capisce dunque che la comodità e la sicurezza sono fondamentali per "il camminamento" e studiando il movimento naturale del piede riesce a capirne le dinamiche.


Di seguito, sono indicate alcune tavole anatomiche e la maggior parte sono state disegnate a penna, inchiostro e gessetto nero e sono custodite presso la Royal Collection di Londra.      

Il piede rovesciato indica la funzione di attenuatore dell'attrito sull'osso sesamoide alla base dell'alluce.


Forza meccanica dei movimenti del piede


Studio parziale dell'articolazione


Anatomia dello Scheletro del piede, muscoli della gamba, muscoli del collo e la gola 


Anatomia dello scheletro del piede, scheletro e muscoli del braccio