Leonardo da Vinci: da 50 a 55 anni

 


1502

Il sultano ottomano Bayezid II, uomo di cultura che conosceva la matematica, teologia e filosofia, grande mecenate, durante il suo sultanato fu ben voluto in quanto creò le condizioni di rilancio e di sviluppo dell'intero impero. Il padre, sultano prima della sua ascesa, confiscò agli istituti religiosi molte reliquie sacre, cosa che il figlio, Bayezid II, restituitì, quale segno di non continuità con il regno del padre.  

La cultura ebbe grande rilievo e si svilupparono grandi centri per lo studio delle religioni, della filosofia e dell'arte. Sotto il regno di Bayezid, gli ebrei ebbero un periodo di fioritura culturale, con la presenza di studiosi come lo scienziato Mordecai Comtino, l'astronomo e matematico Solomon ben Elijah Sharbiṭ ha-Zahab, il poeta Shabbethai ben Malkiel Cohen, e il poeta Menahem Tamar.


Grazie a questa politica di espansione e all'attenzione verso l'architettura e l'urbanistica, il sultano ottomano Bayezid II, decide di unire le due parti della città (oggi Istambul), attraverso la costruzione di un grande ponte.

Leonardo da Vinci, già conosciuto nell'impero Ottomano per le sue qualità di architetto e ingegnere, venne chiamato personalmente dal sultano per un parere circa un possibile progetto.

Leonardo accettò l'incarico e iniziò a lavorare al grande ponte: si trattava di un ponte a campata unica senza strutture collegate, della lunghezza non inferiore ai 229 mt lineari, largo circa 24, che doveva congiungere le due estremità e collegare la città. 

Il progetto di Leonardo prevede che un grande pilone centrale che sarebbe stato collocato su uno degli ingressi alla bocca del Bosforo, tra la Punta del Serraglio e Pera, chiamato il Corno d'Oro, progettato con l'arco centinato, la curva parabolica e la chiave di volta. Il risultato sarebbe dovuto essere un ponte ad unica campata lungo circa 220 metri e largo 24. 



In questo periodo Leonardo ha modo di approfondire testi di fisica araba, matematica e applicazioni metodologiche della numerologia (cit. Codice atlantico, elenco dei libri).


1502, maggio-(giorno incerto)

Isabella d'Este richiede "un consulto tecnico" a Leonardo, relativamente ad alcun vasi antichi posseduti in precedenza da Lorenzo dè Medici, ora in sua proprietà (non si conosce l'esito).


1502, agosto

Leonardo si trova a Cesena, dove ebbe modo di vedere il sistema di fortificazione della città ed in particolare si soffermò sulla Rocca.

Cesare Borgia accompagnò personalmente Leonardo nelle visite per chiedere a lui un parere per interventi di revisione delle mura e migliorarne l'apparato difensivo.

Come risulta dai fogli presenti presso la Biblioteca dell'Istituto di Francia a Parigi, Leonardo fece dei piccoli disegni "accennati", forse per spiegare al Borgia che cosa aveva in mente.

I disegni  comprendono le mura della Rocca, i Rastelli, la Porta Maestra chiamata anticamente "porta maggiore", il perimetro completo di tutta la cinta muraria della città, tutti appuntati su un taccuino oggi custodito presso la Biblioteca dell'Istituto di Francia a Parigi.


1502, 8 agosto

Leonardo si trova a Rimini come ingegnere e consigliere militare voluto da Cesare Borgia e Leonardo rimane colpito dalle cannelle d’acqua della fontana principale della Città, quella che oggi chiamiamo Fontana della Pigna.

Scrive infatti nei suoi appunti : 


“Fassi un’armonia colle diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, addì 8 d’agosto 1502”.




1502, 8 agosto

Leonardo si trova a Imola insieme a Cesare Borgia, per ridefinire il sistema urbanistico e difensivo della città.

Lavora alla modifica della pianta della città disegnata nel 1473 da Danesio Maineri, ingegnere degli Sforza, conservata nelle collezioni Windsor e ridefinita da Leonardo stesso con nuove caratteristiche e inserimento di strade di collegamento più organizzate con la definizione di nuove aree urbane, chiamate quartieri, conservati insieme alla pianta.


1502, 18 agosto

Cesare Borgia, Cardinale, nobile e spregiudicato condottiero, era figlio illegittimo di papa Alessandro VI. In pochi anni diventa, attraverso sanguinose e cruente battaglie, signore temuto della Romagna.

