Palazzo reale di Romorantin



Romorantin-Lanthenay è una città del Loir-et-Cher di circa 18.000 abitanti e si trova nella regione del Centro, Valle della Loira. E 'considerata la capitale della regione naturale Sologne tra Loira e Cher. E' sita in una vecchia palude prosciugata durante il regno di Napoleone III. 


La storia

La cittadina è oggi racchiusa nelle mura di cinta risalenti al tardo medioevo e verso la fine del  XV secolo diventa il vero e proprio feudo dei conti di Angouleme che costruiscono un nuovo castello.



L'idea del re Francesco I
Francesco I era certamente un re ambizioso e anche benvoluto dalla cittadinanza francese e sentiva la necessità di creare proprio a Romorantin il punto di riferimento della politica e delle idee culturali del popolo franc3ese, scegliendola proprio come sua capitale.

Secondo le sue intenzioni Romorantin avrebbe portato alcuni vantaggi in quanto essendo posizionata nel centro del territorio francese e ra facilmente raggiungibile anche dai paesi più distanti.
Un altro dei motivi che spinse Francesco I a decidere definitivamente per Romorantin era il perfetto collegamento attraverso le canalizzazioni fluviali che gli potevano consentire sbocchi non solo nella Loira, ma anche nei canali minori, ad esempio quelli di  Cher e di la Sauldre.

Per capire bene la situazione di questo periodo dobbiamo pensare che Francesco I aveva un rapporto di rivalità piuttosto acceso con Carlo V e che l'dea di creare un grande castello degno del proprio nome avrebbe creato nel suo rivale grande invidia.

Francesco I re di francia ( François Ier) chiede agli inizi del XVI incontra Leonardo Da Vinci e gli chiede espressamente di costruire a Romorantin, cittadina di nascita della moglie, una residenza personale.

Leonardo parte per la Francia

Sembrerebbe che in questo periodo Leonardo non si trovi in Francia, Su invito del Re, Leonardo decide di partire da Milano. Le teorie sul suo viaggio sembrano essere almeno due:

1^ teoria:

parte con due carri e un mulo accompagnato da uno dei suoi allievi, Francesco Melzi, il suo servitore (forse anche amante) Salai e la governante.

2^ teoria:

parte con il suo cavallo e un mulo accompagnato da uno dei suoi allievi, Francesco Melzi, il suo servitore (forse anche amante) Salai.

possibile percorso di Leonardo verso la Francia

Siamo nel 1517 e Leonardo ha appena compiuto 65 anni, e certamente non è più nelle condizioni di essere agile o di ben sopportare un cosi lungo viaggio, in quanto le sue condizioni di salute sembrerebbe compromesse da un problema polmonare ( dato non confermato).

ipotizzando che con i carri o col cavallo possa aver viaggiato per una media di 50 km al giorno e  che la distanza possa essere stata tra i 650  e i 750 km ( a seconda se ha preso strade più veloci), avrebbe compito il viaggio in circa 13-15 giorni.

Il viaggio deve essere stato davvero impegnativo per Leonardo e probabilmente si sarà fermato in diversi luoghi a riporendere scorci di paesaggi, schizzandoli velocemente o definendoli ma purtroppo di questo non abbiamo traccia. Cosa sappiamo di certo?

Sappiamo che porta con se almeno tre tele : la Gioconda, Sant’Anna e Bacco/San Giovanni Battista. 


Arrivò da Francesco I che lo accolse con una grande festa di palazzo e gli mostrò la sua futura dimora, posta nel lato est del castello di Amboise, proprio nella torre.

“Qui sarai libero di pensare, sognare e lavorare”,


Leonardo arriva in Francia, probabilmente deluso da motli accadimenti avenuti nel suo Paese, al bella Italia, quell'italia che in qualche modo avrebbe voluto fosse più riconoscente nei suoi confronti, che avesse potuto rinconoscere davvero il suo genio. Si lamentò spesso proprio alla corte del duca di Milano, ludovixo il moro, di non essere trattato con rispetto dallo stesso duca che ritardava i pagamenti delle sue opere ingengenristiche  pittoriche( va detto petò che Leonardo non portava a termine le commissioni, in quanto si dedicava semrpe a nuoivi progetti). Ma ne ebbe anche per la famiglia dè Medici che dapprima lo aiutò ad emergere attrraverso relazioni importanti chje lo portarono presso le importanti signorie fiorentine, per poi "abbandonarlo" quando lo stesso Leonardo si trasferì alla corte milanese del duca.

