Leonardo da Vinci: da 26 a 29 anni



1478, 10 gennaio 1478

Leonardo da Vinci riceve il primo incarico pubblico, una pala per la cappella di San Bernardo nel palazzo della Signoria e per questa commissione viene pagato dai Priori 25 fiorini.

Non esistono documenti ufficiali che attestino che abbia realmente iniziato il lavoro, che venne affidato successivamente nel 1483 a Domenico Ghirlandaio e poi a Filippino Lippi, che quest'ultimo lo completerà nel 1485 (trattasi della "Pala degli Otto", oggi presente agli Uffizi).


Nel 1478

Dipinge la Madonna del Fiore  (o «Madonna Benois», dal co­gnome dell'ex proprietario). In questo momento Leonardo ha 26 anni ed è nel pieno della suo percorso artistico e concettuale e da sfogo al senso di calore che un immagine di made con figlio può evocare, sottolineandone le affinità con un gioco di luce sottile.


Madonna del Fiore

L'opera deve il suo nome alla famiglia che ne fu a lungo proprietaria, i Benois, che a sua volta l'aveva acquistata nel 1824 ad Astrakan, da un mercante d'arte di nome Sapoznikov. Si trova nel museo russo dal 1914. 

Oggi l'opera è esposta in Russia, presso Ermitage di San Pietroburgo.



1478, 3 maggio

Da documenti certi si apprende che Leonardo in questo giorno si trova a Vinci chiamato dallo zio Francesco e dal padre ser Piero per presenziare all'atto di cessione da parte dello zio e dello stesso padre a Leonardo stesso, di un mulino del paese in quanto destinatario, come altri parenti, di quota parte del mulino.

L'atto viene firmato a Vinci, presso il castello dei conti guidi (nella foto).

A sinistra lo stemma della famiglia Vinci e a destra il castello dei conti Guidi di Vinci

 


1479, 29 dicembre

A seguito della congiura dei Pazzi, dove rimane ucciso a pugnalate Giuliano dè Medici, vengono catturati i cospiratori che trascinati in Piazza della Signoria, vengono barbaramente giustiziati. Leonardo si trova casualmente in quella piazza e stà assistendo all'impiccagione dei congiurati e tra questi vi è Bernardo di Bandino Baroncelli, l'assassino di Giuliano dè Medici, scappato subito dopo a Costantinopoli e catturato per essere portato in giudizio a Firenze. 

Tutti i fiorentini assistono all'impiccagione e la piazza è stracolma: Leonardo si trova proprio sotto le finestre dove si sta giustiziando il Baroncelli e fa uno schizzo veloce, quasi a fermare il momento tragico della sofferenza.


In questo periodo risultano molti progetti, alcuni abbozzati, altri specifici e si riferiscono alle cosiddette "macchine". Molti disegni riguardano la cucina, alcuni quelli illustrati qui sotto.

  • Primo prototipo di frullatore; 
  • Il brevetto per la cappa aspirante;
  • Spiedo automatico girevole;
  • Macchina per gli spaghetti;
  • Mannaia per il macello delle vacche. 

Tra i suoi studi, riportiamo il prospettografo. Si tratta di uno strumento ottico di proiezione, usato specialmente in fotogrammetria, che deforma le immagini. La deformazione che se ne ottiene è equivalente a un mutamento di prospettiva dell’oggetto rappresentato nel fotogramma, cioè si ottiene un nuovo fotogramma dell’oggetto preso da un diverso centro di vista.

 


1480, (giorno incerto)

L'Anonimo Gaddiano riferisce che Leonardo era solito frequentare il Giardino di San Marco, un luogo all'aperto all'interno dei giardini di proprietà della famiglia Medici dove vi è la collezione personale delle statue selezionate dalla famiglia, ma è anche un luogo voluto fortemente da Lorenzo, che ha lo scopo di riunire i migliori giovani pittori di Firenze e far svolgere loro prove e opere sotto il controllo dell'anziano scultore Bertoldo di Giovanni, incaricato da Lorenzo, di insegnare loro il mestiere di scultore e di artista. 

In questo momento a Firenze "i giardini di San Marco" sono un punto di riferimento per chi voleva apprendere le tecniche artistiche più importanti. 

Leonardo risulta che svolgesse compiti di insegnamento ai giovani allievi e a testimoniare questo, una annotazione riporta:


«stette [...Leonardo] col Magnifico Lorenzo et, dandoli provisione per sé, il faceva lavorare nel giardino sulla piazza di San Marco a Firenze»


  • Macchina per la stampa;
  • Macchina volante;
  • Strettoio ad olio;
  • Seghe idrauliche;
  • Un torchio da stampa;
  • Armi;
  • Specchi ustori;
  • Macchine da guerra.

Il suo pensiero filosofico attinge dai grandi uomini che lo hanno preceduto dei quali ne assorbe le sintesi: Platone e Aristotele. Descrive quindi il mito della "caverna della conoscenza" umana, dove l'uomo è prigioniero da sempre delle sue ombre, confondendo la realtà con la proiezione. Lo fa con una attenzione estrema alla parola e la costruisce come fosse una favola (piuttosto normale per lui), non dimenticando i principi di sintesi che racchiudono il suo ragionamento estremo.


" ... e tirato dalla mia bramosa voglia, vago di vedere la gran copia delle varie e strane forme fatte dalla artifiziosa natura, raggiratomi alquanto infra gli ombrosi scogli, pervenni all' entrata d' una gran caverna; dinanzi alla quale , restato alquanto stupefatto e ignorante di tal cosa , piegato le mie reni in arco, e ferma la stanca mano sopra il ginocchio e colla destra mi feci tenebre alle abbassate e chiuse ciglia e spesso piegandomi in qua e in là per vedere se dentro vi discernessi alcuna cosa; e questo vietatomi per la grande oscurità che là entro era .
E stato alquanto, subito salse in me due cose, paura e desiderio : paura per la minacciante e scura spilonca, desiderio per vedere se là entro fusse alcuna miracolosa cosa "

Codice Arundel      

 

1481

Commissionata nel marzo 1481 dai monaci di San Donato a Scopeto, come pala dell'altare maggiore, da compiere entro trenta mesi. Leonardo iniziò i lavori ma dopo poco tempo decise di trasferirsi a Milano. Fu terminata da Filippino Lippi.