Flauto doppio


Nell'antica Grecia l'aulòs, il flauto, era uno strumento musicale aerofono di uso comune tra la popolazione come narrato da Pindaro nella leggenda che vuole la sua creazione alla Atena. 

La dea non amava questo strumento, anzi lo considerava strumento del diavolo in quanto utilizzandolo e soffiandoci dentro, aumentava il volume delle guance che si deformavano trasformando la fisionomia del viso che diventava ridicolo allo sguardo ma soprattutto rendeva i tratti del suo viso irriconoscibili, cancellando la sua bellezza. 


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Grazie all'avvento della  stampa a caratteri mobili di Johann Gutenberg  a Magonza ebbe inizio l'utilizzo della carta stampata con il primo libro della storia Harmonice Musices Odhecaton  composto da 96 canzonette e novelle musicali per musica polifonica.

Da questo periodo storico, la diffusione degli spartiti musicali e della musica in quanto lettura del pentagramma, ha un notevole sviluppo, in quanto la facilità di stampa e la conseguente distribuzione, ha la capacità di raggiungere un vasto pubblico, facendo della musica, una caratteristica popolare.

Tra gli strumenti considerati tra i più semplici da utilizzare, vi era sena dubbio il flauto.

Composto da un legno vuoto all'interno e con piccoli fori equidistanti tra loro, era facilmente costruibile dagli amanti della musica che non potevano permettersi uno strumento più tecnico e con maggiore precisione nel suono. 

 La maggior parte degli strumenti erano costruiti in legno di acero o di pero, questo perchè oltre che essere un legno dolce ma resistente, offriva minor resistenza alle vibrazioni prodotte attraverso la "soffiatura" dell'aria al loro interno.

 

Flauto dolce 

Nel Rinascimento veniva chiamato anche flauto a becco  è uno strumento musicale della famiglia degli aerofoni, di legno.
Il suo suono è prodotto dall'inserimento dell'aria sospinta all'interno del suo cilindro che ha il compito di convogliarla e dirigerla contro il labium,  un bordo affilato, e in questo modo, la vibrazione prodotta dall'aria interna rispetto a quella esterna, produce il suono che viene calibrato chiudendo con le dita i fori presenti sul flauto stesso.  


Flauto traverso

Il traversiere era il nome utilizzato già nel medioevo per il semplice motivo che  si poteva suonare tenendolo di traverso rispetto alla bocca. Il principio di funzionamento tra flauto dolce è traverso è uguale. 

Il flauto doppio è uno strumento atipico, in quanto è costituito da due elementi assemblati tra loro che presi singolarmente hanno le funzioni di un flauto normale, ma che combinati assieme, producono una particolare melodia.
Leonardo gli ha pensati in modo tale che fosse un vero e proprio strumento musicale di accompagnamento, aumentando la forza e la profondità del suono e creando un leggero effetto di riverbero.

 

Flauto doppio di Leonardo

Come abbiamo visto il flauto doppio risale all'antica Grecia, ma... Allora Leonardo?

Leonardo ha migliorato l'emissione del tono e della vibrazione, dando di fatto allo strumento, un leggero eco che si estende come sottofondo alla nota musicale prodotta.

Leonardo studia quindi sia la lunghezza esatta del flauto che la sua incavatura interna che doveva soddisfare misure e profondità ben precise,facendo in modo di ricavarne la perfezione vibrazionale.

Crea quindi una singola bocca di fiato si congiungono i due flauti, facendo assumere ai due flauti stessi al vertice di collegamento un angolo e una gradazione variabile a seconda delle necessità.Infatti il vertice dell'imboccatura non era fisso, ma mobile, in grado di creare un "effetto ventaglio" che potesse far muovere verso l'interno o verso l'esterno entrambi i flauti in contemporanea o solo uno, il tutto secondo le proprie necessità al fine di raggiungere la migliore diffusione del suono (quello che potrebbe fare un distorsore per chitarra elettrica). 

Questo strumento quindi non è solo il frutto di due assemblaggi dello stesso strumento, piuttosto la creazione di uno strumento considerato" mobile" che poteva essere regolato dal musico.

Leonardo da Vinci Experience Museo permanente a Roma Via della Conciliazione