Qui in Farncia Leonaredo   come artista eccelso, diventa “primo pittore, ingegnere e architetto del Re”. Il Re pe consentire a Leoanrdo di poccuparsi in assoluta tranquillità di creare, decise di offrire mensilmente una somma di circa  1000 scudi, e tenendo conto che gli ufficiali dell'esercito francese come ad esempio i capitani e marescialli di guarnigione e di cavalleria percepivano una paga di circa 90 scudi mensili ( paragonmato ad oggi potremmo dire che leonardo riceveva una pensione pari a 11 volte lo stipendio medio di un ufficiale cioè circa 36.000.000 Euro al mese!


i carteggi di Leonardo

Carlo Pedretti (autore del libro The Royal Palace at Romorantin) e Pascal Brioist (del Centre d’Etudes Supérieures de la Renaissance di Tours), per molto tempo si sono occupati di identificare quelli che si considerano i carteggi originali, quelli lasciati da Francesco I e affidati proprio a Leonardo e attraverso un lavoro complesso di ricerca presso lo stesso comune di Romorantin, riescono a trovare quello che è considerato il progetto iniziale composto da una serie di fogli del 1516 e indicazioni dello stesso Leonardo che riportano schizzi e calcoli per la costruzione del palazzo. e hanno trovato i piani di questo immenso progetto. 

Si tratta di una vera e propria prova documentale che indica i lavori di preparazione delle fondamenta e di ristrutturazione svolti tra il 1515 al 1519, quattro anni, dove furono impiegati centinaia di maestranze, come muratori, fabbri,trasportatori, etc.. Questi conteggi sono stati trovati proprio presso il magazzino municipale di  

uffici catastali

Sempre negli uffici del catasto e alla contabilità comunale hanno trovato la traccia di lavori effettuati dal 1515 al 1519, che hanno mobilitato centinaia di operai (come si nota dai conti del Magazzino municipale Romorantin, all'epoca destinato a contenere il sale come riserva della cittadina, sale che veniva accantonato per essere utilizzato come pagamento dei "salari" alle maestranze impegnate nel progetto.  


il progetto

Leonardo si mette all’opera, fare una capitale non è che capiti tutti i giorni, anche se aveva già disegnato una città ideale (anch’essa mai realizzata) per Ludovico il Moro. Comincia dal palazzo reale : situato su una sorta d’isola cui si accede attraverso due ponti, è un palazzo a tre piani, circondati da portici, con una grande scalinata che porta al giardino probabilmente destinata ad accogliere i sudditi durante le feste. Accanto ai disegni e ai plastici, le “istruzioni per l’uso” dell’architetto che spiega, per esempio, che è meglio mettere i saloni in cui si salta e si balla al piano terra, per evitare il crollo del pavimento come ha già potuto vedere diverse volte oppure di prevedere per i bagni delle aerazioni da inserire nei muri, così che i cattivi odori potessero andare verso l’alto (era ossessionato dall’igiene, anche perché le epidemie potevano decimare le popolazioni).
Ma questo è niente rispetto a quello che aveva previsto per il resto della città e della regione : uno dei suoi progetti, se fosse stato realizzato, avrebbe permesso le comunicazioni tra Lione e Tours passando per Monrichard, Romorantin, Blois e Amboise. Voleva in questo modo dare impulso all’economia fluviale creando una rete idrografica che univa la Loira, la Saona e il Rodano. Questa grande opera di urbanismo avrebbe tra l’altro permesso di bonificare una regione colpita da malattie, di ripulirla da detriti e di usare l’energia dell’acqua (un’altra delle fissazioni di Leonardo). “Leonardo pensava tutto in termini di flusso” dice Pascal Brioist, co-curatore della mostra, “flussi di uomini canalizzati gerarchicamente sotto i portici dei piani nobili e quelli di strada, flusso di mercanzie e provviste, di rifiuti ed odori”.

Leonardo da Vinci che qui progettò un palazzo reale e dei canal 

Oggi

Già noto per le sue unità tessili sotto Luigi XIV, Romorantin avvantaggia il successo secolo tendaggi fratelli Normand XIX, fondata nel 1815, che impiegherà fino a 2.000 lavoratori. Una chiusura, si è trasferito al sito nel 1970 un impianto di Matra dove sarà prodotto comprese le vetture Renault Espace. Dopo aver contato fino a 3000 dipendenti, la fabbrica ha chiuso nei primi anni 2000.

Tuttavia, Romorantin-Lanthenay (17.500 abitanti) mantiene la sua attrattiva. Il suo ricco patrimonio storico e vitalità culturale nel cuore di un ambiente unico fanno una tappa turistica di scelta.