Nell'incontro che si tenne a Pavia con Leonardo, riconoscendogli grandi capacità nell'ingegneria militare ed in particolare nella progettazione e nella fortificazione dei castelli e delle rocche, gli comunica per iscritto il proprio interesse nell'averlo come capo degli ingegneri militari che avrebbero dovuto occuparsi delle fortificazioni in tutte le terre da lui conquistate.

Attraverso una lettera autografa, "lo investe ufficialmente" di tale incarico come descrive:


«nostro prestantissimo et dilectissimo Familiare Architetto et Ingegnere Generale».


Leonardo disegna la costruzione del ponte di fortuna «salvatico», cioè di fortuna, ponte costruito in campata unica con pochi mezzi (foglio 45 recto, Manoscritto II di Madrid), come lui descrive:


"Questo è un ponte salvatico, fatto per neciessità d'uno
esercito, senza ferri né corde dalle propie piante che ssi trovano alle riviere de' fiumi.

E questa è l'armadura d'esso ponte, cioè l'ossa, che si copre poi di legniame più spesso e poi rami d'alberi e sscope e piote di terra. E quanto più si carica più si serra e non ha neciessità di forte spalli come li altri» ».


1502, 6 settembre 

Il suo passaggio a Cesenatico, è registrato da Leonardo stesso sul Codice Leicester, dove descrive un piccolo borgo marinaro con una veduta dall’alto della rocca (porto di Cesenatico)

Nuovi e approfonditi studi sulla celeberrima pianta della città, attualmente conservata nelle collezioni Windsor, che fu disegnata nel 1473 da Danesio Maineri, ingegnere degli Sforza impegnato in lavori di adattamento della Rocca di Imola, e che fu completata nel 1502 da Leonardo da Vinci al seguito di Cesare Borgia in Romagna. Leonardo è anche autore di importantissimi schizzi di tre quartieri della città, conservati insieme alla pianta.



(giorno incerto)

Leonardo è in città a Pesaro, sempre al seguito di Cesare Borgia. Sul suo taccuino di cm 10,9 x 7,2, conservato presso la Biblioteca dell’Istituto di Francia a Parigi indicato al foglio L, descrive ciò che vede e spesso abbozza disegni e numerose annotazioni e disegni. In particolare si sofferma su piccoli schizzi e bozze relative a delle fortificazioni nell'immediato entroterra, per poi descrivere una fortificazione che ritiene interessante per il suo modello di progettazione, ma carente sotto il profilo difensivo: è la Rocca di Costanza.


(giorno incerto)

A Piombino, si occupa di visionare il sistema difensivo e lavora su alcuni progetti di studi sui flussi delle maree e delle correnti e dei venti. 

In alcuni disegni presenti nel Codice di Madrid II e nel Codice Atlantico, si nota che Leonardo disegna il profilo delle coste indicando chiaramente le aree della Val di Cornia, oggi parco naturale della regione Toscana, e una descrizione geografica del Golfo di Baratti e lo "Stagno" di Piombino.



1502, tra giugno e agosto 

A Urbino, Leonardo si fermerà alcuni giorni (fonti non certe indicano in 9 giorni). Secondo il suo taccuino di viaggio, visita la fortezza Albornoz, situata nel punto più alto della città,  descrivendone con accuratezza tutto il sistema perimetrale e difensivo, probabilmente sollevando perplessità. 

Avrà modo do visitare i bastioni, la Casa delle Vigne e il Palazzo Ducale. 


 

1503 (giorno incerto)

Il Gonfaloniere di Firenze, Pier Soderini, e con lui il Segretario della Cancelleria Niccolò Machiavelli, incaricarono Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti di realizzare due grandi affreschi per la parete est all'interno del Salone dei cinquecento, presso il palazzo del governo. Sceglierà la Sala del Papa nella  chiesa di Santa Maria Novella che per tutto il periodo dei lavori, utilizzerà per lavorare al progetto e per preparare i cartoni della pittura murale. 

Tra i collaboratori scelti da Leonardo vi sono:

  • Il pittore spagnolo Ferrando;
  • Il pittore Raffaello d'Antonio di Biagio;
  • Il "macina colori" Tommaso, alias Zoroastro, il figlio naturale di Bernardo Rucellai.



In questo periodo Giorgio Vasari scrive gli appunti che riguardano la vita di Leonardo, cosi come farà in seguito su molti artisti contemporanei nel testo chiamato "le vite".


