Lorenzo dè Medici




Lorenzo di Piero de' Medici, detto Lorenzo il Magnifico 

  • Data di nascita: Firenze, 1 gennaio 1449
  • Data di morte: Careggi, 8 aprile 1492

Erede di una grande dinastia, è stato signore di Firenze dal 1469 alla morte, governando con piglio ed equilibrio la città. Grande mecenate e politico al quale vengono riconosciute doti di grande diplomazia e strategia, è stato il politico più amato dai suoi concittadini che, anche dopo il suo esilio nel regno di Napoli, lo hanno accolto vincitore. Grande amico personale di Leonardo da Vinci, ne ha apprezzato l'arte e la sua intelligenza, a tal punto da diventare un suo stretto confidente, passando molto tempo con lui a discutere di arte e di filosofia.  È stato anche uno scrittore, fine poeta e umanista, ma soprattutto molto vicino al popolo, rendendosi disponibile ed aperto ai più bisognosi.


1449, 1° gennaio 

Nasce a firenze nel Palazzo Medici Riccardi da Piero di Cosimo de' Medici e di Lucrezia Tornabuoni, Lorenzo nacque il 1º gennaio 1449 (secondo il vecchio calendario fiorentino, nel 1448.


1449, 6 gennaio, Epifania 

Riceve il battesimo Lorenzo. In questo momento la Famiglia dè Medici è considerata tra le più potenti della penisola italiana, e in questo momento storico, raggiunge l'apice del suo potere politico nella Repubblica fiorentina, occupandosi di gestire gli organi deputati al funzionamento statale. 

Cosimo dè Medici, il nonno, è certamente un uomo determinante e punto di riferimento per tutta la famiglia, in quanto a lui si attribuisce il grande successo e sviluppo economico che la famiglia gode. 

Cosimo è un grande banchiere, profondo conoscitore degli aspetti economici e finanziari , con la sua dote di diplomatico, è riuscito a creare intorno a se un vero e proprio "cerchio magico", composto di grandi imprenditori, famiglie benestanti, notai e magister, in sostanza uomini e donne che hanno un forte potere. Tutto questo è stato possibile in quanto Cosimo dè Medici, fondatore del banco mediceo, la banca della famiglia, ha finanziato idee e e progetti dei nuovi ricchi e potenti uomini d'affari fiorentini.  


1434 

In questo momento Cosimo dè Medici ha creato un sistema di controllo chiamato criptosignoria, sistema che gli permette, attraverso il collocamento di amici stretti e parenti nei posti chiave del governo cittadino, di garantirsi un controllo e l'accentramento dei poteri verso un unico soggetto: lui stesso.

Lorenzo e il fratello Giuliano, vengono seguiti nella loro crescita e nella formazione dai genitori e il nonno Cosimo, nonchè da Gentile da Urbino che, insieme alla famiglia, indirizza i figli, ma in particolare Lorenzo, verso un percorso di istruzione e cultura politica.


1457 

Lorenzo viene affiancato nella sua formazione da  Giovanni Argiropulo e Cristoforo Landino, illustri umanisti e uomini di grandi conoscitori della filosofia neoplatonica.


1461

Si ha traccia che Lorenzo frequenti, malgrado la sua giovanissima età, la residenza della famiglia, la villa di Careggi, dove spesso molti maestri di Lorenzo, insieme al nonno Cosimo, si soffermano a parlare lungamente dell'accademia neoplatonica. In queste occasioni, il nonno Cosimo lascia che il giovane nipote sia presente a questi incontri perchè ha dimostrato di avere un grande interesse per la cultura umanistica e i grandi temi del pensiero filosofico. 


1463 

Muore Giovanni, lo zio di Lorenzo, destinato quale successore a capo del banco dei medici.  

Poco tempo dopo muore anche il primogenito dello zio Giovanni, Piero detto il gottoso a causa di una malattia che da tempo cercava invano di curare, malattia che gli causava un forte rigonfiamento della gotta sotto il mento a tal punto da impedirli la respirazione.  

Per Cosimo, questi due lutti cosi ravvicinati tra loro, oltre che causargli una forte depressione, mettono a rischio la tenuta degli assetti familiari per il controllo delle cariche della città e della banca stessa.

