Luca Tomìo



Luca Tomìo


E' uno studioso dell'arte molto apprezzato per i suoi studi.
E'un vero amante di Leonardo e conosce il territorio Umbro dove a svolto un grande lavoro di identificazione dei luoghi relativi al disegno di Leonardo da Vinci" Paesaggio sull'Arno".
Le sue teorie vengono sempre di più accreditate dai maggiori studiosi non solo italiani che gli riconoscono 

Fino  a poco tempo fa il disegno di Leonardo rappresentava  senza ombra di dubbio la valle dell'arno. Sul disegno stesso vi è una indicazione scritta in modo speculareproprio da Leonardo da Vinci:

"Dì de Sta Maria della Neve / Adì 5 daghosto 1473". 


Questo disegno è considerato essere  il primo disegno di puro paesaggio  che ritrae un luogo fluviale, indicato da sempre quale la zona del Valdarno Inferiore, chiamata anche Valdarno di Sotto, che comprende  Pontedera, alle pendici del Monte Pisano mentre a Nord invece, i confini idrografici non sono così ben delineati: ad Ovest del Montalbano ( luogo dell'infanzia di Leonardo), il Valdarno  si spinge con la Val di Nievole attraverso il Padule di Fucecchio. Quest'area  subì un grande intervento di bonifica intorno al 1690 e poi un ulteriore intervento sottoil granducato di Ferdinando III di Toscana che diede inizio ai lavori per la canalizzazione  della Gusciana (oggi canale di Usciana), affluente di destra dell'Arno, luogo da dove Leonardo era originario.

La teoria di Luca Tomìo

L'intuizione, come afferma Tomìo, è dovuta a suo figlio che vive a Terni e spesso andava in gita proprio alle Marmore, territorio che conosceva nei minimi dettagli, e che parlando con lui, si rese conto che qualcosa non era chiara. Ulteriori approfondimenti e indagini più approfondite con l'utilizzo di droni dotati di riprese aree e sistemi fotografici in grado di creare una mappatura del territorio, hanno permesso di arrivare ad una nuova mappatura particolareggiata e attraverso lo studio prospettico in 3D, si è arrivati a definire con ragionevole certezza che il luogo disegnato da Leonardo è sorprendentemente compatibile al luogo delle cascate presenti nel borgo di Papigno, oggi provincia di Terni. 

Per concludere, afferma Tomìo, sembrerebbe che Leonardo non abbia disegnato la zona del valdarno in Toscana, ma quella di un borgo dell'Umbria.

Addirittura, studiando la prospettiva, è stato individuato il masso da cui il genio tratteggiò i primi schizzi. Sono in corso delle ricostruzioni 3D del borgo di Papigno, presso l’università Roma Tre, che suffragherebbero ulteriormente la tesi.

Secondo lo studioso Luca Tomìo Leonardo da Vinci ha disegnato il paesaggio della valle di Terni e di Papigno, e questo è quello che viene confermato anche da Fabio Marcelli, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Perugia. ha inoltre aggiunto di aver interpretato il disegno di Leonardo non solo come il paesaggio naturale delle Marmore, Papigno e la Valle di Terni, ma proprio come un paesaggio emblematico dell’allora Diocesi. 

«La particolare configurazione del disegno degli Uffizi dipende proprio da questa finalità e resta appunto da verificare che non sia proprio un progetto per un ciclo di affreschi da realizzare nell’Episcopio di Terni a cui avrebbe partecipato, insieme a Leonardo e alla bottega del Verrocchio proveniente da Roma, anche il topografo Francesco Rosselli, l’autore della prima veduta di Firenze. 

Quello che non necessita di verifiche, ed è ormai acclarato, è che la collocazione di Leonardo nel ternano nel 1473 non solo apre scenari inediti di ricerca nell’ambito della storia dell’arte e dell’ingegneria idraulica, ma chiarisce molti aspetti del pensiero, della spiritualità e del modo di vivere di Leonardo che trovano in San Francesco l’ispirazione e la fonte più alta."



Questa scoperta non ci aiuta solo a riconsiderare la sua formazione ma anche quella di Perugino e Piermatteo d’Amelia, da valutarsi con future linee di ricerca se non al seguito del Verrocchio a Roma, che Vasari ci testimonia avesse lavorato per Sisto IV proprio all’inizio del suo pontificato. 

Se Leonardo avesse visto l’arte romana già nel 1473 si spiegherebbe così la forte componente classica presente in capolavori come il San Gerolamo dei Musei Vaticani e l’Adorazione dei Magi degli Uffizi. 


Il viaggio in Umbria di Leonardo getta nuova luce sui suoi esordi, anche come ingegnere idraulico, tenuto conto delle opere di questo tipo che erano già allora annesse alla Cascata delle Marmore, sia nella Valle di Terni che in quella di Rieti, che ricordiamo sono due delle tre Valli Sante francescane e questo aspetto non è certo secondario, visto che Sisto IV era un papa francescano e francescane sono le principali commissioni artistiche umbre di quel periodo.