Leonardo e la cultura Ellenistica


Leonardo da Vinci e l'antica Grecia

E' molto importante, parlando di Leonardo da Vinci, trattare il periodo Ellenistico, epoca della letteratura greca che  ha inizio con la  morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. e si conclude alla battaglia di Azio nel 31 a.C.

Come vedremo proseguendo nella lettura, riusciremo a capire quanto Leonardo da Vinci sia stato influenzato quasi in modo ossessivo proprio dai greci e quanto abbia fatto per studiarne le loro idee, le loro soluzioni e invenzioni e addirittura, come abbia capito i concetti del "principio dimostrativo", quello che oggi possiamo identificare come "metodo scientifico".

La vita e le opere di Leonardo, dunque, sono state largamente influenzate dai pensatori dell'epoca greca, da quegli uomini che hanno gettato le basi della conoscenza e del pensiero, quel pensiero che ha determinato la civiltà e la scoperta, forse più di ogni altro popolo dell'umanità. 

Possiamo affermare con assoluta certezza che Leonardo era consapevole che il mondo già creato, prima di lui, era nato su solide basi e modelli di analisi e che proprio da questo mondo traeva ispirazione. 

Leonardo quindi non ha partecipato attivamente a quella che poteva essere considerata la nuova era scientifica delle scoperte, piuttosto ne è stato un attento "sperimentatore" di modelli teorici, alcuni accettandoli, altri modificandoli o addirittura contestandoli, in quanto ritenuti, a suo modo, sbagliati nell'approccio. 

Mentre nella pittura il suo apporto fu decisivo, cosa diversa dobbiamo affermare per la ricerca scientifica, dove il suo impegno ha certamente consentito l'apertura verso nuovi orizzonti, ma a differenza di  Euclide o dello stesso Pitagora che inventarono strumenti e macchine funzionanti 1.400 anni prima di lui, alcune invenzioni "meccaniche " di Leonardo non  raggiunsero al suo tempo, la funzionalità dallo stesso Leonardo sperata.  

Dobbiamo dunque fare un passo indietro, di quasi 1.400 anni e immaginare di trovarci nell'antica Grecia, in un periodo storico nel quale la civiltà greca si espande verso  i territori della Siria e della Fenicia, dell'Africa del Nord, della Mesopotamia , influenzando di fatto la creazione e l'interscambio di nuove culture filosofia, economia, religione, scienza e arte , sino a raggiungere una decisa espansione verso l'oriente e il territorio asiatico  Mar Nero (Regno del Bosforo Cimmerio) creando  una fusione con le culture dell'Asia minore, dell'Asia centrale, dell'Iran e dell'India (Regno indo-greco) , dando vita a ciò che viene identificato dagli storici come il più grande momento culturale del mondo greco: la civiltà ellenistica.

 

il percorso di Alessandro Magno


Cosa sappiamo di Alessandro Magno?

Era conosciuto anche come Alessandro il Grande, Alessandro il Conquistatore, Alessandro il Macedone e Alessandro III di Macedonia, grande militare macedone, re di Macedonia della dinastia degli Argeadi a partire dal 336 a.C., succedendo al padre Filippo II. 

Le cronache raccontano che in soli  dodici anni conquistò l'immenso Impero persiano, talmente grande che i suoi confini si espandevano  dall'Asia Minore all'Egitto fino agli attuali regioni del Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Salito al potere nel 336 a.C., Alessandro Magno si occupò subito di consolidare il suo potere, facendo eliminare fisicamente tutti gli altri possibili rivali al suo trono. Le sue conquiste furono epoche come le sue strategie e il suo coraggio dimostrato in battaglia, una grande visione tattica che solo un btrande condottiero poteva possedere.

fonte: mappe-scuola.com

 

A soli 33 anni Alessandro Magno è conosciuto in tutti i territori sia quelli conquistati sia dai popoli che ne hanno sentito raccontare le sue gesta. I popoli sottomessi dal grande condottiero hanno visto la sofferenza, la morte e  le distruzioni e iniziarono a nascere i primi focolaio della rivolta contro le leggi imposte da Alessandro.  Iniziano quindi le rivolte e le prime congiure contro la nuova visione dell'impero di Alessandro Magno. 


il 10 giugno del 323 a.C.

Le truppe dell'impero di Alessandro Magno si dirigono verso i territori della Babilonia, dove lo stesso Alessandro non farà più ritorno. La sua morte non è stata mai definitamente chiarita: si parla di avvelenamento causato dai nemici, da una cirrosi epatica.

Alessandro Magno

 

 la nascita dei regni ellenistici

 Dopo la morte di Alessandro Magno, l’ impero da lui conquistato iniziò velocemente a frazionarsi e questo fu legato alla volontà dei molti suoi luogotenenti di battaglia, generali e capitani che vollero sostituirsi al potere per mantenere in essere uno stato imperialista.  Dopo oltre vent'anni di lotte interne, si vedono affermare quelli che verranno indicati come i nuovi Stati, detti regni ellenistici. 

I nuovi regni ellenistici, si caratterizzano per due nuove condizioni:

  • ogni regno diventa monarchico ( forma tipica dei popoli barbarici) 
  • ogni regno ha una grande estensione territoriale.

Nascono quindi tre principali regni, quali:  

  • regno seleucidico, anche per il suo insediamento territoriale, appare come l’erede dell’impero persiano; 
  • regno tolemaico recupera strutture e caratteri dell’Egitto faraonico; 
  • regno antigonide è infine il diretto discendente della Macedonia argea di Filippo II.

Bisogna tener presente che quel che noi chiamiamo «regno ellenistico» era costituito in realtà da una serie di territori con politiche autonome e, malgrado questo, erano gestiti e coordinati dalla figura del sovrano. 

