Introduzione Musica



Nel Medio Evo mancavano gli spartiti musicali per la musica perchè non era stata ancora inventata, quindi sappiamo solo di menestrelli e dei trovatori considerati i primi musicisti polifonici in grado di usare diversi strumenti a fiato o a corde, ma purtroppo non si conoscono le musiche e i sonetti da loro scritti se non molto più avanti nel tempo, verso il rinascimento, dove viene tramanda la loro cultura artistica grazie anche alle forme di teatro e alla poesia.


1450 
Gutenberg  costituì una società con l'orafo Johann Fust per la produzione di un libro stampato con la nuova tecnica della stampa dando inizio ai caratteri mobili.
In questo modo inizia a essere diffusa su larga scala e fruibile per buona parte delle popolazioni, la scrittura della musica su carta, con testi di poemi e veri sonetti musicali, dando vita ad un nuovo corso della musica strumentale e vocale che da questo momento in poi,sarà elemento fondamentale nelle corti italiane ed europee.  
 

Leonardo e la musica


Leonardo ritiene la musica inferiore alla pittura o meglio la definiva “sorella minore della pittura”, e “raffigurazione dell’invisibile"  come descrive nel Trattato della pittura presente nel Codice Vaticano Urbinate 1270, ma affida ad essa un compito descrittivo fondamentale nella creazione della suggestione abbinata alla pittura.

Da buon inventore e artista, non si limitava soltanto alle performance musicali, bensì si adoperava nella creazione di nuovi strumenti. Lo storico cinquecentesco Giorgio Vasari, nel suo Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, scrive che Leonardo aveva costruito una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, grazie alla quale superò tutti i concorrenti di una gara per “musici” organizzata alla corte di Ludovico il Moro, presso il Castello Sforzesco di Milano (altro che Festival di Sanremo! lol).

Il suono gli serviva come strumento critico per spiegare fenomeni naturali, le varie analogie tra gli elementi e i fenomeni legati all’Universo fisico. 

Se quindi da un lato l’acustica forniva a Leonardo schemi teorici per comprendere le leggi della natura, dall’altro gli strumenti musicali gli offrivano l’opportunità molto più tangibile di confrontarsi con specifici dilemmi acustici, tecnologici, estetici e anche di immaginare nuove tecniche ibride per la produzione del suono.

Il suo rapporto con la musica ha inizio con "il suono informe", cioè non definito che crea stimoli e sensazioni e che debba essere reso piacevole amorevole e contestuale alle cose che ad esso appartengono.

E' ascoltando un suono che probabilmente Leonardo abbinava un immagine mentale ad un suono e legava quel suono ad un elemento in grado di produrlo: per capire possiamo pensare che sentendo il rumore di una sega che taglia un albero, riusciamo distintamente a sentite una continuità del suono dapprima nel momento nel quale la sega incide in avanti, poi quando torna indietro. Il suono ha due ruvidità diverse e due "pressioni" distinte, malgrado il movimento sia praticamente lo stesso. Leonardo quindi ragionando sul suono capiva che ogni suono aveva una sua immagine ed era solo riuscendo a dare delle immagini, quindi delle forma al suono, poteva pensare di creare il "film" in grado di disegnare nella mente la trama musicale.  

 


"La musica non è da essere chiamata altro che sorella della pittura, conciossiaché essa è subietto dell’udito, secondo senso all’occhio, e compone armonia con la congiunzione delle sue parti proporzionali operate nel medesimo tempo, costrette a nascere e morire in uno o più tempi armonici, i quali tempi circondano la proporzionalità de’ membri di che tale armonia si compone, non altrimenti che faccia la linea circonferenziale per le membra di che si genera la bellezza umana. 

Ma la pittura eccelle e signoreggia la musica perché essa non muore immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata musica, anzi, resta in essere, e ti si dimostra in vita quel che in fatto è una sola superficie. 

O maravigliosa scienza, tu riservi in vita le caduche bellezze de’ mortali, le quali hanno più permanenza che le opere di natura, le quali al continuo sono variate dal tempo, che le conduce alla debita vecchiezza; e tale scienza ha tale proporzione con la divina natura, quale l’hanno le sue opere con le opere di essa natura, e per questo è adorata."

Creazione del video di luca Morandi, l'introduzione alla Viola è eseguita da Dino Asciolla, la voce è di Ornella Vanoni. La musica è di Roman Vlad che ha rielaborato una composizione di Leonardo da Vinci. Lo sceneggiato Rai del 1971 fu diretto da Renato Castellani. Questo era il brano di chiusura dello sceneggiato.