- Rinascimento: tecniche pittoriche


La pittura nel Rinascimento

Nasce a Firenze ma si propaga molto velocemente nelle corti signorili di altre città italiane, spesso ritenute a torto di minor importanza come ad esempio Rimini, Urbino, Perugia, dove l'interesse per il mecenatismo dei grandi signori impone la ricerca di nuove forme artistiche orientate verso il recupero delle forme classiche greca e romana che riproducono ad esempio la corretta forma e proporzione della figura umana, ridandogli un ruolo centrale nell'espressione. 

Non a caso questo periodo è caratterizzato dalla "ritrattistica" del volto con la sottolineatura dei dettagli e delle sfumature prodotte dalle espressioni, ma anche una maggior attenzione è riscoperta delle dimensioni della natura che circonda l'uomo con i suoi paesaggi, la descrizione pittorica della flora e della fauna, che in molte opere diventa predominante, e dove molti artisti iniziano ad introdurre nelle proprie opere l'uso della prospettiva e di tecniche fino a quel momento non utilizzate, come la pittura a olio.

La pittura quindi inizia il suo percorso di rinnovamento o "rinascita" verso un nuovo modello espressivo e cosi è per l'architettura.


I temi della pittura

La rappresentazione espressa dalla pittura si rivolge a temi spirituali e religiosi riguardanti le descrizioni dei santi, l'annunciazione dell'Arcangelo Gabriele e la Vergine Maria, Madonna con bambino, concentrando l'artista sull'evento divino e non terrestre dei soggetti. Poco interessava sapere cosa accadeva sulla terra perché il soggetto centrale rimaneva ciò che succedeva lassù nel cielo.

In qualche modo lo stile religioso diventa primario al soggetto stesso e lasca cadere le parti di contorno descritte nelle opere come stile secondario. 

La pittura si avvale dell'affresco e i temi centrali che rimangono sono lo spirito e il divino.

Il Pittore avrà delle accortezze:


  • Utilizzerà delle tavole di legno come supporto ai dipinti;
  • Le tele verranno dipinte a tempera e ad olio;
  • Gli affreschi faranno la loro presenza come decorazione sempre di più nelle chiese e nei palazzi civili;
  • La diffusione della luce secondo leggi di prospettica verrà accentuata;
  • Il dipinto sarà la somma di studi di prospettiva e di calcolo delle forme sempre di più preso in considerazione;
  • Il mecenate che avrà commissionato l'opera, spesso sarà ritratto, in modo esplicito o simbolico, nell'opera stessa;
  • I fondali d'orati si abbandoneranno;
  • I corpi dei soggetti saranno disegnati con maggior precisione anatomica;
  • Il ritratto diventerà una icona storico e sociale, in quanto descriverà il tipo di vestiario, i gioielli indossati, le acconciature;
  • Il ritratto "fotografa" con la pittura, il personaggio ritratto con pregi e difetti reali.


Primo Rinascimento

Da questo momento succede qualcosa che ha dello straordinario: viene introdotta la prospettiva.

Con la prospettiva la pittura si accorge di aver bisogno della "preparazione" attraverso un disegno che ne delimiti le profondità, le dimensioni, le forme. 

Con il disegno e "i preparativi su cartone" quindi, l'opera prende una costruzione nuova prima di essere riprodotta e quindi la pittura, quale elemento finale di espressione, necessita per essere migliorata e dimostrare tutta la sua potenza, del disegno che la precede, della sua progettazione. 

Questo inciderà nel futuro in quanto la prospettiva inizia ad essere studiata anche in architettura. Si ha la consapevolezza quindi che il disegno diventa una espressione del modo di pensare che raccoglie in se un modello di espressione e non solo di segno sulla carta, ma anzi, con esso diventa possibile cambiare il modo di vedere le cose. 


