Giuliano dè Medici


Giuliano di Piero dè Medici 

  • Data di nascita: Firenze28 ottobre 1453
  • Data di morte: Firenze26 aprile 1478

Facente parte di una delle più grandi dinastie di banchieri e grandi politici, i dè Medici sono stati grandi mecenati e uomini politici molto apprezzati dalla cittadinanza fiorentina. Dell'Italia del Rinascimento, Giuliano dè Medici si è dimostrato essere un buon diplomatico e un uomo saggio. 

E' stato un grande amico personale di Leonardo da Vinci, e lo ha stimato come uomo e come artista. I suoi fratelli sono stati Lorenzo, il maggiore, Nannina e Bianca. Venne ucciso in modo violento a Firenze e la sua morte è legata a quella che conosciamo come "la Congiura dei Pazzi".


Figlio di Piero il Gottoso e Lucrezia Tornabuoni, e fratello di Nannina, Bianca e Lorenzo. La sua formazione si è basata sull'umanesimo e sulla cultura finanziaria, voluta dal Padre, ricco banchiere e possidente. La sua istruzione viene curata dall'insegnante di lettere della famiglia, Gentile Becchi, che riporta in alcune note, della scarsa attenzione di Giuliano verso lo studio.   Giuliano è alto, sopra la media, e di corporatura molto robusta, con occhi e capelli neri e pelle olivastra, adora i cavalli e si diletta nel lancio del giavellotto che fa costruire su misura, nel salto all'ostacolo ed è bravo nella lotta corporale a terra. Per certo si sa che è affascinato dalla pittura, dalla musica e dalla poesia. 


1469

Muore il padre Piero e questo evento crea un sussulto nella famiglia in quanto, in tempi piuttosto brevi, i due fratelli maschi, Giuliano e Lorenzo, si trovano a decidere del futuro della città di Firenze, essendo loro, insieme alle sorelle, i nuovi capi del Governo della città. Tra i due fratelli, si instaura subito un grande sodalizio che mira innanzitutto ad un solo obiettivo: garantire al meglio il governo della propria città, città che amano e che amava il padre.


1470

Giuliano, su richiesta di Lorenzo, viene mandato a Roma in sua rappresentanza, per organizzare nei dettagli le trattative pre-matrimoniali tra Lorenzo e la sua futura moglie, Clarice Orsini.  


1471

E' l'anno nel quale Giuliano riceve, sempre dal fratello che ha piena fiducia in lui, il primo vero ed importante incarico diplomatico, il primo di molti altri che porterà avanti nel futuro: recarsi alla corte Aragonese e presentare le sue credenziali. Purtroppo l'incontro non viene effettuato per altri sopraggiunti impegni di governo, ai quali Giuliano deve occuparsi con una certa urgenza. Nel marzo di quell'anno Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, viene invitato in visita ufficiale a Firenze, al palazzo del governo. La visita, secondo le narrazioni del tempo, serve sia a Gian Galeazzo per capire i futuri assetti politici della città di Firenze, ma anche ai dè Medici, per rafforzare i loro rapporti familiari e politici col già potente duca di Milano. I  dè Medici, dopo l'incontro a Firenze col Duca, vengono a loro volta invitati alla corte degli Sforza a Milano, per contraccambiare la cortesia precedente. Parte da Firenze il diplomatico Giuliano che si ferma nella città Lombarda, alloggiando nella dimora adiacente al banco mediceo milanese, banca della famiglia dè Medici, e quotidianamente ospite al castello sforzesco per cerimonie e feste in suo onore, periodo nel quale rafforza in modo concreto, il rapporto tra i due casati.


1472, gennaio

Si ha notizia di un viaggio organizzato da Giuliano a Venezia, viaggio contrastato dal fratello Lorenzo che ritiene rischioso ogni spostamento fuori dalle mura fiorentine, in quanto dopo la rivolta di Volterra, si teme per un possibile attentato. Giuliano non sente ragioni e decide di partire per il viaggio insieme a Gentile Becchi. Il Doge di Venezia, lo riceve calorosamente e gli presenta, nel breve soggiorno, le più potenti famiglie della repubblica Serenissima. Dopo Venezia, Giuliano visita Vicenza, Verona, Padova, per poi spostarsi a sud, raggiungendo Mantova, dove verrà ricevuto a corte dai Gonzaga. Avvisa tramite epistole Lorenzo dei progressi diplomatici dei suoi viaggi e comunica che da li a presto farà ritorno a Firenze. Durante il viaggio verso Firenze, subisce un attentato da parte di un facinoroso, attentato al quale fortunatamente rimane illeso.


1473

Giuliano inizia studi ecclesiastici, in quanto la famiglia aveva tra i discendenti sia cardinali che papi. Cura il suo percorso il cardinale Giacomo Ammannati Piccolomini, grande cliente del banco mediceo della famiglia, nonché uomo influente e ben voluto dai dè Medici. In questo periodo oltre che la storia delle religioni, diritto romano e latino, Giuliano inizia a capire gli equilibri ecclesiastici e come muoversi in ambito delle relazioni. 


