Giovanni Battista Cavalcaselle




Giovanni Battista Cavalcaselle

  • data di nascita: 22 gennaio 1819, Legnago
  • data di morte: 31 ottobre 1897, Roma

è stato uno scrittore, storico dell'arte e critico d'arte italiano. Ha ricoperto l'incarico di direttore generale presso il Ministero della pubblica istruzione e delle belle arti.


Cavalcaselle studiò all'Accademia di Belle Arti di Venezia. 


1847 

a Monaco conobbe Joseph Archer Crowe e con lui pubblicò Early Flemish Painters (1856), seguito da New History of Painting in Italy del 1864, opere fondamentali per la nascente critica d'arte moderna.

Durante il lavoro per l'opera Early Flemish Painters, cominciò ad avere dubbi sul dipinto che ritrae San Girolamo nello studio, e lo attribuì ad Antonello da Messina.


1853

 per la sua conoscenza di prima mano degli antichi maestri italiani, Charles Lock Eastlake lo insediò nel Select Committee della giovane National Gallery di Londra, allora nel pieno della campagna acquisti in tutta Europa.


1857-1861 

Cavalcaselle poté tornare in Italia, dove venne incaricato da Eastlake, dall'editore John Murray III di Londra e da Austin Henry Layard di svolgere ricerche sul campo per un'edizione critica del volume "le Vite di Giorgio Vasari", ma data la difficoltà nel gestire l'immensa mole di materiali raccolti il progetto del commento vasariano si rivelò inattuabile. 

1861

Ricevette dal Ministero della Pubblica istruzione l'incarico di Direttore generale redigere un catalogo delle opere d'arte di proprietà ecclesiastica nell'Umbria e nelle Marche, allo scopo di conoscere la situazione del patrimonio artistico della neonata nazione e per intervenire contro l'alienazione dei beni. Il suo lavorò valse un grosso inventario delle opere d'arte presenti nelle Marche e in Umbria, tanto da divenire unanimemente riconosciuto il maggiore esperto sulla Storia dell'Arte dell'antico Ducato d'Urbino e dello Stato Pontificio. 

Adolfo Venturi, che conobbe Cavalcaselle poco prima che morisse, vide in lui un continuatore del Vasari, e della sua opera lodò la trattazione dell'intera pittura italiana come non si vedeva da secoli.

1867 

si insediò a Firenze, dove fu nominato ispettore generale del Museo nazionale del Bargello, ma la collaborazione "burrascosa" con i vari artisti responsabili della conduzione della Galleria, che non capivano nulla di pittura antica, impedì quasi ogni attività. 

dal 1875 fino al 1893 

ispettore centrale a Roma presso la nuova Direzione Centrale degli Scavi e dei Musei del Regno . 

In questa veste fu incaricato di girare in lungo e in largo per la nuova nazione appena unificata per fornire consigli sull'organizzazione dei nuovi musei, sulle acquisizioni di opere d'arte e sui restauri più urgenti, a cui in alcuni casi sovrintese personalmente. Per la sua opera, ricevette l'encomio solenne del Re.

Non riuscì, però, a intervenire in modo definitivo sull'apparato amministrativo e per questo, dopo un certo tempo, si dimise.

Per i suoi studi e le sue capacità attributive è considerato il fondatore della moderna critica dell'arte. Rilevante fu anche il suo apporto alle tecniche di restauro per le quali, nonostante molte difficoltà concettuali, contribuì proponendo nuovi e più aggiornati criteri.