Il sovrano per meglio gestire il controllo sui regni ed evitare possibili insurrezioni, oltre che agli apparati militari che potevano controllare la situazione e reagire con le armi in caso di rivolte, doveva anche creare delle condizioni sociali che appoggiassero il disegno politico e questo era possibile farlo attraverso una capillare e diffusa rete di relazioni personali assai articolate, facenti parte delle classi più alte del regno che avevano incarichi importanti all'interno della società e che potevano influenzare le scelte del popolo attraverso il loro intervento. Ovviamente tutto questo esercizio di potere aveva un costo elevato in termini di danaro da parte del Sovrano, ma poteva garantirgli il mantenimento delle condizioni da lui richieste. Il continuo interscambio di favori tra il governo centrale e il governo locale dei regni, creavano tensioni e malumori a tal punto che i governi locali, in taluni casi, richiedevano una completa indipendenza dallo Stato centrale.  

Chi era delegato "delle relazioni" tra i regni e lo stato centrale era una figura piuttosto diplomatica e capace  di gestire le situazioni più conflittuali, questa figura era chiamata  basileus.

Il basileus,  un titolo che indicava  un sovrano di rango regale o imperiale, era anche una figura abile nel comandare anche un intero esercito come era capace di gestire affari pubblici in nome e per conto dei propri committenti governativi.

Vennero aperte le nuove strade commerciali sia per mare che per terra, aumentando considerevolmente il flusso dei mercanti e delle merci sia verso l'Oriente che verso l'Occidente. Si rafforzano i nuovi porti nel Mediterraneo e altri ne vengono creati, cosi come viene  aumentata e modificata l'urbanistica delle città che sorgono grazie alla diffusione del nuovo benessere. 

I regni ellenici, a questo punto, dimostrano di essere una perfetta anche se autoritaria organizzazione perfettamente gestita dal regime monarchico, sviluppando in molti regni l'uso di un unica lingua riconosciuta: il dialetto attico.  


 

la battaglia di Azio e l'inizio del periodo ellenistico


Azio od Actio (in greco antico: Ἄκτιον; in latino: Actium) era l'antico nome di un promontorio della Grecia occidentale nell'Acarnania nordoccidentale, passato alla storia per lo scontro navale tra le forze di Cesare Ottaviano e quelle di Marco Antonio, decisivo per le sorti della guerra civile romana.

L'uccisione di  Gaio Giulio Cesare avvenuta il 15 marzo del 44 a.C. mise in crisi la Repubblica Romana, costituendo un vuoto politico.  Cesare Marco Antonio, fedelissimo dell'ex imperatore ucciso, prese in mano la situazione creando una serie di accordi si con gli avversari dello stesso Cesare, chiamati "i congiurati", sia con la parte politica che lo spalleggiava, creando cosi una forma di equilibrio di transizione. 

Chi non volle una "scalata" di Marco Antonio, fui proprio  Augusto ( conosciuto anche come Ottaviano,  figlio adottivo di Cesare ed erede di un immenso patrimonio che lo stesso Marco Antonio stava sperperando in pagamenti a politici, senatori, giudici e uomini di potere,il tutto per "comprare" il suo ruolo di erede di cesare. Ottaviano iniziò una guerra intestina con Marco Antonio e, quest'ultimo,  schierò il suoi soldati nel territorio di Azio, mentre quello di Augusto Ottaviano nella futura dove sarebbe sorta Nicopoli. 

La battaglia fu combattuta prevalentemente sul mare all'ingresso del Golfo di Arta. Furono migliaia i soldati che morirono e le imbarcazioni date alle fiamme. 

La vinse Ottaviano, grazie all'intervento di uno dei suoi ammiragli , un certo Agrippa, che accortosi che lo scontro che era in corso oramai da diverse ore in stallo, decise di effettuare una manovra che si rivelò strategicamente vincente e che costrinse la flotta delle galee  di Cleopatra a fare rotta in Egitto, cosi come fece Antonio che abbandonò il comando seguendo la stessa Cleopatra. In questo momento tutta la flotta navale di Antonio, avendo perso il proprio comandante, decise di arrendersi ad Ottaviano. 

Mappa della spartizione dell'Impero macedone tra i Diadochi dopo la morte di Alessandro (301 a.C.

 

Gli Ellenistici nel mediterraneo

L'evento cruciale dell'avvento della nuova cultura ellenistica fu la crisi della polis, che non fu affatto improvvisa. L'esasperazione dei cittadini nei confronti delle interminabili guerre tra le città portò alla convinzione che la pace e l'unità potessero essere raggiunte solo attraverso l'intervento di un principe straniero. Così Filippo II di Macedonia, la cui casa reale si era ellenizzata dai tempi delle guerre persiane, riuscì ad entrare nelle discordie tra i greci e ad imporre la sua talassocrazia.

Facevano parte di questa"ondata di rinnovamento ideologico e culturale", sia la Sicilia e tutta la bassa Italia, chiamata anche Magna Grecia, ma anche l'Egitto, zone in cui una versione della lingua greca antica, la koinè, divenne la lingua franca della politica, dell'economia e della cultura. La cultura ellenistica si fuse con la cultura romana e continuò ad esistere anche dopo la nascita dell'impero.

In particolare dopo la conquista macedone dell'impero persiano, sorsero regni ellenistici in Medio Oriente (impero seleucide, regno di Pergamo, ecc.), Africa nord-orientale (regno tolemaico) e Asia meridionale (regno greco-battriano, regno indo-greco).

L'estensione dell'economia monetaria e lo sviluppo delle banche favorirono gli scambi e i commerci; l'agricoltura subì il dirigismo di Stato. Sul piano culturale, tutti i popoli civili e barbari vennero chiamati a partecipare d'un immenso patrimonio spirituale: la nuova “lingua comune” (la koinè), che superò le barriere linguistiche dei dialetti, consentendo di intendersi agli uomini più diversi e lontani.