La prospettiva

Si tratta quindi di una proiezione centrale, o conica. La specificazione è utile per distinguerla dalla prospettiva parallela, modo alternativo, anche se non di uso corrente, di chiamare le assonometrie. La parziale comunanza dei termini è dovuta al fatto che l'assonometria, per motivi strutturali legati alla determinazione dell'immagine su un solo piano, può essere vista come un caso particolare della prospettiva, quando il centro di proiezione, anziché essere un punto proprio, è all'infinito.

Anche per la prospettiva centrale, configurandosi essa come diretta applicazione di uno dei metodi di rappresentazione appartenenti al corpo della geometria descrittiva, vale il requisito della sostituibilità fra la figura obiettiva e la sua proiezione. Ciò significa che data la figura nello spazio deve sempre essere possibile determinarne l'immagine su di un piano come, viceversa, data l'immagine, si deve poter risalire alla configurazione della figura nello spazio.

Ma tale reciprocità non è ottenibile in misura piena e immediata come avviene per le proiezioni parallele, perché nella prospettiva centrale uno stesso oggetto, proiettato da un medesimo punto di vista su piani a differente distanza da esso, dà luogo a immagini simili ma di dimensioni diverse. Per risalire quindi alle reali dimensioni dell'oggetto occorre l'introduzione nell'immagine di elementi metrici ausiliari di riferimento che permettano di risolvere il problema. Nell'ambito della prospettiva il requisito della sostituibilità trova una significativa applicazione nella fotogrammetria, che in alcuni casi si avvale di procedimenti particolari anche di notevole complessità.



Tardo Rinascimento

Con l’espressione “tardo Rinascimento” si indica di solito un breve periodo dall'inizio del Cinquecento, in cui l’arte raggiunse esiti di grande armonia, chiarezza ed espressività, grazie a figure quali Leonardo, Michelangelo e Raffaello. 

Accomunò questi artisti l’impegno con cui si dedicarono allo studio dell’anatomia umana (onde poter ritrarre le figure in posizioni e atteggiamenti verosimili) e approfondirono le ricerche prospettiche avviate nel XV secolo. Interpretarono il naturalismo del primo Rinascimento in modo libero, coniugandolo con forme più idealizzate e monumentali: le loro opere essenziali meritarono il plauso dei contemporanei, che le giudicarono superiori persino a quelle dei maestri dell’arte antica.


  • Fase di crescita: dal 1420 al 1490
  • Fase di maturazione o tardo: dal 1490 al 1520
  • Fase di decadenza: dal 1520 al 1580


Leonardo da Vinci e le sperimentazioni

Leonardo da Vinci è senza dubbio "lo sperimentatore" del Rinascimento, colui che nella pittura ha osato di più miscelando tecniche conosciute a nuovi percorsi spesso rischiosi o addirittura catastrofico, come la Battaglia di Anghiari presso la sala dei cinquecento a Palazzo vecchio a Firenze.

Una delle tante tecniche utilizzate da Leonardo nella sua pittura, vi è quella che oggi viene usata regolarmente dalla maggior parte degli artisti, cioè "lo sfumato leonardiano" o "leonardesco", che consiste nel dissolvere i contorni delle figure in graduali passaggi luminosi e cromatici. 

Gli esperimenti tecnici condotti da Leonardo sui colori per affresco causarono purtroppo il rapido deterioramento delle sue pitture murali: solo recentemente una profonda opera di restauro ci ha restituito L’ultima cena (1497 ca.), che orna una delle pareti del refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. 

Esemplare la composizione dell’affresco e la cura dei particolari: le figure di Cristo e degli apostoli sono disposte all'interno di un impianto illusionistico prospettico di grande efficacia; gli apostoli sono ritratti ognuno in un atteggiamento diverso; la tavola è dipinta con estremo realismo, sui bicchieri e sui piatti si possono osservare i riflessi degli abiti degli apostoli e dei cibi disposti sulla tovaglia. 


Le opere di Leonardo furono riprese da diversi artisti, non solo della sua epoca, ma addirittura diversi anni dopo. 