1474

Giuliano è spesso nella villa di Cafaggiolo, una delle dimore della famiglia, dove trascorre molto del suo tempo quando gli studi lo permettono; si dedica alla pesca e alla caccia, ma anche alla cura dei molti cavalli che possiede. E' proprio la frequentazione in questo luogo che, giorno dopo giorno, gli consente di riflettere sul senso della vita e capire, forse, che la vita ecclesiastica e la carriera papale, non è proprio ciò che desidera. 


1475, 29 gennaio

Si tiene a Firenze la famosa giostra annuale in piazza della Signoria e nelle vie limitrofe: è un torneo tra cavalieri, con corteo e parata, feste di piazza e giochi. E' l'occasione per mostrare la potenza dei dè Medici al proprio popolo che da sempre ama la famiglia per una corretta gestione della comunità. Giuliano vi partecipa col suo cavallo, appositamente giunto come dono dal regno di Napoli. Vestito con una leggera armatura e la spada nel fondello, guida il corteo di cavalieri che a passo lento sfilano sotto i balconi delle abitazioni, balconi che espongono in gran parte grandi tendaggi rossi, colore della famiglia dè Medici e gridano, al passaggio del corteo, "palle, palle", evocando cosi il richiamo delle palle, cinque color oro e una blu, che rappresentano lo stemma della famiglia. In piazza vi sono fuochi pirotecnici e sonate dei tamburi, corni e trombe e vi è anche Agnolo poliziano, un cantore di fine voce che allieta le genti nelle stanze per la giostra. E' presente anche la bellissima Simonetta Vespucci, amica di Giuliano alla quale proprio lui ha fatto tempo addietro un ritratto che, in occasione di questa festa, viene "messo all'asta pubblica" e sembra che i contendenti desiderosi di possedere un opera di Giuliano, non manchino. Simonetta Vespucci, da quello che si dice, è stata musa anche del Botticelli che ne è rimasto affascinato, ma anche di un altro abile ritrattista, un certo Piero di Cosimo, che si dice sia stato un suo amante. Davanti a Giuliano sul suo cavallo, apre il corteo il gonfalone della città e lo stemma sullo stendardo, dipinto in precedenza dal Botticelli: rappresenta il viso della medusa che ha come copricapo un elmo e, appena sotto inciso in modo visibile, la frase in francese La sans par (soprannome di Simonetta Vespucci). Sul palco d'onore vi sono Lorenzo, Bianca e Nannina, i tre fratelli di Giuliano, poi sotto le autorità cittadine, segretari e i signori in rappresentanza di diverse casate non solo toscane. Il potere dei dè Medici è assoluto e la folla acclama il nome sia di Lorenzo che di Giuliano.


1475

Giuliano conosce una delle figlie della famiglia Borromeo, e ne parla con Lorenzo che sembra essere concorde. Viene organizzata una cerimonia che deve servire a stringere i rapporti tra le due famiglie ma, come spesso accade a Giuliano, la sua incostanza sentimentale lo porta ad annullare tutto, adducendo al fatto che non vuole un matrimonio con una figlia di mercanti, anche se importanti come loro. Lorenzo, contrariato cerca di convincerlo del contrario e di quanto sia utile avere rapporti con i Borromeo, ma Giuliano rimane della sua idea: nessun matrimonio. 


1476

Conosce una nipote di Girolamo Riario, potente nipote di papa Sisto IV, ma le cose andranno male. 


1477

Giuliano è certo: vuole convolare a nozze con una giovanissima ragazza, figlia della potente famiglia dei Correr, ma inspiegabilmente, dopo poco tempo, annulla tutto. Passa qualche mese e conosce una giovine donna, di nome Semiramide, che scopre essere sorella di Jacopo IV Appiano, grande signore di Piombino e proprietario di diverse miniere di ferro all'isola d'Elba. Sembra inizialmente che le cose procedano e chiede di accelerare il matrimonio che però, come lui chiede, deve contenere una contropartita: il padre, Jacopo IV Appiano, deve dargli la concessione con contratto da stipularsi innanzi ad un notaio, di sfruttamento delle miniere di ferro. Tutto sembra procedere secondo il piano di Giuliano ma, anche questa volta, il matrimonio, per ragioni sconosciute, viene annullato.  


1478 

Conosce Fioretta Gorini, figlia del corazzaio Gorini Antonio, e finalmente viene celebrato il loro matrimonio col bene placito di entrambe le famiglie. 


1478, mattina del 26 aprile

Giuliano viene accoltellato per ben 9 volte alle spalle, al torace e al collo e rimane ucciso. Questo omicidio rientra in quella che conosciamo come la Congiura dei Pazzi.


1478, 30 aprile 

Viene dichiarato il lutto in tutto il ducato di Firenze per i funerali di Giuliano dè Medici. Tutto il popolo si ferma per rendere omaggio, al passaggio della bara sul carro, al proprio amato concittadino che viene sepolto nella chiesa di San Lorenzo con un cerimonia pubblica. Lorenzo dè Medici, ha fatto realizzare per la cerimonia funebre, una medaglia con l'effige del fratello da una parte, e dall'altra, la scena del suo omicidio.


1478 fine maggio

Fioretta Gorini, la vedova di Giuliano, partorisce il suo bambino che chiama col nome di Giulio, Giulio dè Medici. Il figlio viene dichiarato legittimo da papa Leone X, zio di Giuliano e dei suoi fratelli.