Rapida conseguenza delle conquiste di Alessandro prima e del formarsi dei regni poi, fu un imponente fenomeno urbanistico, sensibile soprattutto ad Alessandria, fondata nel 332-331 a. C. e resa splendida dai Lagidi.


il centro del mondo Ellinistico

Nella metropoli egiziana vissero, al tempo di Tolomeo I, poeti e filologi famosi come Filita di Coo e Zenodoto di Efeso, scienziati come il matematico Euclide, il naturalista Stratone di Lampsaco e il medico Erofilo di Calcedone, uomini di Stato come Demetrio Falereo, probabile fondatore della celebre Biblioteca che al tempo di Tolomeo II Filadelfo contava ca. 500.000 volumi. Sotto il Filadelfo, Alessandria ospitò i grandi poeti dell'età ellenistica: Teocrito, Callimaco e Apollonio Rodio. Rivali dell'alessandrinismo furono le città di Pergamo, sede di una biblioteca di 20.000 volumi e d'una scuola filologica di prim'ordine; Antiochia, dove vissero i poeti Arato di Soli ed Euforione di Calcide; Pella in Macedonia, fiorente soprattutto sotto il re stoico Antigono Gonata; e la stessa Atene, dove, fra il sec. IV e il III a. C., Epicuro e Zenone fondarono le loro grandi scuole. La fioritura delle città coincide per altro con il crollo dell'antica città-Stato (la pólis), ancor viva negli ideali politici di Demostene e in quelli filosofici di Platone e di Aristotele.

fonte:il paradiso delle mappe

il pensiero filosofico ellenistico

 Le teorie fiolosofiche ellenistiche si basano su:


  • Scetticismo 
Dalla parola greca σκέψις (sképsis), che significa "ricerca", "dubbio", significato che impone  l'analisi delle questioni dei criteri della conoscenza umana che secondo questo principio filosofico, non può essere in grado di raggiungere e di arrivare ad una completo di conoscenza superiore chiamata anche la verità assoluta.


  • stoicismo 
Lo stoicismo, corrente filosofica  fondata  ad Atene da Zenone di Cizio intorno al 300 a.C. ha radici nella costruzione logica di un modello di pensiero attraverso l'analisi razionale delle questioni.

  • epicureismo 

Dottrina filosofica, enunciata nella sua forma più antica dal filosofo greco Epicuro (341-270 a.C.), dottrina insegnata dallo stesso  Epicuro e dai suoi seguaci. Si basa  sulla ricerca di un attento  e consapevole equilibrio interiore dell'uomo, raggiungibile esclusivamente attraverso il controllo e la conoscenza  di sé innanzi agli eventi che possono generarsi, ma anche nella ricerca della piena soddisfazione dei propri bisogni , e attraverso la liberazione totale dal timore della divinità e della morte. 
 
il pensiero Aristotelico

Aristotele (in greco antico: Ἀριστοτέλης, Aristotélēs; Stagira, 384 a.C. o 383 a.C. – Calcide, 322 a.C.) allievo del filosofo Platone, segnò in modo deciso il modello di un nuovo pensiero. Uomo di grande capacità di ragionamento, basa l'analisi del pensiero sulla capacità di argomentazione e di analisi che lo determina, sugli aspetti logici e conformi

Il filosofo Aristotele


Aristotele pensava che la sintesi delle cose siano sempre dentro le cose stesse, sia nel bene che nel male, e che non andavano ricercate al loro esterno o in cielo.

Il fatto che tutti i fenomeni naturali siano soggetti a costante mutamento significa per Aristotele che nella materia è sempre insita la possibilità di raggiungere una forma precisa. Secondo Atristotele quindi la filosofia assume il compito di indagare e di identificare  le cause che determinano il perché un oggetto tenda ad evolversi in un certo modo e non diversamente. Questo ragionamento lo porta a definire una serie di cause essenziali del ragionamento, quali:


  • causa formale: consiste nelle qualità specifiche dell'oggetto stesso, nella sua essenza;
  • causa materiale: la materia è il sostrato senza cui l'oggetto non esisterebbe;
  • causa efficiente: è l'agente che determina operativamente il mutamento;
  • causa finale: la più importante di tutte, in virtù della quale esiste un'intenzionalità nella natura; è lo scopo per cui una certa realtà esiste.

Nell'età ellenistica si assiste ad una forte diffusione le scienze mistiche, come ad esempio la magia, l'astrologia, l'alchimia e le pratiche teurgiche. Per chiarire il significato che la tecnologia ebbe presso i greci nell'età ellenistica, occorre premettere che la stessa sapienza, secondo Aristotele, nasce dalla meraviglia:


Il pensiero di Aristotele 

fatti gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia:

mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito,

progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori:

per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri,

o i problemi riguardanti la generazione dell'intero universo.

Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia [thaumazon] riconosce di non sapere;

ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo:

il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia.

Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall'ignoranza, è evidente che ricercarono il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica.»

 

Dal punto di vista filosofico l'Ellenismo è un periodo molto ricco, non solo per le grandi costruzioni sistematiche (Plotino, Epicuro) ma anche perché l'interesse per la filosofia è condiviso dalla maggior parte degli uomini d'ingegno, che in questa attività trovano il loro appagamento intellettuale e spirituale.

All'inizio questa filosofia è mossa da istanze pratiche più che teoretiche: il problema è trovare un "modus vivendi" che permetta di giungere alla pace interiore, condizione prima di ogni felicità. Il carattere settario di molte scuole di quest'epoca si spiega con il fatto che le conoscenze da queste offerte per risolvere i problemi dell'uomo assomigliano a nuovi culti religiosi: tutte poi presentano un carattere di sistematicità e dogmatismo nelle dottrine che è legato al timore che la discussione possa mostrare i limiti delle verità di cui invece questa età è alla ricerca, verità assolute. Nascono così i sistemi ateo e antimetafisico degli Scettici, materialistico degli Epicurei e degli Stoici, spiritualistico in senso religioso dei Neoplatonici. Il metodo privilegiato è quello deduttivo (Plotino).

