Leonardo da Vinci: la malattia


Sappiamo che Leonardo da Vinci ha trascorso gli ultimi anni della sua vita presso il maniero  Clos Lucé si trova nella parte più alta della località francese di Amboise, nella regione dell'Indre e Loira.


1^ teoria medica: 

Leonardo da Vinci ebbe un Ictus che immobilizzò la sua mano destra


l'ictus e Leonardo

Per alcuni studiosi Leonardo fu colpito da una forma di paralisi alla mano destra che gli lo costrinse a limitarne i movimenti. Questa disfunzionlità sembrerebbe dovuta a quello che oggi conosciamo come ictus.
Per comprendere meglio, dobbiamo ricordare che l'ictus cerebrale avviene quando si occlude una arteria o si rompe, chiamata anche ischemia, e di conseguenza il cervello, non ricevendo più il regolare flusso di sangue necessario, viene parzialmente o totalmente inondato dal sangue provocando  l'emorragia. Riassumendo avremo:

1). ictus ischemico: 
dovuto alla chiusura di un’arteria cerebrale. 
le cellule dapprima nutrite dall'arteria nella quale è avvenuto il trauma, entrano in necrosi da infartosubiscono un infarto e muoiono.  Un’arteria si può chiudere perché al suo interno si forma un coagulo che va a chiudere definitivamente un’irregolarità della parete dell’arteria stessa (si parla in questo caso di trombosi cerebrale). Oppure perché l’arteria viene raggiunta da coaguli partiti da lontano (emboli): di solito dal cuore o da placche ateromasiche delle arterie che portano sangue al cervello (si parla di embolia cerebrale)

2). ictus emorragico:o dovuto alla rottura di un'arteria cerebrale.
 Nel caso dell'ictus emorragico, la causa più frequente è la pressione arteriosa eccessivamente alta, quindi la sua pressione può portare all'improvvisa rottura di vasi normali o malformati, detti aneurismi. 

1517

Un altra ipotesi di studio ritiene che la paralisi della mano di Leonardo da Vinci non aveva alcuna relazione diretta con la causa che lo portò alla morte, in quanto non ebbe nessun tipo di degenerazione cognitiva e che ,a differenza della teoria precedente, Leonardo abbia continuato a lavorare utilizzando la mano destra per dipingere,anche se in modo limitato,che invece si sarebbero verificati nel 1517 in caso di un ictus ischemico non trattato con terapia antiaggregante, e in assenza di un controllo serrato dei fattori di rischio cardiovascolari. Sintomi o segni che in ogni caso de' Beatis avrebbe annotato sul proprio diario.


2^ teoria medica:

Leonardo da Vinci ebbe un trauma del nervo ulnare che paralizzò la mano destra

 

La lesione del nervo ulnare

La sindrome da compressione del nervo ulnare è una delle patologie più frequenti del gomito ed è provocata dalla compressione del nervo ulnare nel canale cubitale (un tratto osseo situato sulla faccia interna del gomito).
Il nervo ulnare è continuamente sollecitato nei movimenti del gomito, soprattutto nelle persone dedite ad attività lavorative o sportive che impegnano ripetutamente il gomito. Risente, inoltre, di condizioni predisponenti quali artrosi, malattie metaboliche e traumi.
La sintomatologia iniziale è dovuta all'irritazione del nervo che produce torpore e formicolio a livello del IV e del V dito della mano, soprattutto durante il sonno o il risveglio. Causa, inoltre, impaccio funzionale durante l'uso prolungato della mano.
La fase successiva viene complicata dalla presenza di dolore e ipotrofia dei muscoli della mano con limitazione dei movimenti.

Un recente studio pubblicato nel 2019 sulla rivista Journal of the Royal Society of Medicine si afferma che la mano destra di Leonardo da Vinci fu colpita da a una paralisi dell'ulnare, che rese la sua mano rigida e ricurva. 

 

Ricerca storica

Antonio dè Beatis si trovava al seguito  in qualità di segretario, dell Cardinale Luigi D’Aragona che lo accompagnò  per tutti i suoi viaggi che durarono quasi un anno attraverso l’Europa centrosettentrionale e la Francia, più precisamente  dal 9 maggio 1517 al 16 marzo 1518. Il diario fu scritto  in un volgare influenzato dalla cadenza e parlata pugliese che venne riportata con le declinazioni regionali  pugliesi.

Dè Beatis  ebbe modo, su incarico del Cardinale, di trascrivere tutti gli incontri e le vicissitudini, creando di fatto un vero e proprio "diario di viaggio".

 

estratti dal diario di Antonio Dè Beatis

 

1517, Dè Beatis incontra Leonardo ad Vinci

Antonio de' Beatis e il  cardinale Luigi D'Aragona, furono ospiti  del re di Francia ad Amboise, e secondo le testimonianze storiche, lo stesso de' Beatis incontra personalmente Leonardo e riporta alcune sue considerazioni e impressioni relative allo stato di salute dello stesso Leonardo.


