Leonardo da Vinci: da 30 a 35 anni



1482, (giorno incerto) 

Leonardo da Vinci lascia Firenze per raggiungere Milano, città che lo affascina molto.

Non si conosce il vero motivo per il quale Leonardo "amava" Milano ancor prima di conoscerla, ma gli storici, tuttavia, sono concordi nell'affermare che Leonardo fosse molto interessato dal ducato milanese, in quanto era considerato il centro di una delle regioni più popolose e produttive dell'Europa.

Milano è governata da Ludovico il Moro che, per Leonardo, poteva rappresentare certamente un ricco e generoso mecenate, ed essendo il Moro, in buoni rapporto con la famiglia dè Medici, avrebbe potuto finanziare le sue opere.

Si trovano testimonianze nelle parole dell'Anonimo Gaddiano ma anche negli scritti di Giorgio Vasari, descrivono che fu Lorenzo dè Medici a presentare Leonardo a Ludovico il Moro (forse non personalmente ma attraverso una missiva), grazie ai rapporti eccellenti creati da Lorenzo con le signorie italiane, a tal punto che proprio Lorenzo si faceva promotore di artisti fiorentini che fossero all'altezza di portare il nome di Firenze in tutta Italia. 

Cosi fu il caso, ad esempio, con i fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano  e Antonio Rossellino, abili maestri d'arte fiorentini, che erano stati inviati a Napoli, in qualità di ambasciatori della scuola fiorentina per decorare la nuova cappella pontificia di Sisto IV.

In questo periodo Leonardo decide di "raccogliere le sue esperienze" in un lettera che vuole inviare al giovane duca milanese per spiegar, punto dopo punto, di cosa lui sia capace e quali siano le sue peculiarità.


(giorno incerto)

Leonardo decide quindi di farsi scrivere una lettera al Duca di Milano, Ludovico il moro (lui scriveva in modo speculare e la sua grafia non sarebbe stata compresa), chiamata "Lettera di impiego", che potrebbe essere paragonato ad una forma di curriculum vitae dei giorni nostri, dove descrive le sue capacità quasi assolute in qualità di ingegnere militare.

Probabilmente questo documento, uno dei più importanti per quanto riguarda Leonardo, descrive non solo il suo profilo descrittivo, piuttosto il suo carattere deciso, determinato e motivato nel convincere delle sue idee.  


(giorno incerto)

Intorno al mese di maggio di quest'anno, Leonardo arriva a Milano. Per la prima volta si trova innanzi una città molto popolosa, considerata una delle città più grandi d'Europa con i suoi quasi 100.000 abitanti. Le ragioni della sua partenza da Firenze sono molteplici. 

I suoi amici pittori milanesi, i fratelli Evangelista e Giovanni Ambrogio de Predis che abitano in zona di Porta Ticinese, lo ospitano nell'attesa che possa avere una sistemazione definitiva. 

Secondo l'anonimo Gaddiano, si presenta a Ludovico il Moro con un dono uno strumento musicale: la lira argentea.


«Leonardo aveva trent'anni che dal detto Magnifico Lorenzo fu mandato al duca di Milano a presentarli insieme con Atalante Migliorotti una lira che unico era in suonare tale strumento».


Giorgio Vasari scrive ne "le vite" il suo testo dedicato agli artisti più importanti del Rinascimento, di quanto Leonardo fosse avvezzo alla musica e quanto sapesse suonarla bene. In diverse occasioni il Vasari descrive le abilità di Leonardo, non solo con gli strumenti a corda  ma anche con organi e tamburi, sorprendendosi del fatto che lo stesso Leonardo non era a conoscenza delle tecniche musicali e non sapeva leggere un pentagramma. 

Descrive anche che era abile nella costruzione e nella decorazione degli strumenti e che ciò gli venisse a meraviglia. Per quanto riguarda la Lira donata a Ludovico il Moro, il Vasari indica che fosse in argento a formare una testa di cavallo.


«cosa bizzarra e nuova, acciò ché l'armonia fosse con maggior tuba e più sonora di voce».


(giorno incerto)

In questo periodo disegna "la madonna del gatto".
Questo disegno è da sempre al centro di diatribe tra gli studiosi Leonardiani che si sono divisi circa la vera attribuzione a Leonardo. Per certo sappiamo che non sono giunte a noi opere di Leonardo su tavola o su tela circa la madonna del gatto. Ad oggi quindi, la valutazione di attribuzione rimane sospesa. 