Ceramica e glittica

L'arte manuale e artigianale si sviluppa in modo predominante e nasce quindi  nuovo stile di decorazione su fondo nero e la produzione di ceramica a rilievo o smaltata (vasi caleni, canosini, centuripini, megaresi, pergameni). 

Il vaso per la cultura ellenistica diventa elemento di distinzione a tal punto che vengono prodotti i vasi anche in metallo oltre che la tradizionale terracotta, vasi decorati o con gemme e pietre preziose finemente lavorate.  Nella lavoraione del vetro si assiste ad una e vera tecnica di incisione, fusione e lavorazione senza precedenti dove la creazione e la diffusione di vetri dorati , vetri blu, e mosaici, forniscono nuove strade per la decorazione.

La prosa

Nel dominio della prosa, oltre agli scritti dei filosofi, è da ricordare una copiosa produzione scientifica, che investe i campi più diversi: dalla biologia vegetale e animale alla medicina, dalla matematica alla meccanica (da Euclide ad Archimede), dalla geografia fisico-matematica a quella storico-archeologica e descrittiva e soprattutto all'astronomia, in cui Aristarco di Samo, Apollonio di Perge e Ipparco di Nicea lasciano impressionanti tracce del loro genio. Non mancano scienziati enciclopedici (come Eratostene) e neppure storici della scienza. 

 

Pittura e mosaico

Accanto alla grande scultura e al rilievo si affermarono nell'età ellenistica le terrecotte figurate, prodotte specialmente a Tanagra e Mirina e, in Magna Grecia, a Taranto. Per la pittura e il mosaico, le fonti letterarie appaiono in questo campo meno copiose che per l'età precedente, ma è pervenuto un numero piuttosto ricco di esemplari, anche se in copie: si tratta delle pitture di Pompei e degli altri centri vesuviani. Le scuyole di riferimento diventano quelle di di Sicione, Rodi, Alessandria e Pergamo; tra i vari artisti, Antifilo, Filosseno, Timante, Erigono, Nealce, Artemone, Pasia, Soso, Apaturio.

 

La poesia

Nella poesia non vi è più traccia dell'epopea delle guerre e dell'eroismo dei suoi guerrieri nella poesia, a favore di nuovi modelli poetici che meno hanno a che fare con eventi epici, ma che trattano poemi e alla vita quotidiana del nuovo uomo e del suo vivere.  Vengono coltivati n uovi generi come ad esempio l'idillio, da Teocrito a Mosco e Bione,  e il mimo (Eroda) risultano essere nuove e accattivanti soluzioni per il popolo. 

 

La scultura

Delle scuole di scultura, tre furono i centri principali, oltre ad Atene: Alessandria, Rodi e Pergamo.  Accanto alle eredità dei grandi maestri, si sviluppò nel primo ellenismo lo stile detto “sobrio” o “semplice” o “della forma chiusa”. L'opera più caratteristica di questa tendenza è la statua di Demostene dell'attico Polieuktos (ca. 280 a. C.). Si possono inoltre citare la Temi di Ramnunte, opera di Cherestrato, la Tyche di Antiochia di Eutichide, i ritratti di Zenone e di Filetero di Pergamo. Parallelo allo stile “sobrio” iniziò ad affermarsi un nuovo ideale di plasticismo più ricco e dinamico (la Fanciulla di Anzio ), che sfociò nel “barocco” e nella “forma aperta” caratterizzanti la seconda grande fase dell'ellenismo. È lo stile in cui il vivace senso plastico si avvale di violenti effetti pittorici e chiaroscurali, e che resta tipico dell'ambiente microasiatico. 

 

Architettura

Le nuove archityetture mostrano un ordine  corinzio accanto allo ionico, e a un tipo stilizzato e allungato di dorico, nel diffondersi dell'edificio a pianta circolare, la thólos. L'urbanizzazione prevede l'inserimento di costruzioni monumentali, creazione di grandi aree urbane, inserimento di porticati, basiliche, biblioteche,  teatri  Il tipo della casa ellenistica è particolarmente documentato a Priene, Delo, Pompei, mentre le tombe più significative per il loro valore di novità sono quelle di Alessandria.


LE GRANDI INVENZIONI ELLENISTICHE

La scienza Ellenistica

Sui miglioramenti tecnici e scientifici dell'età ellenistica influirono quindi diversi fattori. Uno di questi fu l'assorbimento nel modo greco di antichi saperi egiziani, babilonesi e persiani.
Ma il vero approfondimento avvenne in epoca ellenistica, quando cioè apparvero uomini in grado non solo di comprendere appieno il valore e l'importanza della matematica babilonese o della medicina egiziana, ma di sviluppare tutte le conoscenze raggiunte nel mondo unificato ed implementarle. Non fu un caso, dunque, che i principali protagonisti della vita scientifica in epoca ellenistica non vennero dalla Grecia continentale, ma vissero principalmente in altre realtà.  Come Euclide, ad esempio, che operò ad Alessandria, e come Archimede, che nacque a Siracusa, ma studiò a lungo ad Alessandria.

Sono molti gli esempi di quanto il ondo Ellnistico abbia dato alla storia della civiltà e delle scoperte scientifiche e per cpirlo dobbiamo necessariameente fare riferi mento a quello che veniva considerato il centro della cultura ell'epoca: il museo Il primo Tolomeo.

