Paesaggio sull'arno


SCHEDA TECNICA

  • titolo dell'opera: Paesaggio sul fiume Arno
  • attribuzione: LDV
  • età di Leonardo: 21 anni
  • committente: sconosciuto
  • supporto utilizzato: carta
  • dimensioni: cm 19 x 28,5
  • tecnica: penna e inchiostro
  • datazione: 5 agosto 1473
  • stato di conservazione: buono
  • interventi di restauro: non pervenuto
  • opera portata a termine: si
  • attualmente si trova: Firenze, Galleria degli Uffizi



Descrizione generale

Tra due promontori scoscesi, punteggiati da castelli e da altri segni della presenza umana, si apre la veduta di un fiume, con alberi, cespugli e in lontananza campi coltivati. Il disegno poteva essere uno schizzo preparatorio per un paesaggio in un'opera più complessa, o un esercizio del giovane artista a quel tempo allievo di Andrea del Verrocchio; è anche possibile però che fosse eseguito solo per piacere personale, stando anche alla passione di Leonardo citata dal Vasari verso "il disegnare et il fare di rilievo, come cose che gl'andavano a fantasia più d'alcun'altra".

L'autografia leonardesca appare anche confermata dallo stile dell'opera, somigliante ad altri suoi paesaggi, e alla notevole capacità di rendere l'effetto del connettivo atmosferico, che lega il vicino e il lontano come se potesse circolarvi realmente "l'aria". L'artista usò un tratto leggero per evocare il vento tra gli alberi e uno più spesso per le rocce e le cadute d'acqua, mentre per il castello a strapiombo usò contorni netti.

L'opera venne probabilmente tratta dal vero e comunque contiene vari spunti reali che a Leonardo dovevano essere ben presenti per la sua infanzia trascorsa in campagna, nella casa del nonno a Vinci. 

Secondo una recente interpretazione  il paesaggio riprodotto sarebbe quello della Cascata delle Marmore. Una presa di posizione importante, infatti, è stata quella di Francesco Scoppola, Direttore generale belle arti e paesaggio, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact), che, all'indomani della pubblicazione del primo articolo (il 25 novembre 2016, a firma di Marco Torricelli, sul quotidiano online umbriaOn) relativo alla scoperta di Luca Tomìo, storico dell'arte al quale si deve l'interpretazione, intervenne su L'Osservatore Romano con un articolo intitolato "È l’Umbria, non la Toscana", di fatto confermando le tesi illustrate.

Contestualmente, ampia eco della scoperta di Tomìo si ebbe, tra gli altri, su Il Messaggero («Quel disegno di Leonardo da Vinci raffigura Papigno e la Cascata» L'incredibile scoperta di uno studioso milanese) e La Nazione (Leonardo e il disegno misterioso: «E’ fatto in Umbria, non in Toscana»).

Lo stesso Scoppola, intervistato a maggio 2017 da umbriaOn, ha ribadito: «Mi sembra inevitabile riconoscere che Leonardo da Vinci abbia visitato questi luoghi» e che «i paesaggi dell’Umbria, di Narni, di Amelia, della Cascata delle Marmore, sono paesaggi che si possono definire ‘leonardeschi’», mentre Luca Tomìo ha chiarito che «i dati oggettivi di confronto sono inoppugnabili».


1^ ipotesi:

La scena mostra un paesaggio fluviale, probabilmente il Valdarno inferiore da dove Leonardo era originario.


2^ ipotesi:

Anche se i recenti studi dello storico dell'arte Luca Tomìo indicano la Cascata delle Marmore e la valle di Terni, in Umbria, come possibile scenario riprodotto nel disegno. 



LA STORIA

L'opera proviene dal Fondo Mediceo Lorenese. La firma sul disegno, scritta con l'inconfondibile scrittura mancina speculare di Leonardo, riporta 


"Dì de Sta Maria della Neve/Adì 5 daghosto 1473". 


Si tratterebbe del "primo disegno di puro paesaggio" nell'arte occidentale, trattato cioè con dignità autonoma, svincolato da un soggetto sacro o profano.