Dopo diversi ripensamenti arriva alla decisione che il successore della famiglia, colui che prenderà in mano le redini, sarà proprio il figlio di Cosimo, Piero dè Medici e, nei programmi del vecchio Cosimo, i suoi nipoti adorati avrebbero seguito Piero, apprendendo da lui i segreti della diplomazia e l'arte del buon governo, al fine di arrivare preparati ad una eventuale successione. 

Una delle raccomandazioni fatte da Cosimo a Piero, è quella di insegnare quanto più possibile ai due nipoti che, ance se ancora molto giovani, dovevano crescere rapidamente e diventare capaci di fare le cose come i grandi.  

A Lorenzo viene affidato dal neo insediato padre Piero al governo della città, figlio del malato Cosimo, quello che si considera essere il suo primo e vero incarico diplomatico il primo incarico istituzionale. recarsi prima a Milano e poi  a Venezia due vi sono due filiali del Banco dei Medici. 

Lo scopo è quello di cominciare a fare in modo che Lorenzo sviluppi rapporti di confidenza con la gestione del danaro, che conosca le procedure e l'organizzazione della banca, che intrattenga relazioni cittadine in nome e per conto della famiglia, insomma, un vero e proprio banco di prova al quale Lorenzo non si sottrae.

  

1465, 17 aprile 

In questa data si sa per certo che Lorenzo conosce a Pisa, nell'abito di una cerimonia,  il principe Federico di Napoli, che è in viaggio per Milano con il compito di rappresentare il fratello Alfonso al suo matrimonio con Ippolita Maria Sforza

Durante il viaggio verso il nord-est, lorenzo conosce a bologna Giovanni Bentivoglio, passando per Ferrara viene ospitato a corte da Borso d'Este, per poi giungere a Venezia dove viene ricevuto dal doge Cristoforo Moro. Passa qualche settimana e Lorenzo arriva a Milano

Qui incontra Pigello Portinari, direttore della locale filiale medicea, che lo consiglia su come deve approcciarsi al duca di Milano circa il loro incontro che è previsto da li a pochi giorni. 

Giunto il momento dell'incontro, Lorenzo viene ricevuto dal duca Francesco Sforza, con tutti gli onori riservati ad un ospite di prestigio, presso il castello Sforzesco, dimora storica della famiglia Sforza, dove si intrattiene spesso alle feste di palazzo, seduto al fianco di Francesco Sforza, potentissimo signore di Milano. 

Le conversazioni tra Francesco e Lorenzo sembrano essere sottolineate da una grande intesa, intesa che il duca di Milano, ha da sempre con l'alleato e grande amico Cosimo, nonno di Lorenzo.  

Lorenzo è affascinato dalla corte milanese e,girando per il castello, apprezza le numerose collezioni d'arte di Francesco Sforza, le architetture e i progetti che il duca illustra circa la sua visione futura della città. 

Conosce molti nobili e rappresentanti delle famiglie benestanti invitati a corte, e tutti i membri della famiglia Sforza, compresa Ippolita Maria Sforza e suo marito Alfonso.  

Ippolita e Il marito si stanno preparando per partire e raggiungere Napoli per presenziare ad impegni di corte e Lorenzo si offre di accompagnarli, almeno fino a Firenze dove lui si fermerà, facendo un pezzo di strada insieme. 

Ed è proprio durante questo lungo viaggio in carrozza, che tra Lorenzo e Ippolita, entrambi giovani dalle vedute comuni, si instaura subito un rapporto di amicizia e di stima , molto utile nel proseguo delle loro attività diplomatiche. 


1466 

Lorenzo si trova a Roma per "controllare" l'andamento di una filiale della banca di famiglia, gestione affidata in precedenza da Piero il Gottoso a Giovanni Tornabuoni, fratello della madre Lucrezia. Viene a sapere della notizia che in località Tolfa, vicino Civitavecchia, si trova una miniera di allume, recentemente scoperta e decide di stipulare un contratto per lo sfruttamento e l'estrazione del minerale per garantire alla famiglia la produzione e la vendita del metallo.


1466, 8 marzo 

Muore a Milano Francesco Sforza  e Lorenzo capisce subito che l'asse Milano -Firenze si è indebolito notevolmente e questo potrebbe portare in un futuro, il dover agire personalmente per ricostruire con gli eventuali successori, quei rapporti di stima e di grande fiducia sviluppati con Francesco Sforza. 

Lorenzo, in qualità di rappresentante della famiglia, a molti amici ma anche nemici pronti a fare in modo di fermare il suo progetto di espansione mediceo. 