Il Museo (museion in greco, musaeum in latino) eretto in Alessandria d'Egitto per iniziativa di Tolomeo II, era una costruzione dedicata alle figlie di Zeus, chiamate Muse . Il Museo era considerato il punto di riferiemnto della cultura Ellenistica, spesso meta di incontro dei pensatori e dei teorici come ad esempio Erastotene, Erofilo e lo stesso Euclide.   vi aveva fondato Museo e Biblioteca e questi fornivano agli studiosi raccolte di testi e strumenti d'ogni genere.
Le invenzioni e i perfezionamenti di macchine militari nel IV secolo su richiesta di sovrani quali Dioniso di Siracusa e Filippo V di Macedonia contribuirono certamente allo sviluppo della meccanica. Allora come oggi, purtroppo, sembra sia l'esigenza di migliorare l'efficienza bellica uno dei grandi incentivi all'incremento delle scienze e delle tecniche.
Comunque sia, nel campo della meccanica, dell'idrostatica e persino dei gas compressi si ebbero insieme realizzazioni pratiche e teoriche.

Ma chi erano questi dotti?

 

Erastotene

Eratostene di Cirene (in greco antico: Έρατοσθένης, Eratosthénēs; Cirene, 276 a.C. circa – Alessandria d'Egitto, 194 a.C. circa) è stato un matematico, astronomo, geografo e poeta greco antico.

Fu uno degli intellettuali più versatili della sua epoca. Terzo bibliotecario della Biblioteca di Alessandria e precettore di Tolomeo IV Filopatore, è oggi ricordato soprattutto per aver misurato per primo con ottima approssimazione le dimensioni della Terra. È anche conosciuto come Eratostene beta, ovvero Eratostene secondo, nomignolo assegnatogli, non senza malizia, già dagli antichi per sottolineare come egli si applicasse in moltissime discipline differenti , senza però primeggiare in nessuna, risultando così sempre alle spalle di qualcun altro

 

Erofilo

Erofilo (in greco antico: Ηρόϕιλος, Heróphilos; Calcedonia, 335 a.C. circa – Alessandria d'Egitto, 280 a.C. circa) fu un medico greco-ellenistico, noto come primo anatomista della storia e per essere stato, insieme ad Erasistrato, il fondatore della grande scuola medica di Alessandria d'Egitto.

 

Euclide 

Euclide (in greco antico: Εὐκλείδης, Eukléidēs; IV secolo a.C. – III secolo a.C.) è stato un matematico greco antico. È stato sicuramente il più importante matematico della storia antica, e uno dei più importanti e riconosciuti di ogni tempo e luogo.

Si occupò di vari ambiti, dall’ottica all’astronomia, dalla musica alla meccanica, oltre, ovviamente, alla matematica.

Euclide è menzionato in un brano di Pappo, ma la testimonianza più importante su cui si basa la storiografia che lo riguarda viene da Proclo, che lo colloca tra i più giovani discepoli di Platone.

 

Ctesibio 

Ctesibio (greco: Κτησίβιος; floruit; ... – Alessandria d'Egitto, ...) è stato un ingegnere e inventore greco antico, inventore della pompa, dell'organo a canne e dell'orologio ad acqua, fondatore della pneumatica e iniziatore della scuola dei meccanici alessandrini.

 

Filone di Bisanzio

Filone di Bisanzio (fl. III secolo a.C.; 280 a.C. circa – 220 a.C. circa) è stato uno scienziato e fisico greco antico, successore e discepolo di Ctesibio.

Filone fu autore di un vasto Trattato di meccanica (Μηχανικὴ Σύνταξις), che in larga parte è perduto. Dalle sezioni conservate sappiamo che esso conteneva almeno:

  • Una Introduzione (εἰσαγωγή) ai principi matematici 
  • Un libro Sulle leve ( μοχλικά),  teorica della meccanica.
  • Un libro Sulla costruzione di porti ( λιμενοποιικά), anche perduto.
  • Belopoeica (βελοποιικά) - sulla costruzione di armi da getto. 
  • Pneumatica (πνευματικά). 
  • Automatopoeica ( αὐτοματοποιητικά) - sulla costruzione di automi. 
  • Paraskeuastica (παρασκευαστικά) - sulle opere di difesa.
  • Poliorcetica (πολιορκητικά) - sulla conduzione degli assedi.
 

Archimede di Siracusa 

(in greco antico: Ἀρχιμήδης, Archimédēs; Siracusa, 287 a.C. circa – Siracusa, 212 a.C.[1]) è stato un matematico, fisico e inventore siracusano, siceliota.

Considerato come uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, i contributi di Archimede spaziano dalla geometria all'idrostatica, dall'ottica alla meccanica. Fu in grado di calcolare la superficie e il volume della sfera e intuì le leggi che regolano il galleggiamento dei corpi. In campo ingegneristico, Archimede scoprì e sfruttò i principi di funzionamento delle leve e il suo stesso nome è associato a numerose macchine e dispositivi, come la vite di Archimede, a dimostrazione della sua capacità inventiva. Circondate ancora da un alone di mistero sono invece le macchine da guerra che Archimede avrebbe preparato per difendere Siracusa dall'assedio romano.

La vita di Archimede è ricordata attraverso numerosi aneddoti, talvolta di origine incerta, che hanno contribuito a costruire la figura dello scienziato nella mente collettiva. Ad esempio, è rimasta celebre nei secoli l'esclamazione hèureka! (εὕρηκα! - ho trovato!) a lui attribuita dopo la scoperta del principio che porta il suo nome. Archimede è giustamente considerato come il prototipo dell'inventore di macchine utili, in grado di risparmiare energia e lavoro e conseguire risultati di grande efficacia.
Durante la sua permanenza in Egitto, egli inventò la coclea, una vite impiegata per sollevare l'acqua.
Come spesso accade nei momenti di maggior progresso, teoria e pratica erano strettamente congiunti.

 

Aristarco di Samo 

Aristarco di Samo (Samo, 310 a.C. circa – 230 a.C. circa) è stato un astronomo greco antico. formulò un'ardita ipotesi di universo eliocentrico, asserendo che la terra ruotava attorno al sole.
Seleuco di Babilonia 

 

Stratone di Lampsaco,

discepolo del Liceo di Aristotele, riuscì ad elaborare una teoria sulla comprimibilità dei gas riprendendo il concetto di spazio vuoto.

