Dighe e dislivelli


1500, Repubblica di Venezia

Lasciata Milano in questo momento occupata dalle legioni francesci di Luigi XII che vi entrano trionfalmente il 6 ottobre 1499, Leonardo si trasferisce per un breve periodo a Mantova, presso la corte dei Gonzaga ospite di Isabella d'Este e del Marito, poi fa tappa a Venezia, dove gli viene chiesto di occuparsi di creare strutture difensive intorno alla città Veneziana al fine di scongiurare la possibile minaccia turca.

Leonardo ideò una diga mobile da installare sul punto di confluenza tra l’Isonzo e il Vipacco, in grado di provocare inondazioni sui presidi del nemico in terraferma.

Leonardo è chiamato dal governo della Repubblica di Venezia, per intervenire sul fiume Brenta Il Brenta nasce dal Lago di Caldonazzo, scende lungo la Valsugana fino a Bassano per raggiungere la zona nord di Padova e qui dividersi in due rami: un ramo prosegue dritto verso la laguna sud di Venezia, un altro ramo, più antico, il famoso Naviglio del Brenta, invece bagna Strà, Dolo, Mira, Fusina e Venezia. 

Il Brenta non è un fiume piatto ma ha un dislivello di 8 metri! Questo costrinse la Repubblica di Venezia a creare cinque chiuse nel tratto tra Venezia e Padova per facilitarne la navigazione, chiuse che tutt’ora sfruttano il medesimo principio un po’ rivisitato nei secoli e che tra i suoi originari inventori aveva Leonardo da Vinci. 

Attraverso un progetto che rendesse più navigabile il corso dell'acqua e "argininare" per quanto possibile, il frequente rischio di inondazioni. a navigazione è interessante anche per altri motivi: tra Venezia e Padova, dove termina la navigazione, ci sono ben 12 metri di dislivello. Nel passato la differenza veniva colmata aiutandosi con il traino dei cavalli per trascinare le barche. In epoca più moderna 6 chiuse permettono, attraverso un complesso sistema idraulico, di superare questa differenza. Le chiuse sono state realizzate su un progetto di Leonardo da Vinci e le chiuse più antiche del mondo sono qui.

Gradisca

1500, Leonardo da Vinci, che era giunto a Venezia, fu incaricato di studiare dei sistemi difensivi nel sistema di Gradisca. Questi ideò un sistema di chiuse per allagare il campo nemico.


1457 al 1492 Lombardia

Francesco Sforza, duca di Milano, da il via ad una serie di lavori di collegamento delle acque del Naviglio e della Martesana con il “Bacino”, detto Tombone di San Marco.  

Il progetto di collegamento idrico della città di Milano era compiuto: la città era totalmente connessa, attraverso i suoi 90 chilometri di canali navigabili  con i laghi Maggiore e di Como ma anche, a sud-est, con il mare Adriatico. 

Nel territorio milanese furono costruiti 90 chilometri di canali navigabili, un primato che nessun'altra città potè mai avvicinare.

Si costruiscono e vengono ampliati gli argini per contenere una maggior concentrazione delle acqua in ingresso dall'attuale Via San Marco, ma anche nuove mura per proteggere tutta la città.  

Ponte di Via San Marco

Museo dei navigli, Via S. Marco, 40, Milano MI  www.museodeinavigli.com


porta della chiusa o portello di chiusa di San marco sul naviglio
museo dei navigli, Via S. Marco, 40, Milano MI   www.museodeinavigli.com