Francesco Melzi




Francesco (Giovanni) Melzi 

Data di nascita: Milano1491 circa 

Data di morte: Vaprio d'Adda, tra il 1568 e il 1570 


E' stato un abile pittore italiano, nonché nel 1506 conobbe e divenne dapprima allievo poi grande amico rispettoso di Leonardo da Vinci e lo seguì fino alla sua morte in territorio Francese. Per molto tempo fu l'unico erede delle sue opere.


1491 

Nasce Francesco Melzi. Il padre, Gerolamo Melzi, è un ricco tenutario di immobili e terreni, molti nell'area di Vaprio d'Adda


1506

I documenti attestano che all'età di 15 anni, francesco Melzi, entra in bottega di Leonardo in qualità di allievo. 


1510 

Disegno autografato e datato, quindi ha 19 anni, depositato presso la pinacoteca Ambrosiana. .

 

1058-1513 

In questo periodo Francesco Melzi soggiorna a Milano e assiste Leonardo nelle sue opere: si occupa di preparare i colori, pulire i pennelli, preparare le assi levigate e le tavoli con i fondi, pronti da Leonardo per essere dipinte. 


1513 

Segue Leonardo nel suo viaggio a Roma.


1517 

Segue Leonardo in Francia nel 1517, dove gli rimase accanto fino il 2 maggio 1519, giorno della sua morte. Durante il soggiorno in Francia alla corte del Re Francesco I, Francesco Melzi riceve una forma di stipendio settimanale in qualità di assistente di Leonardo. 


1518, 25 aprile 

Presso il castello di ClouxAmboise, Leonardo da Vinci, in presenza di diversi testimoni, lo nominò nel suo testamento erede di "tutti et ciascheduno li libri che edicto testatore ha de presente et altri istrumenti et portracti circa l'arte sua et industria de pictori".


1519 

Francesco Melzi lascia la Francia per trasferirsi nella casa di famiglia di Vaprio d'Adda. Porterà con se molti bauli contenenti tutti i disegni e i preparativi su cartoncino e legno, molti manoscritti artistici e scientifici di Leonardo, creando all'interno della villa una stanza dedicata a Leonardo.  


1520 

Fu insignito del titolo di grande gentiluomo di camera, direttamente dal re Francesco I di Francia.

Si unì in matrimonio con Angiola dei conti Landriani, dalla quale ebbe otto figli.


1523 

Ricorda in possesso del Melzi le carte di Leonardo. 

Giorgio Vasari, nell'edizione delle "Vite dei pittori" del 1568 scrive che Francesco:


 "ha care e tiene per reliquie tal carte insieme con il ritratto della felice memoria di Leonardo". 


Dopo diversi anni Francesco Melzi raccolse le opere e gli scritti di Leonardo, secondo le volontà espresse in vita dal suo maestro, e stampò quello che al nostro secolo prende il nome di Trattato della Pittura.  Fece seguito la pubblicazione unica del codice Urbinate 1270  che raccoglieva pensieri e riflessioni, scritti e disegni preparatori di Leonardo. Il figlio di Francesco Melzi e di Angiola dei conti Landriani, ebbero un figlio che chiamarono Orazio. Orazio divenne nel tempo dottore giureconsulto, e lasciò tutto il patrimonio di Leonardo, conservato meticolosamente per anni dal padre Francesco, a Pompeo Leoni, scultore ufficiale del Re di Spagna Filippo II, con la promessa di ricevere in cambio una carica pubblica presso il Senato di Milano.  

Da questo momento, non si avrà più traccia del patrimonio di scritti e di disegni attribuiti a Leonardo.