 

Eudosso di Cnido

 (in greco antico: Εὔδοξος ὁ Κνίδιος; Cnido, 408 a.C. – 355 a.C.) è stato un matematico e astronomo greco antico, cui sono attribuiti risultati di grande importanza, fondamentali per il costituirsi della matematica come scienza. L'anno di nascita è incerto, potrebbe essere compreso tra il 408 a.C. e il 406 a.C..

Eudosso fu studioso e studente di Platone, ma anche di Archita, dal quale apprese la geometria, e di Filistione di Locri dal quale conobbe la medicina[1]. Dato che tutti i suoi lavori sono andati persi, la nostre conoscenze su di lui sono ottenute da fonti secondarie, come i poemi astronomici di Arato. Il trattato di Teodosio di Bitinia Sphaericae è probabilmente basato su di un lavoro di Eudosso.


I contributi di Eudosso, allievo di Platone e maestro di Aristotele, notevoli per l'elenco delle stelle fisse e notevolissimo per la determinazione della circonferenza terrestre, furono ripresi daDicearco di Alessandria ed Eratostene di Cirene.


Erone 

Erone di Alessandria (chiamato anche Erone il Vecchio; I secolo d.C.? – ...) è stato un matematico, ingegnere e inventore greco antico, che realizzò l'eolipila e molti altri congegni meccanici.  Nelle opere di matematica e geometria (Definitiones, Geometria, Geodaesia, Stereometrica, Mensurae, Metrica), e l'invenzione della dioptra, dell'odometro, del paranco a fune e della gru a bandiera. Formulò le leggi della riflessione e la formula che esprime l'area di un triangolo (A) in funzione dei suoi lati (a, b e c) e del semiperimetro p.textstyle Asqrt ptimes p-atimes p-btimes p-c. Fu inoltre autore di diversi scritti di geometria, fra i quali Le misure, in tre libri, ed il Commento agli Elementi di Euclide e due libri di Pneumatica, in cui si descrivono numerose applicazioni della pressione. Tra queste, una in particolare, la Macchina di Erone, che serviva ad aprire e chiudere automaticamente le porte di un tempio (una versione tardo ellenistica delle moderne porte automatiche). Fu sempre Erone ad inventare il tasto per strumenti a corda: egli sostituì il pizzicato con la percussione di una corda musicale, controllata da un tasto che solleva un martelletto da una posizione di riposo in basso verso l'alto a colpire la corda.

 

LE GRANDI INVENZIONI ELLENISTICHE

molte delle invenzioni Ellenistiche furono studiate da Leonardo da Vinci. Si accorse degli errori di progettazione e dei limiti che venivano riportati sui testi e passò davvero molto tempo per cercare di migliore  e di renderle efficaci. non si limitava solo a riprogettarle ma anche a descrivere quelli che secondo lui erano errori che non avrebbero mai permesso un corretto funzionamento.
Probabilmente Leonardo sapeva che il mondo Ellenistico era stato un centro di sviluppo del pensiero cosi come sapeva che per 14.00 anni le invenzioni e gli studi filosofici e sperimentali.

Ingranaggio di Sakia: si hanno notizie già nell'Egitto ellenistico del II secolo a.C., dove l'ingranaggio viene disegnato e dipinto nella sua fase finale e funzionale.


Calcolatori analogici 
Nel 1900-1901, fu trovato il meccanismo di Antikythera nel relitto di Antikythera. Si pensa che il dispositivo fosse un calcolatore analogico progettato per calcolare le posizioni astronomiche e che fosse usato per prevedere le eclissi lunari e solari secondo i cicli di progressioni aritmetiche babilonesi. Risale a circa il 150 a.C. antico calcolatore meccanico conosciuto, datato tra il 150 e il 100 a.C.[2] o, secondo ipotesi più recenti, al 250 a.C.[3][4] Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e - secondo uno studio pubblicato su Nature[5] - le date dei giochi olimpici. Trae il nome dall'isola greca di Anticitera (Cerigotto) presso cui è stata rinvenuta nel relitto di Anticitera, resti di un naufragio avvenuto nel secondo quarto del I secolo a.C., contenenti, insieme a numerosi oggetti di quel tempo, anche la "macchina". È conservata presso il Museo

Ricostruzione del meccanismo, Museo archeologico nazionale di Atene

 

Principio della doppia azione

Principio meccanico universale che fu scoperto e per la prima volta applicato dall'ingegnere Ctesibio (III secolo a.C.) nella sua pompa a pistoni a doppia azione, che sarà dopo ulteriormente sviluppata da Erone nella sua manichetta.

 

Chiusa

venne nell'antico Canale di Suez nel periodo dominante di Tolomeo II (283-246 a.C.), all'inizio del III secolo a.C. Erodoto racconta  che intorno al 600 a.C fu propprio iniziato iul grande progetto di  ampliamento del canale navigabile tra il il fiume Nilo ed il Mar Rosso dove venne fondata  la città di Per Temu Tjeku (la casa di Atum Tjeku) oggi chiamataz Tell-el-Maskhuta, grazie al  faraone Nekao II , regnò per sedici anni, dal 610 a.C. al 594 a.C lavori che non giunsero mai a termine. intraprese lavori di scavo, senza però terminarli.

Il canale fu terminato dal re Dario I, Dario I di Persia, detto il Grande (in persiano antico: DAARAYAVAUSHA, Dārayavauš , trad.: "Colui che possiede il bene"; in greco antico: Δαρεῖος, Dareîos; persiano: داریوش‎, Dâriûsh; 550 a.C. – 486 a.C.), figlio di Istaspe, fu re di Persia dal 522 a.C. al 486 a.C.Dario I cinse anche la corona d'Egitto con il nome di Stutra. Il canale fu restaurato dal faraone ellenistico Tolomeo II nel 250 a.C.