«nell'architettura ancora fe' molti disegni così di piante come d'altri edifizii e fu il primo ancora che, giovanetto, discorresse sopra il fiume Arno per metterlo in canale da Pisa a Fiorenza»

 

Questo scritto è riferito con buona probabilità al progetto di Leonardo circa la possibilità di deviazione delle acque dell'Arno.

Vasari descrive Leonardo "giovanetto", ma Leonardo ha 52 anni, e sembra specificare nei suoi scritti che Leonardo non abbia interessi verso le costruzioni o l'architettura, ma che sia più indirizzato alla descrizione della natura e delle piante, classificandole in disegni e forme.  

Molto probabilmente il Vasari commette un grande errore: quello di non conoscere i progetti di ingegneria militare fatti qualche anno prima da Leonardo. 

Forse non conosce nemmeno la lettera inviata a Ludovico il Moro nel 1492, duca di Milano, dove descrive nel dettaglio le sue competenze sia in ambito di fortificazioni edilizie, che di difesa di terra (trincee) o sistemi di offesa (cannoni, balestre e carri armati), dove lo stesso Leonardo indica nella lettera (non scritta di suo pugno ma da lui dettata): 


«satisfare benissimo a paragone de omni altro in architectura, in composizione di edifici pubblici e privati, et in conducer acqua de uno loco ad un altro».


1503, gennaio e febbraio 

Leonardo è a Roma insieme a Cesare Borgia, e il papa Alessandro VI.


1503, 28 febbraio

Si ha nota di un suo "promemoria" circa l'acquisto di 18 «quaderni», molto probabilmente per bozze relative a progetti in essere.

In questo mese, riceve l'anticipo di pagamento per il contratto di pittura nel salone dei cinquecento relativo alla Battaglia d'Anghiari.

Nel manoscritto di Parigi, fogli 1- 48 e 49-80, sono indicati:

  • Studi geometria piana e solida;
  • Principi e progetti di idraulica;
  • Progetti di idrotermica; 
  • Studi di ottica e di rifrazione luminosa;
  • Studi sul volo degli uccelli.

Isabella d'Este chiede a Leonardo un suo dipinto  raffigurante Cristo giovinetto (di questo dipinto non vi è traccia).


1503, marzo e aprile 

Leonardo si trova a Firenze e in quest'anno probabilmente comincia a dipingere quella che è indicata come il "Ritratto di dama al balcone" con tecnica ad olio su tavola di 77x53 cm., conosciuto come “Gioconda”. 


1503, luglio

Si trova aggiunto alle truppe dell'esercito di Firenze che assedia Pisa. Il suo scopo è quello di progettare la deviazione dell'Arno (che aveva cominciato l'anno precedente) mettendo in difficoltà la città nemica. 


1503, Agosto

Compie studi sulla fortificazione chiamata il castello della Verruca, eretto in torno all'anno 760 per poi essere divenuto con ulteriori fortificazioni intorno al 1200, una vera e propria fortezza eretta posta sui monti Pisani per dominare tutta la valle dell'Arno, costruita dalla Repubblica di Pisa sui Monti Pisani, situata in una posizione tale da dominare quasi per intero la valle dell'Arno. 

Sul Manoscritto II del Codice di Madrid indica il contenuto di una cassa che porta con sé «al munistero» (monastero) contenente: 

  • 48 fra taccuini e codici di grande formato;
  • 4 libri;
  • 102 testi.

Il progetto del ponte per Costantinopoli viene inviato da Genova a Costantinopoli, direttamente presso il palazzo del sultano Bajazet II. 

Malgrado lo sforzo architettonico avveniristico, forse troppo per l'epoca, il progetto non venne approvato dal sultano che chiese ad altri di presentare progetti.

Le carte della progettazione e la documentazione dei calcoli vennero depositati nell'archivio centrale, il sultano tuttavia non approvò il progetto, che rimase nell'archivio del Topkapı Sarayı, allora luogo di accentramento dei poteri dell'impero, nonchè palazzo del sultano.


Parte del progetto di costruzione presente ancora oggi presso Topkapı Sarayı  طوپقپو سرايى

1504, 25 gennaio

Leonardo mentre è in procinto di partire per Firenze, viene chiamato dalla commissione del comune. 

Al suo arrivo scopre che altri artisti sono stati convocati presso palazzo vecchio e, tra questi, l'amico di sempre Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Lorenzo di Credi, Filippino Lippi, il Perugino, Giuliano e Antonio da Sangallo, Simone del Pollaiolo. Ma qual'e il motivo?

