Lisa Gherardini



Lisa di Antonmaria Gherardini 

  • data di nascita: Firenze, 15 giugno 1479 
  • data di morte: Firenze, 15 luglio 1542

Nobildonna italiana, appartenente all'aristocratica famiglia fiorentina dei Gherardini di Montagliari. 


I Giocondi
La famiglia dei Giocondi deriva il cognome da Iacopo di Bartolo detto "Giocondo", un artigiano che alla fine del Trecento aveva messo su a Firenze una discreta attività di costruttore di botti. Nel corso del Quattrocento i discendenti dell'illustre avo cominciarono ad usare il suo nome come cognome. Così gli eredi di Francesco di Bartolomeo del Giochondo divengono semplicemente "i Giocondi" e con questo cognome si trovano citati dei documenti dell'epoca. I Giocondi lasciarono l'attività artigianale per darsi al più lucroso commercio di tessuti pregiati.. I Giocondi lasciarono l'attività artigianale per darsi al commercio di tessuti pregiati.
Di questa famiglia seguiremo le vicende di Francesco di Bartolomeo.
Francesco nacque nel 1465, quando la famiglia del Giocondo aveva raggiunto un'agiata condizione economica ed una discreta posizione sociale. Francesco iniziò sin da giovane a lavorare nell'azienda di famiglia e nel 1491 sposa Camilla Rucellai appartenente ad una delle migliori famiglie della Firenze dell'epoca.
Il matrimonio é brevissimo, tre anni: Camilla muore appena diciotenne lasciando Francesco con un bimbo di un anno da svezzare.
Anche il lutto fu breve, forse anche perché c'era bisogno di qualcuno che accudisse il piccolo Bartolomeo. Il fatto é che dopo un anno Francesco Giocondi si risposò, e sposò Lisa di Antonmaria Gherardini.
Non sappiamo come Lisa e Francesco si siano conosciuti. E' possibile che frequentassero gli stessi "giri" e le stesse botteghe o più probabilmente l'incontro sarà stato organizzato dai genitori, sopratutto quelli di lei, interessati ad un buon matrimonio per la figlia. Sappiamo che i padri dei due sposi frequentavano a Firenze gli stessi ambienti dove avranno avuto modo organizzare l'unione.
Per il matrimonio Antonmaria Gherardini andò da un notaio e costituì una buona dote per la figlia. La dote includeva poderi nei pressi di San Donato in Poggio fra cui il podere de "La Ripa".

I Gherardini
I  Gherardini discendono dalla famiglia degli  Adimari e gli stessifurono imparentati  con la famiglia franca degli Hucpoldingi scesi in Italia con Ludovico, il figlio di Lotario I. Secondo la documentazione risalente al medioevo, gli Adimari ebbero tra le proprie file  alcuni importanti membri che divennero consoli, come ad esempio :

  • Bernardo di Adimaro, nel 1173
  • Uberto di Bernardo di Adimaro, nel 1202
  • Ranieri di Adimaro, nel 1203
  • Aldobrando di Gherardo di Adimaro, nel 1210

I  Gherardini e presero il cognome da un certo Gherardino di  Ottaviano di Uguccione vissuto  nel XII secolo.

I tre figli di Gherardino, Ottaviano, Uguccione e Cece, furono consoles militum del Comune e dettero origine a diversi rami della famiglia. Sin dall'inizio la famiglia si divise: i discendenti  di Uguccione furono della fazione dei bianchi, quelli  di Cece furono dei neri (Corazzini). Machiavelli ci dice che verso  la metà del Dugento i Gherardini erano di parte guelfa.

La loro appartenenza alla parte guelfa fu probabilmente il motivo per cui i ghibellini si accanirono contro i loro beni in contado. 

le proprietà dei Gherardini

Il Liber extimationum, un elenco delle distruzioni patite dai guelfi fra il 1260 e il 1266, riporta molti possedimenti dei Gherardini. Nei pressi di San Donato in Poggio furono danneggiate queste loro proprietà: "Castrum cum turri, palatio et cassero, cum  aliis  duabus domibus,  duo molendina cum duabus domibus, aliam domum cum capanna, tres domos ad unum se tenentes cum capanna, ecc. . . ".

In seguito la famiglia partecipò appieno alla litigiosità della parte guelfa finché nel 1302 presso  San Martino in Cecione certi Gherardini bianchi attaccarono Vanni di Baldovinetto Gherardini della fazione dei neri. Vanni riuscì a fuggire e denunciò l'accaduto al Podestà di Firenze (Tiribilli).

