Gli occhi della Gioconda


Dal 2005 si parla insistentemente di un mistero molto affascinante riguardante la Gioconda e, tra i tanti suoi misteri, si aggiunge questo: nei suoi occhi si nasconderebbero "dei simbolismi". 

Certo, a prima vista non sono visibili, ma all'interno delle sue pupille, sarebbero disegnate alcuni numeri e delle lettere che qualcuno afferma siano proprio di Leonardo da Vinci. Ma sarà davvero cosi?

Nel 2009 la notizia comincia a circolare in modo sistemico su diversi giornali Inglesi e Americani, ripresi poi dalla nostra stampa nazionale, dove si afferma con assoluta certezza che gli occhi di Monnalisa sono il frutto di un enigma, di un codice segreto che Leonardo avrebbe "costruito" volutamente quale messaggio esoterico.


Dan Brown e il suo libro

Non dimentichiamo che nel 2004 viene pubblicato in Italia il libro "The da Vinci code" Il codice da Vinci di Dan Brown, il 17 maggio del 2006 il libro viene presentato al festival di Cannes, il 18 maggio 2006 in Russia.

Da questo momento abili azioni editoriali affiancate da un efficacie marketing, nonché da un testo scritto esaustivamente nella narrazione, cominciano a insinuare alcuni dubbi nei lettori, dubbi che addirittura possono farci crollare convinzioni già accertate da solide basi scientifiche. 

Stranamente, da questo momento si parla molto di più della Gioconda di Leonardo rispetto ai periodi precedenti e  ci si sofferma sempre di più sull'inquietudine misteriosa di quello sguardo, forse il più bello di sempre. 

Aumentano gli articoli sulla Gioconda, aumentano le conferenze sulla Gioconda, aumentano i dubbi sulla Gioconda. Tutto questo interesse per l'opera diventa quasi un "percorso investigativo necessario", quasi a dover interrogarsi sulle verità conosciute fino a questo momento, momento nel quale Dan Brown da abile scrittore, riesce meccanicamente ad insinuare il dubbio.  


Il parere di Silvano Vinceti

Giornalista, scrittore e  presidente del Comitato nazionale per la salvaguardia dei beni storici, culturali e ambientali, che ha notato i simboli leonardeschi-

Sembra di scorgere le lettere LV, che significherebbero le iniziali del nome del grande Leonardo da Vinci, mentre nell'occhio sinistro si possono decifrare simboli ma non definiti. 

Sembrano lettere e simboli ma non chiaramente definiti. 

È molto difficile decrittarle ma sembrano essere lettere CE o forse la B. Sullo sfondo degli occhi sembrano evidenziarsi dei numeri il 72 ma potrebbe essere anche una L ed il numero 2.

“A occhio nudo i simboli non sono visibili ma con una buona lente d’ingrandimento possono essere osservati chiaramente”

È necessario, tuttavia, rammentare che il dipinto ha quasi 500 anni di età, ma dai primi accertamenti eseguiti sono sicuramente segnali apposti dal grande artista”. Nell'occhio destro di Monna Lisa sembra di scorgere le lettere LV, che significherebbero le iniziali del nome del grande Leonardo da Vinci, mentre nell'occhio sinistro si possono decifrare simboli ma non definiti. Da Vinci ha dato un’importanza particolare a Monna Lisa, inoltre sappiamo che Leonardo usualmente usava porre simboli esoterici nei suoi lavori, per trasmettere messaggi”.


Il parere di Per Martin Kemp

Esperto di Leonardo, professore di Oxford ora in pensione.

«Il ritratto è quasi certamente di Lisa del Giocondo, per quanto poco romantica e poco misteriosa l’idea possa essere. Ci sono stati molti tentativi di individuare il luogo specifico del paesaggio e la somiglianza con il ponte di Bobbio non mi sembra così vicina. Ho grandi riserve su tutti i tentativi di trovare significati nascosti nei lavori d’arte del Rinascimento». Quanto ai presunti simboli nascosti negli occhi, si tratterebbe invece di crepe apparse nei secoli nella pittura a olio. 


Il parere di Vittorio Sgarbi

Critico d'Arte.


Non ci sono numeri e ne lettere nelle pupille della Gioconda.
E' solo un fenomeno di esaltazione che scatta quando ci troviamo davanti ad un opera cosi celebre a tal punto da esserne inebriato e siamo disposti a vedere ciò che non esiste.
Si cerca di dare significati che non può avere e trovare segni che non ha.


Il parere di Massimo Polidoro

Esploratore dell'insolito, scrittore, giornalista, segretario del CICAP.

"Mi ricorda molto da vicino la pareidolia, cioè la tendenza del nostro cervello a riconoscere un significato in segni e immagini ambigue e prive di significato. Tuttavia, sono prima di tutto gli storici dell’arte a non essere d’accordo con i due autori italiani".