Tutti vengono informati che l'artista Michelangelo ha portato a compimento la sua grande statua, il  David, e la commissione comunale vuole avere dagli artisti presenti, un parere per la possibile collocazione della statua.  Secondo l'idea di Leonardo che trova concorde anche Giuliano dè Medici, la statua dovrebbe essere collocata nella loggia della Signoria, magari all'interno di una nicchia creata appositamente, in un luogo non evidente:


"in modo che non guasti le cerimonie delli ufficiali"


Michelangelo fu da subito contrario e lo furono anche la maggioranza degli artisti presenti che invece seguirono il consiglio di Filippino Lippi, che consigliò di renderla nota, all'esterno e davanti all'ingresso di palazzo vecchio, visibile alle genti. 

In questo momento storico i due artisti toscani, Leonardo e Michelangelo, sono considerati tra i massimi esponenti dell'estetica e del bello ed entrambi lavoravano a Firenze e spesso si incontravano per le vie della città. 

Si narra, ma la notizia non ha trovato conferma documentale, che i due si siano incontrati più volte casualmente in città, soprattutto nei pressi di Piazza della Signoria, e che in queste occasioni Michelangelo, più giovane di Leonardo di circa 25 anni, lo avrebbe dileggiato e provocato in pubblico, dicendo che la sua arte sarebbe ben presto stata superata dal suo genio e che come artista, riferendosi sempre a Leonardo, avrebbe "di molto appreso" da Michelangelo stesso. 

In queste occasioni l'ira di Michelangelo aumentava in quanto attendeva una reazione di Leonardo che, secondo lui, sentitosi offeso, avrebbe reagito e quindi acconsentito ad una vera rissa in pubblico. Questo mai avvenne, in quanto Leonardo avrebbe sorriso ed osservato i toni e le gesta minacciose di Michelangelo, invitandolo semplicemente e pacatamente a tenere un comportamento meno ridicolo e più consono al suo livello di artista. 

Comunque è certo che in questo periodo i due artisti sono considerati i due grandi geni assoluti, anche dai loro contemporanei, certamente dai caratteri diversi, ma capaci entrambi di estro e magia del tratto unici del periodo. 

Rimane traccia di una loro descrizione nelle indicazioni di Bartolomeo Cerretani, discendente della nobile famiglia fiorentina che ebbe 37 priori, 3 Gonfalonieri e 4 senatori. Ecco le sue parole: 


riferimento a Leonardo da Vinci

«In questi tempi erano due fiorentini primari et eccellenti in schultura et pitura, l’uno dei quali si chiamava Leonardo di Ser Piero da Vinci, non era leptimo, stava con il re di Francia e prima era stato dal signore Ludovico [il Moro]; tra le altre cose eccellenti vi fece un cenaculo molto celebrato. Lavorava poco".



riferimento a Michelangelo Bonarroti

"...L’altro era Michelangolo di Francesco di Bonarroto Simoni, ciptadino, il quale in ischultura fece molte cose, maxime un Davit di marmo di braccia 7 ½ che si pose sulla ringhiera davanti alla porta del palagio et così in pittura ed era a Roma e dipingeva la cappella Sistina e fece la sepoltura di Iulio secondo [papa della Rovere], vivente esso che v’andava 72 figure al naturale di marmo cioè 12 apostoli e molte altre cose. Et guadagnavano assai ma molto più Michelangelo perché lavorava più e bene ed io molte volte parlai loro e vidigli lavorare» 

tratto da Cerretani 1993, p. 212).


 

1504, 9 luglio

Muore il padre di Leonardo, Ser Piero di Vinci (non si conoscono le circostanze ne le cause).  

Leonardo annota di suo pugno l'evento e lo fa descrivendo la situazione in due volte. Non siamo a conoscenza se le ha scritte una dopo l'altra o a distanza di ore nello stesso giorno:


prima descrizione

«Mercoledì a ore 7 morì ser Piero da Vinci, a dì 9 luglio 1504, mercoledì vicino alle ore 7» 


lo scritto continua e si ripete, forse perchè Leonardo vuole essere più preciso anche in un momento cosi difficile per lui: 


seconda descrizione

«Addì 9 di luglio 1504 in mercoledì a ore 7 morì Piero da Vinci notaio al Palagio del Podestà, mio padre, a ore 7. Era d'età d'anni 80. Lasciò 10 figlioli maschi e due femmine».