Lo stesso anno Bernardo di Lotto, Cione e Bindo di Cece, tutti della famiglia, si ribellano a Firenze e furono banditi (ASF, Libro del Chiodo, c. 19).
I Priori deliberarono diverse provvisioni contro di loro preparandosi all'attacco del castello di Montagliari dove quelli si erano rifugiati. Così, dopo lunghe trattative nel settembre del 1302 furono costretti alla resa. Ebbero salva la vita, ma il loro castello fu raso al suolo ed i beni della famiglia furono confiscati dal Comune.
Nel 1380 sull'onda della politica di popolo seguita alla rivolta dei Ciompi alcuni della famiglia dei Gherardini presero i cognomi Piovaneschi e Montecorboli.

Don Niccolò Gherardini scrivendo nel 1586 la storia della propria famiglia così descrisse i rami della famiglia (Memorie Domestiche di Niccolò Gherardini 1585-1586, ASF, Manoscritti vari, 288):

Secondo Giorgio Vasari, Lisa Gherardini sarebbe la donna ritratta nella Gioconda (o Monna Lisa) di Leonardo da Vinci, opera commissionata all'artista durante i primi anni del XVI secolo da Francesco del Giocondo, marito di Lisa.


Scrive il Vasari parlando di Leonardo da Vinci (Le vite, vol. III):

"Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie;
et quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto
la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanbleo . . .
Et in questo di Leonardo vi era un ghigno tanto piacevole
che era cosa più divina che umana a vederlo,
Et era tenuta cosa maravigliosa, per non essere il vivo altrimenti
".



Secoli dopo la morte di Lisa, la Gioconda è diventata il dipinto più famoso del mondo ed un simbolo dell'arte occidentale[2]; inoltre, l'attenzione dei collezionisti e degli studiosi d'arte ha fatto in modo che quest'opera divenisse un'icona mondiale, oggetto di ispirazione e commercializzazione[3]. Nel 2005 Lisa Gherardini venne definitivamente identificata come il modello del dipinto di Leonardo[4]

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I Gherardini "toscani".

Al ramo toscano dei Gherardini apparteneva Antonmaria (o Antonio Maria) di Noldo Gherardini, padre di Lisa, un ricco mercante che possedeva (o aveva concesso in affitto) sei aziende agricole sulle colline del Chianti, che producevano grano, vino ed olio d'oliva, oltre che fungere da terreno per il pascolo e per l'allevamento del bestiame.


1465

 Antonmaria sposò in prime nozze Lisa di Giovanni Filippo de' Carducci, la quale però morirà di parto. 


1473 

sposò Caterina Rucellai, ma come la prima moglie anche lei morirà di parto[9]


1476

infine, sposò in terze nozze Lucrezia del Caccia, figlia di Piera Spinelli Gherardini[9], futura madre di Lisa.



1479, 15 giugno
Secondo i documenti storici Lisa Gherardini risulta essere nata in Firenze e precisamente in via Sguazza, una traversa attuale di via Maggio. Per molto tempo si è creduto che il suo luogo di nascita fosse presso la  Villa Vignamaggio, nei pressi di Greve in Chianti.


la famiglia di Lisa

Chiamata Lisa come una moglie di suo nonno paterno, era la primogenita di sette figli, di cui, oltre a lei, tre femmine, una delle quali di nome Ginevra, e tre fratelli, Giovangualberto, Francesco e Noldo.

La famiglia viveva nel capoluogo toscano, inizialmente nei pressi della Basilica di Santa Trinita e, in seguito, in un edificio in affitto vicino alla Basilica di Santo Spirito, perché non era in grado di pagare le riparazioni necessarie al restauro della loro precedente casa. 



trasferimento dell'abitazione in Firenze

Lisa ed i parenti si trasferirono poi in quella che oggi si chiama via de' Pepi, già via de' Bonfanti,nei pressi della Basilica di Santa Croce, dove abitarono vicino a Piero da Vinci, padre di Leonardo.



residenza di campagna

Essi erano inoltre proprietari di una casa di campagna a San Donato in Poggio, a circa 32 chilometri a sud della città. Noldo Gherardini, nonno paterno di Lisa, aveva lasciato in eredità una fattoria sulle colline del Chianti, nei pressi di Reggello, all'Ospedale di Santa Maria Nuova; 


Noldo garantì inoltre un contratto di locazione anche per un altro degli allevamenti dell'ospedale, situato a Panzano in Chianti, e, per controllare la mietitura del grano, la famiglia trascorse lì l'estate, in una casa denominata Ca' di Pesa.