Vite di Archimede

Questo dispositivo, capace di spostare sostanze solide o liquide da un piano inferiore a uno elevato, è tradizionalmente attribuito al matematico greco Archimede di Siracusa (circa III secolo a.C.).

Vista in sezione di una vite di Archimede azionata manualmente per il sollevamento dell'acqua.

Progetto di Leonardo da Vinci  


Faro

L'esempio più illustre dei fari dell'antichità, fu il Faro di Alessandria, la città fondata in Egitto da Alessandro Magno. Opera di Sostrato di Cnido, fu costruito sotto la dinastia dei Tolomei attorno al 280 a.C. sull'isolotto di fronte alla città, dal cui nome Pharos “Φάρος” (faro) deriva la parola faro nelle lingue di origine greca e latina. La più grande realizzazione nautica del mondo ellenistico fu il Faro di Alessandria, alto 95 metri. La sua luce era visibile a circa 48 km di distanza. Rilevata la sua utilità, in molti porti del Mediterraneo vennero costruiti fari, anche se di minori dimensioni. [19


Ruota idraulica

Descritta per la prima volta da Filone di Bisanzio (circa 280-220 a.C.). Scrittore greco di argomenti tecnici (fine del 3º sec. a. C.), scolaro di Ctesibio, e autore di un trattato di meccanica in 9 libri in cui si trattava di tecnica guerresca, della costruzione dei porti e di macchine pneumatiche. Filone  è citato da Vitruvio ed Erone. Della sua opera sono rimasti il 4º libro ed estratti o traduzioni di altri.


Trasmissione a catena

Descritta per la prima volta da Filone di Bisanzio (III secolo a.C), questo dispositivo dava l'energia a una balestra a ripetizione, la prima del suo genere finora conosciuta. 

La catena è un organo meccanico di trasmissione, suddivisa in tipologie differenti. Nella sua forma più semplice è costituita da una successione di anelli metallici, mentre nella sua forma più complessa, è formata da una successione di perni collegati fra di loro tramite delle piastrine dotate di un certa possibilità di movimento relativo, andando a formare la cosiddetta maglia: generalmente quest'ultimo tipo viene utilizzato per trasmettere il moto fra due alberi rotanti.

disegno di Leonardo da Vinci


Odometro

Lo strumento fu ideato dal matematico e fisico Erone di Alessandria (sec. I a.C.), ma taluni ne attribuiscono l'invenzione a  Eratostene nel III secolo a.C.  questo strumento aveva lo scopo di misurare la lunghezza del cammino percorso da un veicolo ( probabilmente carro), e si fondava sullo stesso principio dell'attuale contagiri per quanto riguarda  un comune mezzo( bicicletta,auto o moto).


cannone

la potenza del vapore acqueo, ossia quello che anticamente veniva chiamato «fumo d'acqua», era conosciuta fin dai tempi antichi. Sembra infatti che lo scienziato greco Archimede (III secolo a.C.), abbia costruito una specie di "cannone a vapore", che riusciva a lanciare dei grossi proiettili. L'architronito era un cannone a vapore descritto da Leonardo da Vinci.

La macchina era molto probabilmente in legno è composta da un contenitore in metallo che veniva portato a temperatura  tramite un braciere in rame, e introducendovi dell'acqua attraverso  una valvola posta all'esterno, durante il contatto diventa subito vapore, provocando l'espulsione del proiettile. Si pensa che la macchina fu usata nell'assedio di Siracusa nel 212 a.C. e nel 49 a.C. come attesta Giulio Cesare durante l'assedio di Marsiglia, anche se nel "De Bello Civili", che tratta di tale battaglia, non esiste traccia di un simile cannone, né in nessun altro scritto di Cesare sull'argomento.

progetto ricostruito in base ai disegni di Leonardo

foglio originale del progetto ricavato dagli studi di  Leonardo da Vinci


Sveglia

L'inventore e ingegnere ellenistico Ctesibio (fl. 285-222 a.C.) montò sulla sua clessidra un quadrante e una lancetta per indicare il tempo, e aggiunse un elaborato «sistema di allarme che poteva essere realizzato facendo cadere ciottoli su un gong, o facendo soffiare delle trombe (facendo forza su delle campane di vetro nell'acqua e portando l'aria compressa attraverso un'ancia) a tempi preimpostati». è stato un ingegnere e inventore greco antico, inventore della pompa, dell'organo a canne e dell'orologio ad acqua, fondatore della pneumatica e iniziatore della scuola dei meccanici alessandrini.

principio di funzionamento orologio a sveglia ad acqua


Astrolabio 

Utilizzato per la prima volta attorno al 200 a.C. dagli astronomi in Grecia. Usato per determinare l'altitudine degli oggetti nel cielo. La sua invenzione è spesso attribuita a Ipparco di Nicea, uno dei massimi astronomi della storia e che contribuì allo sviluppo della teoria degli epicicli, teoria abbozzata e proposta da  Apollonio di Perga.

L'astrolabio è un antico strumento astronomico tramite il quale è possibile localizzare o calcolare la posizione di corpi celesti come il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle. Può anche determinare l'ora locale conoscendo la latitudine, o viceversa. 

astrolabium


Leva 

Si hanno tracce scritte della"leva fisica" solo  nel 260 a.C. e viene descritta dal suo ideatore, il  matematico greco Archimede (in greco antico: Ἀρχιμήδης, Archimédēs; Siracusa, 287 a.C. circa – Siracusa, 212 a.C.  matematico, fisico e inventore siracusano, siceliota.  Alcuni graffiti già indicavano un disegno interpretabile come una leva ma solo nell'epoca ellenistica e grazie appunto ad Archimede,avviene l'approfondimento e lo studio dei carichi e delle leve fisiche. Sebbene usata già in epoca preistorica, la leva fu messa in pratica per tecnologie più avanzate nell'antica Grecia.

raffigurazione pittorica del principio della leva


Mulino ad acqua

 L'uso dell'energia idrica fu dovuto a pionieri greci: la primissima menzione a un mulino ad acqua nella storia si rileva nella Pneumatica di Filone di Bisanzio (circa 250 a.C.). 