 


1504, 30 novembre

Leonardo scrive di aver scoperto «il fine» della quadratura del cerchio. Molto importante ciò che scrive sulla quadratura del cerchio, dichiarando di averne scoperto l'origine, quindi di aver risolto l'enigma. 

Questo si nota a margine di un codice di Francesco di Giorgio, depositato presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, anticamente chiamata Libreria Laurenziana, che conserva è una delle principali raccolte di manoscritti provenienti da tutto il mondo.  


1505 

Leonardo è presente in città a Milano, sotto la protezione di Luigi XII. 


1505, marzo

Leonardo si trova a Fiesole. Dagli scritti presenti nel "Codice sul volo degli uccelli", conservati presso la Biblioteca Reale di Torino, vien descritto il volo umano dal Monte Ceceri (primo volo documentato nella storia), un poggio nei pressi di Firenze, nel comune di Fiesole.

Secondo quanto descritto dallo stesso Leonardo, a sperimentare la macchina del volo non fu Leonardo, piuttosto un suo amico, Zoroastro da Peretola (vero nome Tommaso Masini).

Secondo le testimonianze, la macchina riuscì a planare per circa mille metri, atterrando in un ampio campo in località Regresso (Fiesole) sulla strada che oggi prende appunto il nome "Largo Leonardo da Vinci". La lapide sul muro della Villa Il Glicine ne è la testimonianza.

P.S. Eventuali testimonianze relative alla caduta della macchina dopo solo 180 mt di volo lineare con la conseguente distruzione della stessa, nonchè la frattura degli arti inferiori di Tommaso Masini provocate con l'impatto col suolo, non trovano alcun fondamento. 


1505, agosto

Fino ad agosto riceve, come da accordi precedenti stipulati con il Gonfaloniere di Firenze Pier Soderini, i pagamenti per il suo lavoro presso il Salone dei cinquecento, cioè la Battaglia d'Anghiari.


1505 - (giorno incerto)

Il duca di Ferrara esprime il desiderio di acquistare un Bacco di Leonardo di proprietà di Anton Maria Pallavicini (probabilmente si tratta di un altro disegno rispetto a quello visibile presso il Museo del Sacro Monte di Varese datato 1510-1515).


1506

A Milano, dopo la cattura di Ludovico il Moro da parte dei francesi, il controllo del ducato è preso dal nuovo governatore francese, Charles d'Amboise. 

Il governatore che ha conosciuto Leonardo in precedenza che ne ammira le qualità, desidera fortemente che Leonardo si adoperi al servizio del popolo di Francia cosi come ha fatto con Lorenzo dè Medici per i propri concittadini fiorentini. 

Charles d'Amboise risulta insistere molto affinchè Leonardo entri a far parte della reale corte di Francia, al servizio di Luigi XII. 

Nel manoscritto composto da 36 fogli detto codice Leicester -Hammer, acquistato nel 1994 dal Bill Gates per un importo di poco superiore ai 30 milioni di dollari, Leonardo raccoglie i suoi studi ed in particolare quelli relativi ad un area geografica che ben conosce come il Montalbano.  Qui sono evidenziati gli studi sulla geologia e la sedimentazione del terreno, con particolare riguardo alla paleontologiche .


1506, 27 aprile

Giovanni Ambrogio de Predis si trova a Milano e, in accordo con Leonardo, conclude un accordo con la Confraternita della Concezione in merito alla seconda versione della Vergine delle rocce.


1506, 30 aprile

Il padre non lo fece erede e, contro i fratelli che gli opponevano l'illegittimità della sua nascita, Leonardo chiese invano il riconoscimento delle sue ragioni: dopo la causa giudiziale da lui promossa, solo il 30 aprile 1506 avvenne la liquidazione dell'eredità, dalla quale Leonardo fu escluso.


1506, 8 ottobre

Pier Soderini, Gonfalone della città di Firenze che incaricò sia Michelangelo che Leonardo di affrescare il Salone dei cinquecento, dopo aver ricevuto le scuse da Leonardo per l'interruzione della sua battaglia di Anghiari, avrebbe indicato in una lettera di risposta: 


«ha preso buona somma di denaro e dato un piccolo principio a un’opera grande che doveva fare»

(lettera in Gaye 1839-40, II, p. 87).