1504

Raffaello da Urbino dopo essersi formato accanto al padre Giovanni Santi e al Perugino, è a Firenze per intraprendere nuovi percorsi di sperimentazione e ricerca e proprio a Firenze ha modo di trovarsi di fronte alle opere di Leonardo da Vinci e Michelangelo. Molto probabilmente l'influenza artistica dei due grandi pittori, influenza a tal punto la sua visione che nel suo affresco ritenuto il punto di riferimento di tutte le sue tecniche chiamato La scuola di Atene, inserisce entrambi all'interno dell'opera, quasi a rendergli omaggio per quanto hanno saputo fare. 


Teoria: secondo molti studiosi  la scuola di Atene di Raffaello, l'uomo al cento disegnato non si tratterebbe di Leonardo da Vinci, cosi come afferma Philippe Daverio.


  • Andrea del Sarto
  • Frà Bartolomeo
  • Leonardo da Vinci
  • Michelangelo Buonarroti
  • Raffaello Sanzio
  • Tiziano  
  • Beato Angelico
  • Sandro Botticelli
  • Domenico Ghirlandaio
  • Giotto da Bondone
  • Filippo Lippi
  • Donatello 
  • Melozzo da Forlì
  • Lorenzo Ghiberti 
  • Andrea Mantegna
  • Masaccio
  • Perugino
  • Piero della Francesca
  • Pollaiolo
  • Luca Signorelli
  • Andrea Verrocchio

Il fascino nascosto delle tecniche pittoriche

La pittura è considerata "l'arte dell'aggiunta", nel senso che l'aggiunta del colore ad una superficie inespressiva, produce di fatto una forma di linguaggio che l'artista desidera dare attraverso il colore e le sue tecniche. La stessa cosa avviene per la scultura, cosiddetta "arte del togliere", che "leva" da ciò che già esiste nella sua consistenza per creare forme nuove (marmo, legno, pietra etc..). 

Entrambe sono il frutto di modelli comunicativi che determinano uno stato d'animo, identificano un periodo storico e rappresentano un soggetto e la sua condizione.

Parlando della pittura, innumerevoli sono le ricerche e le nuove strade che l'arte ci ha insegnato a riconoscere attraverso il pensiero e le mani dei propri artisti che hanno determinato, spesso solo con la creazione di un opera, una concentrazione di sperimentazione tale da riconoscerla come "pittura di riferimento" sia dell'artista che rappresentativa di uno stile e di un epoca.

Di seguito elenchiamo molte tecniche utilizzate nel periodo rinascimentale, non solo italiano, ma in quello fiammingo e più in generale in quello europeo, certamente conosciute a Leonardo da Vinci.



Bibliografia e sitografia

  • AA.VV. Moduli di Arte. Dal Rinascimento maturo al rococò. Electa Bruno Mondadori, Roma 2000
  • A. Blunt Le teorie artistiche in Italia dal Rinascimento al Manierismo. Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1966
  • G. Cricco, F. Di Teodoro, Itinerario nell’arte, vol. 2, Zanichelli Bologna 2004
  • G. Dorfles, S. Buganza, J. Stoppa Storia dell'arte. Vol II Dal Quattrocento al Settecento. Istituto Italiano Edizioni Atlas, Bergamo 2008
  • E. Forssman. Dorico, ionico, corinzio nell'architettura del Rinascimento. Editori Laterza, Bari 1988
  • L. H. Heydenreich Il Primo Rinascimento. Arte italiana 1400-1460. Rizzoli Editore, Milano 1979
  • La Nuova Enciclopedia dell’arte Garzanti, Giunti, Firenze 1986
  • P. Murray L'architettura del Rinascimento italiano. Editori Laterza, Bari, 1987
  • N. Pevsner Storia dell’architettura europea. Il Saggiatore, Milano 1984
  • R. Wittkower Princìpi architettonici nell'età dell'umanesimo. Giulio Einaudi editore, Torino 1964
  • R. Bossaglia Storia dell'arte. vol. 1 Principato editore, Milano 2003
  • F. Zeri Rinascimento e pseudo-rinascimento in: Storia dell'Arte Italiana. 5. Dal Medioevo al Quattrocento. Giulio Einaudi editore.
  • Italica.it