"….anche se da lui per essergli venuta certa paralisi su la destra non ci si può più aspettare cosa buona. 

Ha ben formato un creato milanese che lavora assai bene. 

E benché il predetto messer Leonardo non possa colorare con quella dolcezza solita, 

pure può fare disegni ed insegnare ad altri", 


scriveva de' Beatis. Una decina di anni or sono, alcuni studiosi suggerirono che la causa dell'infermità della mano destra di Leonardo fosse correlata ad un ictus. Questa ipotesi trovava, secondo gli stessi autori, conferma dal fatto che Leonardo morì 2 anni dopo, nel 1519, per un 'parossismo', ovvero un episodio di una malattia non ben definita, di natura cardiaca o cerebrale.

 


autori dello studio

Gli autori che si sono occupati dello studio sono il Dott. Davide Lazzeri, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica presso la Clinica Villa Salaria di Roma, e il Dott. Carlo Rossi, specialista in neurologia dell'Ospedale di Pontedera - si sono concentrati su un ritratto del da Vinci a ematite o sanguigna,

Il disegno offre una rappresentazione rara del braccio destro di Leonardo avvolto nelle pieghe di un abito come una sorta di 'fasciatura': dal panneggio spunta la mano destra, sospesa in una posizione rigida e contratta. Lazzeri si è imbattuto nel ritratto nel corso delle sue ricerche sulle malattie degli artisti. 

 

il disegno analizzato per gli studi

Lo studio è basato su un disegno attribuito a Giovan Ambrogio Figino, ove nella parte posteriore riporta uno scritto . Il ritratto è conservato, non esposto, alle Gallerie dell'Accademia di Venezia. La parte posteriore include una frase"Figino da un marmo". Questa frase, secondo i ricercatori, indicherebbe che lo stesso Figino abbia disegnato con sanguigna copiandolo da una statua o un busto che riproduceva le fattezze di Leonardo da Vinci, purtroppo il probabile busto andato smarrito nel tempo, non può confermare tale teoria.

Il Dott. Lazzeri afferma che 

"...si tratterebbe di un ictus ischemico, guardando il ritratto la diagnosi alternativa di paralisi del nervo ulnare, con un atteggiamento tipico della mano (iperestensione delle articolazioni metacarpofalangee e flessione delle articolazioni prossimali e distali delle interfalangee del quarto e del quinto dito, causando debolezza generale e goffaggine), sembra essere più verosimile. 

Probabilmente  una sincope o uno svenimento potrebbero aver causato un trauma all'arto superiore destro di Leonardo, culminando nella paralisi del nervo ulnare. Nervo che dalla spalla giunge fino alla mano e che gestisce i muscoli intrinseci determinanti in alcuni movimenti della mano".

Particolare del ritratto di Leonardo da Vinci sul quale si ipotizzano le  cause della paralisi alla mano destra,attribuito all'artista lombardo del XVI secolo Giovan Ambrogio Figino  (Milano, 1553 – Milano, 11 ottobre 1608) che fu un pittore e manierista italiano di grande capacità, nonchè un capace ritrattista. 

(fonte: Gallerie dell’Accademia, Gabinetto dei Disegni e Stampe n. 834 Venezia, Journal of the Royal Society of Medicine)

 

Cause del trauma alla mano

Secondo i due studiosi italiani, il problema alla mano sarebbe dovuto ad un probabile svenimento, che avrebbe causato un danno di natura traumatica al nervo della mano destra, e questo avrebbe condizionato in modo evidente i  movimenti e di conseguenza "il tratto pittorico" , costringendolo a limitare l'uso dei pennelli e a lavorare con la sola mano sinistra. 

L'ipotesi sarebbe sostenuta dal fatto che l'infermità alla mano destra non era associata a deterioramento cognitivo o ad altri disturbi motori (Leonardo continuò a insegnare e a disegnare con la mano sinistra), che invece si sarebbero verificati nel 1517 in caso di un ictus ischemico non trattato con terapia antiaggregante, e in assenza di un controllo serrato dei fattori di rischio cardiovascolari. Sintomi o segni che in ogni caso de' Beatis avrebbe annotato sul proprio diario.

Se Leonardo non perse mai l'abilità di disegnare con la mano sinistra e istruì i suoi allievi fino alla sua morte, i due studiosi sottolineano però che proprio la paralisi della mano destra potrebbe aver impedito al da Vinci di tenere in mano il pennello per ritoccare o concludere importanti opere pittoriche che aveva portato con sé in Francia, fra cui Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino, un San Giovanni Battista giovane e soprattutto due ritratti, fra cui la Gioconda.

Se dunque un evento cardiovascolare acuto può essere stato la causa della morte di Leonardo, il danno alla mano avrebbe un'origine diversa. "Questo - conclude Lazzeri - potrebbe spiegare perché ha lasciato numerosi dipinti inconclusi, fra cui la Gioconda, negli ultimi 5 anni della sua carriera come pittore, mentre ha continuato a insegnare e disegnare fino alla fine".