1507, 12 gennaio

Viene convocato l'ambasciatore di Firenze a Blois, nella regione del Centro-Valle della Loira presso la corte di Francia, a Blois, e viene informato che il re di Francia Luigi XII riversa una grande stima e fiducia nei confronti di Leonardo, ritenendolo un grande artista e pensatore a tal punto che ha deciso di trattenere Leonardo a lavorar presso la corte di Francia e che intende «servirsi» di Leonardo in modo continuativo e definitivo, definendolo «nostro caro e beneamato pittore e ingegnere di fiducia».


1507, 29 gennaio

Viene data la notizia di un complesso funeriario comprendente diverse tombe etrusche all’interno di un grandioso tumulo a Castellina, vicino Siena. Probabilmente Leonardo si reca nel luogo per visitare il complesso (leggi più avanti).

 

1507, marzo (giorno incerto) 

Leonardo in questo periodo si trova nella città toscana accompagnato da Gian Giacomo Caprotti. Compie studi di anatomia in Santa Maria Nuova, disegna il "Mausoleo etrusco" e si ipotizza  Leonardo abbia visto presso il Castellina in Chianti, e che fu ispirato nel rappresentarlo in un disegno del 1507 conservato al Louvre.

Apprezzava certamente lo stile Etrusco esprimendo la sua passione per lo stile antico e per i loro edifici a pianta circolare che, secondo Leonardo, contenevano il centro del mondo.

La tomba è di grandi dimensioni, con un diametro di oltre cinquanta metri, ed è costituita da quattro camere sepolcrali disposte secondo i punti cardinali: la disposizione secondo i punti cardinali, oltre che le sezioni delle camere ipogee e la forma del tumulo, hanno fatto supporre che il tumulo sia stata fonte d'ispirazione per il mausoleo di Leonardo da Vinci.

Il tumulo etrusco tuttavia non venne mai completato: il progetto originario prevedeva quattro camere con copertura a volta, precedute da un vestibolo con due cellette laterali.

La tomba est è priva delle celle minori, mentre la tomba nord non possiede alcuna camera principale




1507, 30 maggio

Leonardo che si trova probabilmente a Milano, dopo aver ricevuto la lettera di Pier Soderini, si impegna per contratto a rientrare a Firenze entro tre mesi, per ultimare la battaglia di Anghiari lasciata in sospeso.


1507, 26 luglio

Robertet Florimond magistrato e ministro delle Finanze Francesi e consigliere di Stato, in nome del re di Francia, richiede urgentemente che la Signoria di Firenze interceda in favore di Leonardo, nella litigiosa contesa con i fratelli e fratellastri circa l'eredità dello zio Francesco e risolva rapidamente la questione


1507, 18 agosto

Il Maresciallo di Francia chiede con una lettera indirizzata alla Signoria di Firenze, di "garantire" una proroga sui lavori commissionati a Leonardo, proroga che gli consenta di portare a termine gli ultimi lavori già avviati a Milano.

Leonardo si trovava all’epoca a Firenze, per affrontare una causa di eredita’ in lite con i fratelli.

In Lombardia Leonardo conosce il suo nuovo pupillo, Francesco Melzi.

Studia il corso dell'Adda e le adiacenze della villa di Charles d'Amboise, in Milano presso San Babila, realizzando un progetto per un «giardino delle meraviglie». In aprile gli vengono restituiti i diritti sulla vigna di San Vittore.


1507, 7 settembre

Leonardo chiederà anche l'intervento del cardinale Ippolito d'Este.

Leonardo si reca a Firenze e Charles d'Amboise scrive alla Signoria affinché consenta all'artista di tornare a Milano per finire una tavola «molto carissima» al re.

Rimasto orfano, il giovanissimo Pontormo si reca a Firenze e trascorre un breve periodo nella bottega di Leonardo.


1507, 16 dicembre

Charles d'Amboise, vedendo lavorare Leonardo e definendo i suoi lavori «opere egregie», insiste per trattenere ancora Leonardo a Milano. 

Inizia quindi un altro lavoro riguardante il complesso monumento funerario del maresciallo Trivulzio, Gian Giacomo, gran maresciallo del re di Francia e nemico acerrimo degli Sforza, che aveva dato disposizione nell'atto testamentario datato 2 agosto 1504 e quello successivo del 22 febbraio 1507, di creare il monumento funebre con arca marmorea e cavallo di bronzo.
In questa occasione viene richiesto quindi l'intervento di Leonardo che si occupa di stilare un progetto che comprende una serie di disegni di sepoltura (progetto andato perduto) comprensivo di preventivo.