Tra questi emerge uno degli storici amici del padre Piero, un certo Luca Pitti, esponente di una ricca e nobile famiglia fiorentina che ha stretto una alleanza con la famiglia degli Acciaiuoli e con Diotisalvi Neroni , che in passato è sempre stato, il Neroni stesso, un grande amico e confidente di Cosimo il Vecchio, adesso passato definitivamente e in gran segreto con i Pitti.

I Pitti, gli Acciaioli e il Neroni, si riuniscono per dar vita alla congiura che mira a destabilizzare la famiglia dè Medici e, in particolare, destituire Piero dè Medici attraverso il suo assassinio che deve essere compiuto durante il suo abituale tragitto, che abitualmente avviene sotto la scorta di cavalieri, dalla villa di Careggi a Firenze. 

Tutto viene organizzato nei dettaglia tal punto che viene chiesto "l'appoggio esterno" alla famiglia Este che, tramite il marchese Borso, decide di inviare a firenze 1300 uomini armati con a capo il fratellastro Ercole, che ha l'ordine di intervenire in caso vi siano sommosse da parte del popolo fiorentino. 

Secondo le cronache, Piero si accorge anticipatamente della congiura atta alla sua destituzione e attraverso una azione preventiva, da ordine ai propri cavalieri e ai soldati fedeli alla famiglia in aggiunta ai 2000 soldati inviati da Milano da parte di Gian Galeazzo Maria Sforza, di prepararsi per una controffensiva. 

La tensione sale e si racconta dell'incontro fatto in segreto tra Piero e esponenti della famiglia Pitti, tra i quali si stipula un accordo verbale che prevede il passaggio dei Pitti e del suo più acerrime nemico, luca Pitti, tra le file dei Medici, garantendo di fatto a tutta la famiglia Pitti, un salvacondotto per garantire loro l'impunità, in cambio Piero chiede che gli altri congiurati, i restanti dei congiurati, il Diotisalvi Neroni, l'Angelo Acciaiuoli e , l'ultimo aggiunto, Niccolò Soderini vengano esiliati

Il popolo viene a conoscenza degli accordi segreti tra Piero e Luca Pitti, e comincia cosi un opera di denigrazione sia per lui che per tutta la sua famiglia che, in tempi rapidi, viene denigrata e presa di mira dalla gente a tal punto che i suoi esponenti  più in vista, vengono messi nelle condizioni di aver lasciare incarichi nel commercio e nelle arti, e al loro passaggio per le vie della città, vengono addirittura picchiati, ricordando loro di essere stati i principali traditori.
Lorenzo decide di rafforzare la scorta militare sia per il padre Piero che per i membri della famiglia e, nella dimora di villa di Careggi, vengono insediate guardie permanenti e innalzata in modo visibile la sicurezza.

Questi fatti appena accaduti portano Piero dè Medici a prendere una importante decisione: sarà Lorenzo, attualmente diciassettenne, il suo successore al governo della città, e lo inserisce di fatto nel Consiglio dei Cento.

1468
Lucrezia Tornabuoni , mamma di lorenzo, si trova a Roma ospite della nobile famiglia degli Orsini, dove conosce la giovane figlia Clarice Orsini. Lucrezia a modo di conoscere approfonditamente la figlia e trova in lei le caratteristiche ideali che deve avere l'eventuale moglie del figlio Lorenzo e si preoccupa di scrivere le sue impressioni sulla giovane donna, impressioni che vengono inviate scritte su lettera riservata, al marito Piero. Sia la madre che il padre di Lorenzo ritengono che la giovane Clarice, sia la donna giusta per il loro figlio e si da inizio quindi alla loro frequentazione. lorenzo, malgrado la bellezza di Clarice, e ancora giovane e vuole godersi i suoi interessi, come ad esempio, il partecipare ai tornei, occuparsi di arte, scoprire le città e fare tutto ciò che gli aggrada. La madre sembra dispiaciuta da questo disinteresse del figlio ma viene rassicurata da Lorenzo che gli dice di non preoccuparsi che il matrimonio si farà e chiede proprio alla madre di occuparsene in quanto lui è impegnato in alcuni tornei in giro per la Toscana.

1468, 10 dicembre
Siamo Roma e il primo atto del matrimonio è celebrato per procura alla presenza di Filippo dè Medici Medici, rappresentante di Lorenzo.  In questa fase la famiglia dè Medici riceve in dote 6000 fiorini romani.