La madonna del gatto

E' un piccolo disegno di 28,1x 19,9 su carta, con inchiostro e bistro. Rappresenta un bambino che abbraccia un gatto e una mamma che gli sorride.  Il disegno completo rappresenta due studi della Madonna col Bambino che carezza un piccolo gatto e tre studi del Bambino che carezza un gattino e il profilo di un giovane. Sul verso è delineata, a punta d'argento, una figura femminile, seduta accanto ad un unicorno, che potrebbe rappresentare l'Incontinenza.  



1483, 25 aprile

Leonardo, alla presenza dei suoi amici e pittori Evangelista e Giovanni Ambrogio de Predis, stipula il contratto con Bartolomeo Scorione, priore della Confraternita milanese dell'Immacolata Concezione per un dipinto, una pala d'altare da collocare sopra l'altare all'interno della cappella della Confraternita presso la chiesa di San Francesco Grande (oggi  andata completamente distrutta).


(giorno incerto)
Leonardo inizia ad occuparsi del grande progetto dedicato agli Sforza: una grande statua di cavallo e cavaliere,
poi ripensata solo con il cavallo, che dovrà essere il simbolo della potenza per chiunque osi tradire la fiducia degli Sforza, ma anche simbolo delle grandezza militare del ducato.
La statua equestre, sarà una statua, una grande statua alta più di 12 metri che, su consiglio di Leonardo, verrà posizionata nel piazzale delle armi, ben visibile a tutta la città, proprio all'ingresso del portone centrale del castello Sforzesco di Milano.

Leonardo lavorerà al dipinto de "la Vergine delle rocce e otto angeli musicanti", conosciuta come "la vergine delle rocce".

La Vergine delle rocce (prima versione)

E' un dipinto con olio su tela di 199x122 cm. 

Per Leonardo era la prima commissione che otteneva a Milano, dove era stato accolto da   Evangelista e Giovanni Ambrogio De Predis. 

Il contratto prevedeva un trittico:

Nella pala centrale la Madonna con un ricco abito di "broccato doro azurlo tramarino" Dio Padre in alto, e un gruppo di angeli alla "fogia grecha" e due profeti. Nelle due parti laterali i confratelli chiedevano quattro angeli, le tavole laterali, affidate ai De Predis, dovevano mostrare angeli in gloria.

Prima versione - musèe du Louvre di Parigi

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La Vergine delle rocce (seconda versione) 

Un dipinto a olio su tavola di 189,5x120 cm.

Una seconda databile ai primi anni del suo secondo soggiorno milanese. A questa versione dell'opera sembra che abbia partecipato anche  Ambrogio De Predis, che era socio di bottega milanese di Leonardo.

Nel 2005 la commissione della National Gallery di Londra analizzando con lo spettrografo e i raggi infrarossi lì'opera, ha scoperto al di sotto della pittura, un disegno precedente attribuibile allo stesso Leonardo. 


Seconda versione - National Gallery di londra


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1484

Non vi sono informazioni attendibili.


1485

Leonardo oramai è ben voluto presso la corte di Ludovico il Moro, il quale ha una grande stima per le sue capacità e spesso, sembrerebbe, si trova invitato ai banchetti e alle cerimonie di palazzo.
Ha inizio il suo percorso di progettazione delle opere idrauliche per la navigazione sul Naviglio. 

(giorno incerto)

Leonardo conosce presso gli Sforza il re d'ungheria Mattia Corvino che probabilmente gli commissiona un dipinto, la "Nostra Donna", del quale non si ha traccia documentale (per consultazione scarica PDF sottoindicato)

(giorno incerto)

Disegna i nodi vinciani che verranno, nel futuro, utilizzati nell'ambito dei tessuti.

Continua nella progettazione delle armi a scopo difensivo e si occupa anche degli studi relativi al volo ed in particolare progetta il primo mezzo di spostamento aereo umano senza movimento meccanico: il paracadute.

A seguito della peste che ha sconvolto Milano, si dedica a studi di città ideale.


Progetto della città ideale

Ha da tempo in mente il progetto della città ideale, una città organizzata secondo "livelli" ben precisi, ognuno dei quali doveva servire per uno scopo urbanistico. Siamo nell'epoca del grande rinnovamento sociale, dove si abbandona il modello urbano medioevale per un'idea di città avente un più ampio respiro a favore della sua vera vivibilità. Basta strade strette, piccoli vicoli e concentramenti urbani dove le persone e i carri faticano nel muoversi, piuttosto una nuova concezione di città a "misura d'uomo", studiata per le sue esigenze, dai facili e veloci collegamenti urbani dove viene abbandonata l'idea di fortificazione difensiva per offrire un'apertura ed un invito a viverla nella sua frequentazione quotidiana.