Pneumatica (πνευματικά). Ne abbiamo un testo arabo contenente sessantacinque capitoli, che descrivono altrettanti apparecchi. I primi ventuno capitoli sono trasmessi anche da manoscritti latini e sembrano meno corrotti dei successivi. Essi descrivono soprattutto apparati sperimentali dimostrativi utili a illustrare vari fenomeni, tra i quali quelli relativi al principio del sifone. Per illustrare la dilatazione termica dell'aria si introduce l'apparecchio che in età moderna sarà detto termoscopio, ossia un rudimentale termometro ad aria[6]. L'ultima parte del testo arabo è dedicata ad applicazioni economicamente utili, come ruote idrauliche e macchine per il sollevamento dell'acqua.

Mulino ad acqua


Nave a tre alberi: Prima testimonianza di Syracusia, come di altre navi siracusane (mercantili) sotto Gerone II di Siracusa. fu tiranno di Siracusa dal 270 al 215 a.C.


Antico Canale di Suez 

Aperto da ingegneri greci sotto Tolomeo II (283-246) all'inizio del III secolo a.C., dopo iniziali tentativi, probabilmente solo in parte falliti.

segmento attuale del canale di Suez


Vele a prua e a poppa

 Questo tipo di vele, apparve nel II secolo a.C. nel Mare Egeo su piccole navi greche.

imbarcazione greca a doppia vela


Pompe ad aria e acqua

 Ctesibio e vari altri Greci di Alessandria del II secolo a.C. svilupparono e misero in pratica diverse pompe ad aria e acqua che servivano a una varietà di scopi,come ad esempio l'organo idraulico e dal I secolo d.C., la fontana di Erone.

principio di funzionamento della Pompa ad aria e acqua


Scappamento 
Descritto dall'ingegnere greco Filone di Bisanzio nel suo trattato tecnico Pneumatica (capitolo 31) nel III secolo a.C., come parte di un portacatino automatico per gli ospiti che si sarebbero lavati le mani. Il commento di Filone «la sua costruzione è simile a quella degli orologi» indica che tali scappamenti erano già integrati in antichi orologi ad acqua. 


Sospensione cardanica 

La sospensione cardanica (gimbal) fu descritta per la prima volta dall'inventore greco Filone di Bisanzio nel III secolo a.C.Filone descrisse un vaso a otto lati con dell'inchiostro, con un'apertura su ciascun lato, che può essere girato in modo che, mentre qualsiasi faccia è in cima, una penna può essere immersa e inchiostrata - tuttavia l'inchiostro non scappa via attraverso i buchi sugli altri lati. Questo è possibile per la sospensione del calamaio al centro, che viene montato su una serie di anelli concentrici in modo che possa rimanere stazionario indipendentemente dal modo in cui il vaso stesso viene girato.

Una sospensione cardanica è una montatura formata da due anelli mobili imperniati ortogonalmente.

In questo tipo di sospensione venivano, ad esempio, montate bussole e orologi nautici che, grazie a questo sistema restavano costantemente sul piano orizzontale nonostante i movimenti della nave. Prende il nome dal matematico Girolamo Cardano (1501-1576), suo presunto inventore, anche se in realtà essa fu proposta in tempi più antichi.


Strumenti di misurazione
Sono state trovate varie testimonianze di strumenti di misurazione, per la maggior parte in fonti alessandrine, che aiutarono molto lo sviluppo della precisione nell'acquedotto romano.


Manichetta

Inventata da Erone nel I secolo a.C. sulla base della pompa a pistoni a doppia azione di Ctesibio.[27] Ha permesso un più efficiente spegnimento degli incendi.

pompa a pistoni doppia di  Ctesibio


Distributore automatico 

Fu descritto per la prima volta da Erone di Alessandria nel I secolo a.C. è stato un matematico, ingegnere e inventore greco antico, che realizzò l'eolipila e molti altri congegni meccanici. La sua macchina accettava una moneta e dopo dispensava una quantità fissa di acqua sacra probabilmente anche vino), durante i riti propiziatori, nei templi egiziani. . Quando la moneta era depositata, cadeva su una vaschetta attaccata a una leva. La leva apriva una valvola, che lasciava fluire fuori un poco d'acqua. La vaschetta continuava a pendere con il peso della moneta fino alla caduta, fino al punto in cui un contro-peso avrebbe riportato la leva al proprio posto e spento la valvola.

Sistema di apertura automatica delle porte e organo a vento


Porte automatiche

 Secondo gli studiosi, le prime porte della storia risalgono alle popolazioni mesopotamiche e consistevano in poco più di qualche pelle o di una coperta appesi sopra l’ingresso delle abitazioni. Ad ogni modo, i primi veri documenti che testimoniano l’esistenza di porte nell’antichità sono i dipinti delle tombe degli antichi Egizi (dal 3.000 aC circa in poi) di Alessandria, un inventore alessandrino del I secolo d.C., creò degli schemi per delle porte automatiche in modo che potessero essere usate in un tempio con l'aiuto dell'energia del vapore.


Ventilazione

 Le Torri del Vento nella agorà romana ad Atene, a Torre dei Venti, chiamata anche horologion, è una torre ottagonale in marmo pentelic La struttura è alta 12 metri e ha un diametro di circa 8 metri. Nel passato il tetto era sormontato da una banderuola segnavento a forma di Tritone, indicante la direzione del vento. mostravano in cima un dispositivo di ventilazione nella forma di un Tritone di bronzo che stringeva nella propria mano protesa una bacchetta, che ruotava secondo il soffio del vento. Sotto, il suo fregio era ornato con le otto divinità del vento. L'alta struttura di 8 metri presentava all'interno anche meridiane e un orologio idraulico, il tutto risalente a circa il 50 a.C.


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