1469, 2 giugno

Muore Piero de' Medici oramai devastato da una emorragia celebrale derivata probabilmente dalla complicazione della gotta che gli ha deturpato buona parte del viso destro e quasi incapace di respirare.  


1469, 4 giugno
Il rito religioso viene celebrato a Firenze, e per circa una settimana tutta la città è in festa.


1469, agosto 

Lorenzo, oramai ventenne, viene incaricato dalla famiglia, di assume ufficialmente l'eredità del padre, occupando il ruolo di nuovo signore della città.  

In quest'anno Lorenzo dimostra di essere nei comportamenti,un "uomo del popolo" . Lo si può incontrare per per le strade della città a parlare con i passanti che lo fermano per chiedergli dei pareri, oppure presso le botteghe e le locande, dove spesso si reca per acquistare prodotti alimentari o dai sarti dove si reca per provare nuovi tessuti. Lorenzo di ferma a parlare con tutti, malgrado il rigido protocollo governativo imponga maggiori attenzioni. Lorenzo può sembrare poco attento o addirittura uno sprovveduto, ma non è cosi.


1478, 25 aprile 

Jacopo dè pazzi, invitato ad una cerimonia pubblica, sapendo della presenza di Giuliano, organizza un di avvelenarlo durante il pranzo, ma non va cosi. Infatti Giuliano per motivi legati ad malessere precedente, non si presenta inviando le sue scuse al cerimoniere. Occorre trovare subito per i congiuranti un altra occasione.


1478, 26 aprile 

Giuliano e Lorenzo si trovano ad assistere alla messa presso la chiesa in Santa Maria del Fiore e nel momento in cui il prete innalza l'ostia consacrata verso il cielo, un urlo improvviso squarcia il silenzio della chiesa: Giuliano cade a terra pieno di sangue. Poco distante da lui, vicino all'altare ,anche Lorenzo viene colpito di striscio dal sacerdote di Volterra Antonio Maffei che viene subito bloccato dai presenti, mentre Lorenzo viene fatto nascondere all'interno della sagrestia.

Intorno a Giuliano molte persone che cercano di soccorrerlo, ma sembra essere troppo tardi: è stato colpito da pugnalate nell'addome, sul fegato e sul collo, per un totale di 9 volte. Ma chi è stato a colpire Giuliano? la risposta arriva brevemente: Bernardo Bandini e Francesco de Pazzi che vengono immediatamente arrestati. Intanto la folla che si trova sul sagrato della chiesa, aumenta e armata di forconi e bastoni, urla "palle, palle", riferendosi alle palle poste sullo stemma del casato della famiglia dè Medici. Un grido di vicinanza ai fratelli Giuliano e lorenzo, signori di Firenze, ma anche un grido di monito verso coloro che hanno attentato alla loro vita.

Lorenzo, ripreso dall'attentato, da ordine di perquisire l'intera città: vengono cosi ordinate perquisizioni nelle botteghe, nelle cantine e sotto i ponti della città; vengono controllate botteghe e locande per scovare tutti i congiurati. Il popolo partecipa alle ricerche e basta semplicemente una voce che dice" eccolo, quello li..e lui", indicando un passante quale uno dei congiurati, che si scatena una giustizia sommaria per strada. La situazione è molto tesa e pericolosa, e lo stesso Lorenzo ha difficoltà a soffocala, ma per il popolo l'affronto alla famiglia dè Medici, è quanto di peggio sia accaduto.
Per dare un forte segnale di esempio a tutti coloro che in futuro pensano di ripetere un gesto cosi vile nei confronti della famiglia, Lorenzo passa alle maniere forti: decide di autorizzare l'impiccagione pubblica dei cospiratori e lo fa proprio in Piazza della Signoria, dove vengono appesi per il collo e lasciati penzolare attaccati alle finestre tutti i partecipanti al complotto a partire da Jacopo e suo figlio Francesco de' Pazzi, tranne l'altro Guglielmo, ritenuto l'unico della famiglia estraneo totalmente all'accaduto o forse per il fatto che è il marito di Bianca, sorella di Giuliano e  Lorenzo.

1478, maggio
Per decreto, Lorenzo annulla tutte le manifestazioni legate al Carnevale.