 Dopo l'improvvisa morte del padre, Lisa andò a vivere da Mariotto Rucellai, suo nonno materno in stretti rapporti con i Medici, che fu anche gonfaloniere della Signoria.


Antonmaria di Noldo Gherardini dichiara di possedere un podere denominato "La Ripa" nei pressi di San Donato in Poggio. Il podere é sommariamente descritto con la casa del lavoratore, i confini e la produzione di grano, vino, olio, e "biade".
Antonmaria dichiara inoltre di aver ceduto ("alienato") pochi anni prima alcuni beni immobili: alcuni pezzi di terra fra cui il "piano del nocie" ed un podere. I pezzi di terra sono stati venduti, mentre il podere é andato a costituire la dote dalle figlia Lisa. Dichiara esplicitamente di aver consegnato il podere a Francesco di Bartolomeo del Giocondo come dote "della Lisa mia figliuola . . . e' per fondo dotale".

Archivio di Stato di Firenze, Decima Repubblicana, 20, carta 26 r. e v.

 

1494

E' l'anno in cui viene cacciata da Firenze la Famiglia Medici. lasciarono la città Giuliano, figlio di Lorenzo il Magnifico e fratello di papa Leone X. ,

1495, 5 marzo

Il nonno di Lisa, un certo Mariotto, impose alla nipote di soli 15 anni, di sposare Francesco di Bartolomeo di Zanobi del Giocondo, un mercante di seta e di vesti proveniente dalla famiglia dei Del Giocondo. Lisa diventò di fatto la terza moglie di Francesco di Bartolomeo.   


1465

Francesco, nato nel 1465 e quindi più anziano di Lisa di circa quindici anni, aveva infatti sposato in prime nozze Camilla di Mariotto Rucellai, figlia del nonno di Lisa, nel 1491, e in seconde nozze Tommasa di Mariotto Villani, nel 

1493.


La dote di Lisa era composta da 170 fiorini e dall'azienda agricola di San Silvestro, vicino alla casa di campagna di famiglia, segno che, all'epoca, quel ramo della famiglia Gherardini era sì benestante, ma non come un tempo; questo inoltre dimostra i veri sentimenti del marito. La proprietà si trova tra Castellina in Chianti e San Donato in Poggio, vicino a due cascine, che divennero in seguito proprietà di Michelangelo Buonarroti. La coppia mantenne sempre un discreto tenore di vita. Il matrimonio migliorò lo status sociale di Lisa, perché la famiglia del marito era più facoltosa della sua; Francesco, invece, ebbe dei vantaggi in quanto la famiglia dei Gherardini era antica e aristocratica, ed era un prestigio imparentarvisi. 


Lisa e Francesco ebbero cinque figli (Piero, Camilla, Andrea, Giocondo e Marietta) di cui quattro tra il 1496 e il 1507. Lisa allevò anche Bartolomeo, figlio di Francesco e della sua prima moglie, Camilla, che aveva un anno quando la madre naturale morì; la matrigna di Lisa, Caterina, e la prima moglie di Francesco erano sorelle, appartenenti alla famiglia Rucellai. Le due figlie femmine, Camilla e Marietta, divennero suore cattoliche, rispettivamente con il nome di suor Beatrice e suor Ludovica. Suor Beatrice entrò nel convento di San Domenico di Cafaggio (successivamente denominato San Domenico del Maglio, dove venne affidata alle cure della sorella di Antonmaria, suor Albiera, e della sorella di Lisa, suor Camilla (coinvolta all'epoca in uno scandalo per delle relazioni con alcuni uomini)]; morì all'età di 18 anni e venne sepolta nella Basilica di Santa Maria Novella. Suor Ludovica, invece, entrò dal 1521 nel Monastero di Sant'Orsola, un convento tenuto in grande considerazione a Firenze, alla quale era molto legata la madre Lisa.


1499 

Francesco venne eletto come uno dei Dodici Buonomini della Repubblica fiorentina, prima che, nel 1512, ne divenisse priore, venendo riconfermato in questa carica nel 1524. Ebbe rapporti commerciali e, soprattutto, politici con la potente famiglia dei Medici; 


1503, 5 marzo

furono in grado di acquistare una casa, accanto ad una vecchia proprietà dei Del Giocondo, in via della Stufa; nello stesso anno, Leonardo da Vinci cominciò a dipingere il ritratto di Lisa, su commissione di Francesco.



1512 

quando il governo di Firenze temeva il loro ritorno dall'esilio, Francesco venne imprigionato e multato di 1.000 fiorini, venendo rilasciato nel mese di settembre, quando il potere pubblico della famiglia medicea venne restaurato. In ottobre di quello stesso anno, partecipò con un ristretto gruppo di parenti e partigiani medicei al sostegno economico del nuovo governo .

