Il quadro nascosto dentro il cenacolo

2006 

Viene battuta dalle agenzie di stampa una notizia che ha dell'incredibile: sotto il cenacolo c'è un altra opera di Leonardo. La notizia rimbalza anche negli Stati Uniti d'America e sembra che la scoperta sia stata fatta proprio in Italia, patria di Leonardo.

Slavisa Pesci, tecnico informatico di Asola, afferma che mentre sfogliava la rivista di Sky, si è imbattuto in un’immagine del Cenacolo di Leonardo da Vinci che da subito gli è parsa strana, definendola:

“una strana ombra al centro, come un libro fotocopiato”


Osservando quell'ombra, a suo dire, decisamente strana, ha deciso di ritagliare la foto e l’ha piegata sull'asse di simmetria, rendendosi però subito conto delle ridotte dimensioni dell'immagine stessa. Decide di procedere con un ingrandimento e stampa di due copie del cenacolo: 

  • la prima, una normale foto in quadricromia;
  • la seconda, su velina.

A questo punto ha ingrandito e stampato una copia su carta e una su velina che viene girata su se stessa e  viene sovrapposta a quella su carta.

Quello che Slavisa Pesci osserva è che sotto l'immagine del cenacolo sembra apparire un altro "dipinto".


La teoria di Slavisa Pesci

Secondo i suoi calcoli, sotto l'immagine del cenacolo ci sarebbe in realtà un altra opera pittorica, forse dello stesso Leonardo. 

Pesci, che non è uno sprovveduto, ha rilevato delle discordanze geometriche e asimmetriche vedendo una foto del cenacolo, foto che piegata e confrontata in modo speculare (messa allo specchio e riflessa), darebbe vita ad uno scenario del tutto nuovo. Ha ripetuto la prova con le immagini molto più grandi al fine di scorgere al meglio anche i più piccoli dettagli, e le stranezze sono aumentate. 

Sovrapponendo le immagini, una per il verso dritto e l'altra per il verso speculare, si vedrebbero apparire nell'immagine alcune figure che sono visibili sul dipinto originale.
In particolare di questo esperimento si riescono a scorgere:

  • Una figura templare che sostituisce San Bartolome; 
  • Giuda non appare più alla vista dello spettatore;
  • Una persona, forse l'apostolo Filippo, che sorregge un bambino;
  • L'abito di Gesù è completamente rosso;
  • Il coltello in mano all'apostolo Pietro finisce nel piatto contenente la carne, posto dal lato opposto del tavolo;
  • Il fondale composto dalle montagne incorona due dei protagonisti della cena;
  • Una barca a vela;
  • Il tavolo della cena e Cristo, sono perfettamente allineati.

Slavisa Pesci - Video spiegazione

Il cenacolo attuale


La definizione di un immagine

A l'immagine riprodotta del Cenacolo qui sotto (A), come molte immagini che necessitano un maggior approfondimento di analisi, ha la necessità di una sequenza di ingrandimento minima di 1:3000 al fine di poter mostrare un particolare dettaglio che potrebbe rivelare anche minime variazioni. 
Questa immagine riportata qui sotto, ci mostra per quanto possibile, il suo reale cromatismo e definizione.

(A) - Immagine reale del cenacolo Leonardesco


L'immagine speculare

Nell'immagine sotto indicata (B), appare la foto sovrapposta e speculare dell'immagine stessa con le relative trasparenze. Ogni forma di valutazione e di giudizio è sospesa in quanto l'identificazione reale comparata delle alterazioni non è completamente visibile, ma riporta l'effetto dualistico della teoria di Pesci.  

(B) - Immagine speculare del cenacolo Leonardesco estratta dalla teoria di Slavisa Pesci


Il parere di Vittorio Sgarbi
Critico d'Arte.

E' impossibile che ci possano essere, nel dipinto, persone diverse da quelle che si vedono. Soltanto un ignorante come una capra può introdurre nell'Ultima Cena elementi che non siano di ortodossia assoluta. 

Le uniche variazioni al tema, in quell'opera, sono di tipo compositivo e riguardano le posizioni di Giuda e San Giovanni Evangelista. Se c’è un’opera sulla quale non c’è niente da dire, se non che Leonardo l’ha dipinta male, è il Cenacolo. 

Se poi con lo specchietto retrovisore vedi o meno qualcosa, è il tuo punto di vista, ma non è nulla che abbia voluto Leonardo o che lui abbia pensato.


Il parere di Fabio Caroli

Critico d'Arte.

L´Ultima Cena suscita sempre grande interesse non solo perché è un´opera famosa, ma perché è densa di significati e di sottofondi che noi non riusciamo più ad interpretare. È una meravigliosa scena teatrale in cui tutto si svolge attorno alle reazioni psicologiche dei discepoli, attorno a quelli che Leonardo chiamava ‘i moti dell’anima’. È un quadro misterioso perché contiene molti pensieri. Il genio da Vinci era una mente complessa. Pensa e realizza questa sua opera fondamentale concentrando in una immagine tutto il suo sapere.


Il fenomeno della pareidolia

Molto probabilmente durante la nostra vita ci è capitato di soffermarci a guardare il cielo e, come sorpresi, ci soffermiamo su una nuvola rispetto ad un altra, in quanto quella nuvola ci ricorda qualcosa di familiare, come ad esempio la forma di un animale, di un volto, di un profilo, di un oggetto, etc..

Questo fenomeno istintivo è del tutto normale e fa parte delle informazioni dimensionali e visive che il nostro cervello registra quotidianamente e incamera nei meandri della memoria.  

Secondo la psichiatria si tratta di una condizione innata nell'essere umano, legata alla sua capacità di identificare e riconoscere nelle forme eventuali pericoli o predatori "nascosti" tra le forme. 

Non ha caso i nostri antenati preistorici erano quotidianamente impegnati nella caccia alla ricerca di cibo e si spingevano sul territorio , attraverso boschi, fiumi, vallate, alla ricerca della preda da abbattere. In questo modo mettevano in atto una forma di controllo di autodifesa, cioè ricercavano il modo migliore per non farsi individuare dalla preda stessa, cercando di muoversi lentamente e silenziosamente, scrutando con maggior attenzione ogni singolo dettaglio presente nel territorio, il tutto per giungere sulla preda e coglierla di sorpresa. 

Ma non solo nella fase di caccia, anche per aumentare la propria difesa, l'uomo primitivo tendeva ad aumentare la propria capacità visiva ed uditiva, cercando di scorgere eventuali pericoli che potessero pregiudicare la sua vita e l'esistenza della sua specie.

Trionfo della virtù” (1502) di Andrea Mantegna