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In questo periodo dipinge con tecnica a olio su tavola di 44,7x32 cm, il Musico della Pinacoteca Ambrosiana.


Ritratto di Musico

Forse si tratta di Galeazzo Sanseverino, amico di Leonardo, che lo ritrae a mezzo busto di tre quarti, verso destra. Lo sguardo lontano sottolineato dalla tecnica del chiaroscuro. Il particolare lavoro sugli occhi, definiti nel dettaglio con grande precisione, offrono una luce unica e particolare. La capigliatura è folta, mossa da ricci leggeri.

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Dipinge la Madonna Litta, con pittura a tempera è un dipinto a tempera su tavola di 42x33 ,  realizzata nella bottega di Leonardo, da lui e probabilmente dai suo allievi tra i quali Giovanni Antonio Boltraffio o Marco d'Oggiono.  Della Madonna Litta esistono due bozzetti a mano di Leonardo che si trovano oggi esposti al museo del Louvre ed al Städel Museum di Francoforte.


Madonna Litta

Carlo Pedretti indica in quest'opera il tratto della scuola lombarda di pittura che dirigerà lo stesso da Vinci e che sarà caratterizzata da uno stile unico nella rappresentazione delle figure e dai colori vivaci e accesi in confronto al passato, dove l'attenzione alla luce era notevolmente più bassa.  


1486, (giorno incerto)

Inizia il Manoscritto B, composto da 95 fogli di formato 23x16 (custoditi attualmente presso la Biblioteca dell'Institut de France). 

I manoscritti riportano gli studi in diverse discipline, quali:

  • Architettura e urbanistica;
  • Macchine volanti;
  • Accessori e arredi per la casa;
  • Armamenti;
  • Natura;
  • Ingegneria idraulica;
  • Strumenti utilizzati nella pittura.

 (nel 1891 vengono riuniti tutti i fogli che erano stati dispersi e vanno a costituire quello che formerà il codice Ashburnam 2037)

 

1487, 17 marzo - 22 dicembre
In questo lasso di tempo Leonardo ha la carica di sovraintendere ai lavori della fabbrica del Duomo, e molti furono gli architetti e gli esperti che offrirono il loro contributo di conoscenza costruendo il loro modello ligneo, cosi come fecero il Bramante, Gian Lodovico de Raufi, Pietro da Gorgonzola. 


1487, luglio

Un documento descrive la costruzione lignea di un modello per il tiburio del Duomo di Milano relativa ad un progetto di Leonardo.
 


Progetto ligneo

Spesso nel Rinascimento si producevano dei modelli finiti in legno che avrebbero dovuto rispecchiare la costruzione "dal vero" prima di procedere con l'esecuzione. La produzione di progetti lignei era una vera e propria arte e solo pochi erano ritenuti cosi abili da poter proporre la propria arte anche per la sua l'enorme difficoltà nel realizzarlo in tutti i dettagli richiesti. Se il modello rispecchiava il volere della committenza, veniva realizzato dagli architetti e dagli operai.


Modello realizzato dal maestro Emilio Marzi con la tecnica del traforo, per un totale di 4500 ore di lavoro.

Legatura originale su carta in lingua italiana rinascimentale - visibile presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano

scopri il codice atlantico


(giorno incerto)

Accoglie presso la sua bottega come allievo il giovanissimo (ha solo 10 anni) Giovanni Giacomo Caprotti de' Tignosi, nato a Oreno di Vimercate nel 1480, detto Salai, che diverrà nel tempo, uno dei suoi allievi più capaci ma anche colui che gli darà grattacapi continui per il suo carattere.

E' di questo periodo il disegno di 35x26 cm, fatto a penna e inchiostro su carta, indicante le proporzioni del corpo umano «secondo Vitruvio». 


L'uomo di Vitruvio di Leonardo

Forse, dopo la Gioconda, è il disegno più conosciuto e rappresentativo di Leonardo. Racchiude lo studio della perfezione e dimostra come l'uomo al centro del tutto, sia parte integrante e fondamentale del cielo, rappresentato dal cerchio quale elemento divino e celestiale dell'ignoto, e del quadrato, che rappresenta il bene terreno e materiale.

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Continua gli studi di idrodinamica delle acque e sperimentazione delle canalizzazioni in Lombardia. 


21 giugno

Leonardo è a Pavia su richiesta dei fabbricieri del Duomo per una consulenza. Vi si recò con Francesco di Giorgio Martini, architetto e autore del Trattato di architettura, che riprendeva il De architectura di Vitruvio , per il progetto della cattedrale. Certamente è da queste letture e rielaborazioni che nasce in lui l'esigenza di approfondire gli studi sull'Uomo Vitruviano.