Leonardo da Vinci: gli ultimi anni

 

1518

L'ultima data presente su un manoscritto di Leonardo risale al giugno del 1518: preso da calcoli di geometria, gli studi sono bruscamente interrotti con un "eccetera, perché la minestra si fredda"! Si tratta di una rara annotazione istintiva di vita quotidiana, che rende la dimensione umana del personaggio che, incalzato dai richiami di qualcuno, deve rompere la concentrazione per mangiare.


1518, 16 gennaio 

Leonardo è a Romorantin per il progetto del Palazzo Reale, la cui costruzione inizierà, ma sarà interrotta per un'epidemia. Un'eco di questo progetto si ritrova nel successivo Palazzo di Chambord.

Compie indagini topografiche nella valle e studi di canalizzazioni tra la Loira e la Saône e per una fontana reale «senz'acqua» ad Amboise.


1518, 3 e 15 maggio

Collabora alle feste reali del 3 e 15 maggio ad Amboise.


1518, 10 giugno

Leonardo si trova a Cloux, per la nascita del figlio di Francesco I e per le nozze di sua nipote, Maddalena de la Tour d'Auvergne, con Lorenzo de' Medici.

Fra i suoi ultimi disegni vi sono ancora studi geometrici, prospettici e architettonici.

«Messer Salai pittore» riceve 6.250 lire imperiali «per alcune tavole di pittura che ha ceduto al re». Considerata la cifra, si tratta sicuramente di opere originali di Leonardo.


 

1519, 28 aprile

Leonardo redige il testamento davanti al notaio Guglielmo Boreau, alla presenza di cinque testimoni e dell'inseparabile Francesco Melzi: dispose di voler essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino, con una cerimonia funebre accompagnata dai cappellani e dai frati minori, oltre che da sessanta poveri, ciascuno reggente una torcia; richiese la celebrazione di tre messe solenni, con diacono e suddiacono, e di trenta messe "basse", a San Gregorio, a Saint-Denis e nella chiesa dei francescani.

Il testamento di Leonardo reca la data del 28 aprile. Melzi ne sarà l'esecutore e l'erede principale: a lui andranno tutti i manoscritti, gli strumenti e le «opere del pittore».

Vi è anche menzionato Salai che però non è più con Leonardo: tornato a Milano portando con sé numerosi dipinti suoi e probabilmente della bottega leonardesca, si rivelerà ricchissimo, si sposerà e morirà per un colpo di fucile.

Nel testamento si ritrovano ancora i nomi del servitore Battista de Villanis - che divide il "giardino" di Milano con Salai, che qui aveva costruito una sua casa - i fratelli di Leonardo da parte di padre - che ricevono «400 scudi di sole e il podere di Fiesole» - le chiese di Saint Florentin e di San Dionisio e i poveri dell'Ospedale di Dio e di San Lazzaro ad Amboise.

 
 


1519, 2 maggio

Leonardo da Vinci si spegne per sempre. 

Forse Francesco I è lontano; tuttavia Vasari e la leggenda affermano che il pittore spirò tra le braccia del re di Francia.

Fu sepolto nel chiostro della chiesa di Saint Florentin, ma la sua tomba sarà dimenticata fra le rovine dell'edificio e simbolicamente ricomposta nella seconda metà del XIX secolo nella Cappella di Saint Hubert del Castello di Amboise.

A Francesco Melzi, esecutore testamentario, lasciò «li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l'arte sua et industria de Pictori», oltre alla collezione dei disegni e del guardaroba al servitore De Vilanis e al Salaì la metà per ciascuno di «uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»; alla fantesca Maturina dei panni e due ducati; ai fratellastri fiorentini il suo patrimonio nella città toscana, cioè 400 scudi depositati in Santa Maria Nuova e un podere a Fiesole.

Leonardo morì di lì a poco, il 2 maggio. Francesco I, a Saint-Germain-en-Laye dove si trovava, apprese la notizia della scomparsa direttamente dal Melzi e si lasciò andare a un pianto sconsolato.


1519, 2 agosto

Un registro ricorda come «fu inumato nel chiostro di questa chiesa [Saint-Florentin ad Amboise]


- M. Lionard de Vincy, nobile milanese e primo pittore e ingegnere e architetto del Re, meschanischien di Stato e già direttore di pittura del duca di Milano-. 

Cinquant'anni dopo, violata la tomba, le sue spoglie andarono disperse nei disordini delle lotte religiose tra cattolici e ugonotti, nel 1984 delle ossa ritrovate e attribuite a Leonardo furono poste nella cappella di Saint-Hubert del castello di Amboise.

Trent'anni prima aveva scritto delle parole che suonano profetiche nel suo caso:

«Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.»

(Tratto della pittura, 27r.)

Il letto dove ha vissuto gli ultimi giorni in vita


Che fine hanno fatto i suoi documenti?

Un antico collezionista, lo scultore Pompeo Leoni, fra il 1580 e il 1590 ne separò e addirittura ne ritagliò in frammenti i disegni con soggetti "artistici", oltre a quelli con i principali studi anatomici e geografici; questi si conservano prevalentemente a Windsor (Royal Library) in un'altra raccolta miscellanea risalente anch'essa agli anni compresi tra il 1478 e il 1518, come peraltro il Codice Arundel 263 - Londra, British Museum.

Venuto in possesso delle carte e dei disegni che Leonardo da Vinci aveva lasciato a Francesco Melzi, fu responsabile del loro smembramento per ricavare dalla vendita una somma di denaro più alta. 


Dove si trova la tomba di Leonardo?
Secondo le informazioni canoniche, si troverebbe presso la cappella di Saint-Hubert.

Costruita tra il 1488 e il 1493, è nota per le decorazioni e le sculture presenti, eseguite tra il 1491 e il 1496 da artisti fiamminghi, che operarono in un puro stile gotico fiammeggiante usando pietra e gesso della Turenna.

 Lavorarono su commissione di Carlo VIII, prima che questi scoprisse l'architettura italiana. La cappella venne poi utilizzata come oratorio da Anna di Bretagna, prima di diventare, presumibilmente, il luogo di sepoltura di Leonardo da Vinci.

I suoi resti furono inumati nella cappella di Saint-Florentin ad Amboise, in una tomba semplice. Dopo soli 50 anni il sepolcro fu violato e i resti vennero persi durante i conflitti fra cattolici ed ugonotti.

 
 

Durante il 1874 vennero trovate le ossa attribuite al genio fiorentino nella cappella Saint-Hubert. 

Si trattava di uno scheletro con una pietra recante alcune iscrizioni con lettere del nome di Leonardo da Vinci. I resti vennero trasferiti nella cappella e fu realizzata una tomba con una lastra in marmo e una placca in bronzo, che testimoniano la presenza alle migliaia di persone che la visitano ogni anno.

Vicino alla tomba, sul muro della cappella, si trova un epitaffio di Leonardo, che racconta la storia dei suoi ultimi anni quando fu il primo pittore di re Francesco I, e viene citato anche il trasferimento delle sue ossa dalla chiesa di Saint-Florentin al sepolcro definitivo.

La tomba di Leonardo contiene davvero le ossa di Leonardo?
Secondo alcune teorie, sembrerebbe che  la tomba di Leonardo da Vinci sarebbe vuota!
In effetti Leonardo da Vinci sembrerebbe che sia stato trasferito, forse mai seppellito nella sua tomba, presso un altro luogo: questo luogo sarebbe poco distante dalla cappella circa 300 mt. e si tratterebbe di una fossa comune dove sarebbero stati dispersi i suoi resti.