1479 

La guerra continua con l'assedio delle forze antifiorentine che prendono il possesso dei territori di Colle Val d'Elsa. Le truppe papali si stanno avvicinando a firenze, lasciando segni della battaglia con centinaia di cadaveri sui percorsi e le case bruciate. A questo punto Lorenzo si consiglia col suo alleato e amico Ludovico il moro che gli suggerisce di lasciare immediatamente la città, ma non prima di consegnare la città al suo gonfalone, il fidato Tommaso Soderini , col compito di governare al meglio la città durante al sua assenza.

Il  papa Sisto IV, ritiene Lorenzo un irresponsabile, in quanto ha fatto impiccare anche un ecclesiastico, il sacerdote di Volterra Antonio Maffei, e per questo si schiera apertamente contro Lorenzo, quindi contro i Medici, emanando l'atto di scomunica perpetua. Poi fece condurre agli arresti molti appartenenti della banca medicea Romana, alleandosi infine con Ferdinando I di Napoli, dichiarando guerra a Firenze, che in questo momento è alleata di Milano e di Venezia. 

La situazione degenera rapidamente e molti uomini del clero Toscano, in precedenza scomunicati da papa sisto IV, per aver difeso Lorenzo e aver dato del traditore al sacerdote Antonio Maffei.


1479, 18 dicembre

Segue i consigli di Ludovico il Moro e si reca a Napoli, salpando dal porto di Vada, per incontrare re Ferdinando.


1479, 29 dicembre

Dopo mesi di fuga viene catturato anche l'ultimo dei congiurati, Bernardo Bandini, che viene anche lui impiccato  e giustiziato. Di questo episodio abbiamo la certezza assoluta della presenza di Leonardo da Vinci, proprio in piazza della signoria, insieme a migliaia di persone che assistono all'impiccagione del Bandini, in quanto Leonardo disegna su cartoncino una bozza dell'accaduto questa giornata.


1480

Lorenzo è riconosciuto come uno dei più abili politici del suo tempo a tal punto che nelle corti e nelle signorie della penisola viene definito «l'ago della bussola italiana». La sua grande capacità di persuadere, sostenere, convincere e motivare è certamente frutto di una forte esperienza politica ma anche di una visione equilibrata del mondo e delle cose che da esso derivano.

Papa Sisto IV e Venezia sono alleati e i loro eserciti hanno combattuto e respinto l'esercito turco che si è assediato a Otranto. Sentendosi forti e imbattibili, decidono di sferrare l'attacco al Ducato di Ferrara, in quanto il loro scopo è quello di dividersi le proprietà e il controllo del duca Ercole, ma anche fare una azione contro quel matrimonio tra il duca e Eleonora, la figlia di Ferdinando di Napoli, diventato nemico di papa Sisto IV e di conseguenza dei suoi alleati Veneziani.


1480,  marzo 

Dopo mesi di estenuante ribellione il popolo fiorentino non sembra voler cedere ai voleri del papa, rimanendo di fatto fedele alla signoria e a Lorenzo, anche se in questo momento assente e proprio questo episodio fa riflettere il re napoletano, che decide, per il volere dei fiorentini e di Lorenzo, ma soprattutto ascoltando il suggerimento della nuora Ippolita Maria Sforza la quale, abile politica dotata di ottima cultura, di ritirare definitivamente le proprie truppe dai territori toscani. 


1480, 3 marzo

Il papa annulla con decreto papale la scomunica fatta in precedenza a Lorenzo e dichiara un tavolo di pace. In questo preciso momento Lorenzo è considerato il politico Italiano in grado di grande diplomazia, capacità e intelligenza.


1480, 13 marzo 

Lorenzo torna a Firenze dopo tre mesi e a riceverlo festante tutto il popolo fiorentino che lo ritiene il salvatore della patria.


1484, agosto 

Dopo mesi di battaglie feroci, si giunge alla firma che ne decreta la pace nell'incontro denominato la pace di Bagnolo, che concedeva le terre del polesine alla repubblica di Venezia e prevedeva l'annessione del Polesine da parte di Venezia. 


1484, 12 agosto 

Muore papa Sisto IV.


1487, marzo 

Lorenzo fa unire in prime nozze il primogenito Piero con una parente della moglie Clarice, Alfonsina Orsini figlia di Roberto Orsini, rafforzando così ulteriormente la sua casata e dandole ancor di più un respiro internazionale.


1488
Lorenzo emana un decreto di sospensione di tutte le manifestazioni legate al Carnevale.


1492, 8 aprile 

Lorenzo dè Medici muore nella villa di Careggi tra l'affetto dei suoi familiari.

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