Nel 1538,

Francesco morì di peste; circa quattro anni più tardi, Lisa si ammalò e fu portata da sua figlia suor Ludovica al Monastero di Sant'Orsola, dove morì il 15 luglio 1542, all'età di 63 anni, e qui fu sepolta. Tra le prove citate, vi sono alcune carte come l'attestato nel registro dei decessi della Basilica di San Lorenzo: "Donna fu di Francesco del Giocondo morì addì 15 di luglio 1542 sotterrossi in Sant'Orsola tolse tutto il capitolo" e numerosi altri documenti dell'epoca sul padre Antonmaria e sul marito Francesco. Secondo un altro studio, Francesco visse fino a 80 anni, morendo nel 1539, mentre Lisa potrebbe aver vissuto almeno fino al 1551, quando lei avrebbe avuto 71 o 72 anni. Il ramo toscano dei Gherardini si estinse nel 1743 con la morte di Fabio Gherardini, ultimo gentiluomo della famiglia in Toscana.


1537, gennaio

Francesco, nel suo testamento siglato da Piero da Vinci, padre del genio toscano[33], aveva stabilito che, alla sua scomparsa, venisse restituita a Lisa la dote, consegnandole inoltre il suo abbigliamento personale ed i suoi gioielli. Riguardo alle cure riservate alla moglie, scrisse delle precise disposizioni alla loro figlia suor Ludovica e a suo figlio Bartolomeo[34]. Il testamento di Francesco infatti recita:

  • Pubblicazioni
  • L. M. Batkin, Leonardo da Vinci, Laterza, Bari 1988.
  • F. Berdini, La Gioconda chi é, TOMO edizioni, Roma 1989.
  • M. Carminati, Leonardo da Vinci. La Gioconda, Silvana Editoriale, Milano 2003.
  • A. Castrel, La Gioconda, l'illustre incompresa, Edizioni Leonardo, Milano 1989.
  • K. Klark, Leonardo da Vinci. Storia della sua evoluzione artistica, Mondadori, Milano 1983.
  • E. Crispino, Leonardo, Giunti, Firenze 2002.
  • E. Gombrich, Antichi maestri, nuove letture: studi sull'arte del Rinascimento, Einaudi, Torino 1987.
  • M. Kemp, Leonardo da Vinci: le mirabili operazioni della natura e dell'uomo, Mondadori, Milano, 1982.
  • Leonardo, a cura di Chastel, Galluzzi e Pedretti, Giunti, Firenze, 1987.
  • P. La Mure, Vita privata di Monna Lisa, Razzoli, Milano 1978.
  • P. Marani, Leonardo. La Gioconda, Giunti, Firenze 2003.
  • R. McMullern, Mona Lisa. The Picture and the Mith, Houghton Mifflin Company, Boston 1975.
  • G. Pallanti, Monna Lisa. Mulier Inenua, Polistampa, Firenze 2004.
  • C. Pedretti, Leonardo. A Study in Chronology and Style, Thames and Hudson, London, 1973.
  • G. Poggi, Leonardo da Vinci, Firenze, 1919.
  • D. Sassoon, La Gioconda, Carocci, Roma, 2002.
  • C. Scaillerèz, Leonardo da Vinci. La Joconde, Réunion des Musées Nationaux, Louvre, Paris, 2003.
  • Maurice Serullaz, La Gioconda, Leonardo da Vinci, Editions d'art, Paris 1947.
  • Giovacchino Sestini, Leonardo da Vinci e la Gioconda, Unione Ed. Artistica Italiana, Firenze : 1914.
  • L. Sofovich,Biografia de La Gioconda, Espasa-Calpe 1953.
  • P. Taglialatela, Leonardo da Vinci e il suo quadro per Monna Lisa del Giocondo, Tip. Pontificia Michele D'Auria, 1912.
  • G. Vasari, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori (seconda edizione, con l'aggiunta delle vite de' vivi e dei morti dal 1550 al 1567, Firenze 1568), Newton Compton, Roma, 1991.
  • C. Vecce, Leonardo, Salerno editrice, Roma, 1998.
  • R. Villa, Leonardo, Mondadori, Milano, 1991.
  • F. Zollner, Leonardo da Vinci, Mona Lisa. Das Portrat der Lisa del Giocondo. Legende und Geschichte, Fischer Taschenbuch Verlag, Frankfurt a. M 1994.
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