Domenico Bigordi detto il Ghirlandaio


Domenico Bigordi, detto il Ghirlandaio 

Pittore e orafo, si è distinto per le sue capacità nella lavorazione dei metalli. Uomo dotato di grande intelligenza umanistica e stato apprezzato dai suoi contemporanei. Ha conosciuto personalmente Leonardo da Vinci, quando era allievo nella bottega di Andrea Cioni. 


1457 

La sua formazione nasce dapprima presso la bottega del padre, noto orafo e cesellatore Fiorentino, stimato dalla famiglia dè Medici, dove apprende le tecniche di cottura dei metalli, la lavorazione a caldo, l'incisione, la levigatura e la pulitura dei metalli, nonché la lavorazione delle pietre. 


1470 

Poco dopo, presentato dal padre, chiede di iniziare a lavorare nella bottega di Andrea Cioni, detto il Verrocchio. Il Verrocchio in questo momento storico è a capo di una delle più importanti botteghe di arti e di mestieri di Firenze, al servizio di Lorenzo dè Medici, è considerato tra i migliori scultori e cesellatori d'italia. E' molto presente nei confronti delle nuove tendenze nell'ambito scultoreo e pittorico che nota nella bottega del Verrocchio. Qui molti allievi si occupano infatti di rappresentare e sperimentare, con la supervisione del Verrocchio, le nuove linee artistiche che tracceranno il solco del cambiamento culturale della città di Firenze. Si trova proprio dal Verrocchio quando conosce per la prima volta Leonardo da Vinci, più giovane di lui di solo quattro anni, che inizia a lavorare come allievo garzone.  Da questo momento tra Leonardo e Domenico si instaura un rapporto di amicizia che proseguirà per lungo tempo. Viene già chiamato il ghirlandaio, per la sua capacità di creare chiome femminili decorate da ghirlande e fiori.


1471 

Svolge alcuni lavori minori nelle campagne fiorentine, presso alcune residenze estive di proprietari terrieri.


1472 

Si occupa degli affreschi della Pieve di Cercina, decorando un S. Andrea.


1474 

Sue le decorazioni nella cappella dei Vespucci nella chiesa di Ognissanti di Firenze.


1475 

Conclude le Storie di santa Fina per la Collegiata, a San Gimignano.


1478 

Si sposta a Roma, dove svolge lavori di decorazione e pittura dei quali, purtroppo, non resta traccia. 


1481 

Sempre a Roma viene chiamato a collaborare dal Papa Sisto IV, insieme a molti altri autori e pittori come Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Pinturicchio, Domenico Ghirlandaio, Luca Signorelli, Piero di Cosimo.  


1482 

A Firenze, la decorazione della sala dei Gigli in Palazzo Vecchio. Sua e la pittura dei celebri cicli della cappella Sassetti in Santa Trinità nonché quelli della cappella Tornabuoni in Santa Maria Novella. 


1483 

Tra i dipinti su tavola,  l'Adorazione dei pastori, influenzata dallo stile fiammingo.


1487 

La Natività presso palazzo degli Uffizi di Firenze.


1488 

L'Adorazione dei Magi dipinta presso lo spitale degli Innocenti in Firenze.


1494 

Si trova a Siena per dipingere alcuni mosaici.


1494, 11 gennaio 

E' colto da violenta febbre che aveva contratto da diversi giorni, febbre legata alla pestilenza, proprio a Siena durante i suoi lavori. Muore a soli 45 anni.

Viene sepolto, su richiesta dell'amministrazione Senese, presso al chiesa Fiorentina in Santa Maria Novella, " ..nel terzo avello lungo la parete destra della chiesa dove, un tempo, campeggiava un suo  ritratto"

A sua testimonianza di grande disegnatore, molti progetti e opere sono state raccolte nel Codex Excurialensis, con copie dei suoi disegni di antichità romane.