Leonardo ingegnere


Qualcuno riporta che Leonardo da Vinci voleva diventare ingegnere, perché riteneva che tale preparazione desse quella gloria imperitura a cui aspirava, più volte citata nei suoi taccuini. 

La Fama come la massima aspirazione dell’uomo. Che solo gli stolti non desideravano. Lasciare un grande ricordo di se ai posteri. 

Che le conoscenze e le competenze di un ”ingegnere” portassero alla gloria imperitura, alla costruzione di monumenti grandiosi, spettacolari, eterni, che stupivano tutti per la difficoltà dell’impresa. Folgorato sicuramente dalla fama di un Filippo Brunelleschi considerato un eroe dai Fiorentini. 

Della sua gigantesca cupola a copertura della crociera del Duomo di Firenze “fatta sanza alcuno aiuto di travamenti o di copia di legname, quale artificio certo”.

La più grande cupola del mondo di allora e in assoluto ancora tale, in muratura, con la grande e pesante sfera di bronzo dorato con sopra la croce, che vi era stata posta in cima. 

Commessa al Verrocchio – suo maestro – nel 1472 e sollevata ad oltre 110 metri di altezza con grandi difficoltà (di cui era stato testimone come ragazzo di bottega) lo hanno portato probabilmente allo studio ripetuto di svariati macchinari da sollevamento. 

Per superare forse quelli avanzatissimi per l’epoca, usati dal Brunelleschi e dal Verrocchio.  

Anche il suo progettare e disegnare nei dettagli ciascun aspetto ed elemento dell’elaborato, in visioni che adesso di definirebbero <esplose>, con la funzione- probabilmente - di spiegarne anche la costruzione ad un eventuale fornitore ed a chiarirne il comportamento, indicano questa sua aspirazione ingegneristica.

Marco Biffani